America’s Cup, Napoli supera la prova generale: 279mila presenze alle preliminari. Ora si guarda al 2027

Le regate preliminari hanno portato 278.893 presenze, oltre 2.490 imbarcazioni nel Golfo e 20 milioni di visualizzazioni social. Un banco di prova più che incoraggiante per le sfide del 2027

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Il consuntivo
Image credit: Ricardo Pinto / America's Cup

Tempo di consuntivi per l’America’s Cup in quel di Napoli, dopo la prova generale rappresentata dalle regate preliminari di fine settembre. E il bilancio della manifestazione, al di là del risultato sportivo – con la padrona di casa Luna Rossa trionfante come da suggestivo copione – restituisce un quadro particolarmente significativo per il territorio e per la macchina organizzativa chiamata a preparare l’appuntamento del 2027, quando la competizione assumerà dimensioni completamente diverse.

I numeri raccolti da Sport e Salute raccontano innanzitutto la capacità di attrazione dell’evento: nei quattro giorni delle regate preliminari sono state registrate complessivamente 278.893 presenze, con 252.520 visitatori al Race Village e altri 26.373 spettatori che hanno seguito le gare direttamente dal mare.
Nel Golfo di Napoli sono state inoltre censite 2.490 imbarcazioni, con una media giornaliera di 623 unità, a fronte delle 131 registrate nella precedente tappa di Barcellona, mentre i superyacht presenti ogni giorno sono stati 22.

Un dato particolarmente significativo è quello relativo alla giornata conclusiva, quando le presenze hanno superato quota 120mila, oltrepassando anche le 104mila registrate nell’ultima giornata della 37ª America’s Cup disputata nel 2024.
A Barcellona, per confronto, il Race Village della regata preliminare aveva accolto circa 33mila persone, un dato sette volte e mezzo inferiore rispetto a quello registrato a Napoli.

America’s cup successo preliminari: il primo ritorno per Napoli

La capacità di trasformare la regata in un appuntamento capace di coinvolgere un pubblico ampio si è riflessa anche sulla dimensione mediatica, con 20 milioni di visualizzazioni dei prodotti social e 225 giornalisti e operatori media accreditati provenienti da 14 Paesi. Un’esposizione che si aggiunge al valore generato dalla presenza fisica del pubblico e che contribuisce a costruire quella dimensione internazionale sulla quale si giocherà una parte importante della partita del 2027.

Il primo riscontro economico sul territorio è già misurabile. A settembre 2026 Napoli ha raggiunto circa 2,2 milioni di presenze turistiche, contro gli 1,8 milioni registrati nello stesso mese del 2025, mentre secondo le stime di Sport e Salute la regata preliminare ha determinato un incremento del 10% rispetto alle previsioni.
Primi riscontri anche sul fronte della spesa turistica, che raggiunto, nell’area dell’evento, con un complessivo di circa 3,8 milioni di euro, con una media di 15 euro per visitatore.

Ma oltre i numeri, quel che è importante rilevare è la qualità della macchina organizzativa che ha superato il proprio primo esame senza particolari scricchiolii, coinvolgendo 700 addetti e oltre mille tra steward, volontari e operatori della sicurezza. È un elemento meno immediatamente visibile rispetto alle presenze o alle visualizzazioni, ma particolarmente rilevante in prospettiva, perché il salto dimensionale previsto per il 2027 richiederà di moltiplicare capacità e servizi senza perdere l’efficienza mostrata nella prova generale.

«Vogliamo che Napoli diventi la casa dell’America’s Cup e la capitale mondiale della vela, e stiamo già lavorando perché questo obiettivo possa diventare realtà almeno fino al 2029 -, ha spiegato l’ad di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris -. La regata preliminare è stata il teaser di quello che possiamo costruire. L’Italia ha dimostrato una straordinaria capacità organizzativa, mettendo insieme istituzioni, competenze, infrastrutture, territorio e pubblico. Ora vogliamo fare qualcosa di ancora più ambizioso: trasformare questa esperienza in una proposta a cui i team non potranno dire di no».

Rampa di lancio verso il 2027: attesi fino a 3,5 milioni di visitatori

La differenza rispetto alle regate preliminari sarà evidente soprattutto nella scala dell’evento. Il Race Village utilizzato per la prova generale occupava circa 70mila metri quadrati, mentre nel 2027 il Race e Fan Village arriverà a 100mila metri quadrati e il cuore operativo della manifestazione si sposterà a Bagnoli, con 37mila metri quadrati destinati alle basi dei team, rispetto agli 8.900 metri quadrati utilizzati a Nisida per le preliminari.

Anche la permanenza delle squadre cambierà radicalmente, passando da poche settimane a circa un anno, con una presenza stabile che potrà produrre effetti più strutturali sull’economia locale, dalla domanda di servizi e forniture alla logistica, dall’hospitality alla manutenzione, fino alle attività tecnologiche e di comunicazione.

Le stime per il 2027 indicano tra 3 e 3,5 milioni di visitatori complessivi lungo i 62 giorni della manifestazione, dei quali 40 dedicati alle regate. È su questa base che Sport e Salute ha quantificato una ricaduta economica complessiva compresa tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro, considerando impatti diretti, indiretti e indotto, un valore potenzialmente superiore agli 1,034 miliardi generati dall’edizione di Barcellona, che aveva attirato circa 1,8 milioni di visitatori.

«Abbiamo agito come un’unica squadra, mettendo a sistema competenze, energie e responsabilità – ha sottolineato il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma -. Napoli ha confermato la sua straordinaria capacità di accogliere, coinvolgere e appassionare. Nel 2027 ci saranno sette team in gara e l’Italia sarà ancora una volta al loro fianco, come l’ottavo team in gara».

Dalle grandi stime alle imprese: quella necessità di trattenere valore sul territorio

La partita economica, tuttavia, non si esaurisce nella spesa dei visitatori e negli effetti prodotti dall’afflusso turistico perché una delle questioni centrali del 2027 sarà infatti la capacità del territorio campano di intercettare una quota significativa della domanda generata dalla presenza stabile dei team e dell’organizzazione, trasformando l’America’s Cup in commesse, lavoro e nuove relazioni industriali.

Il portale ufficiale dei fornitori dell’America’s Cup, rafforzato dall’accordo tra America’s Cup Events e Confindustria Nautica, esteso anche all’Unione degli Industriali di Napoli, rappresenta in questo senso uno degli strumenti messi a disposizione delle imprese. Sono circa 3mila le aziende che si sono iscritte, distribuite in 141 categorie merceologiche, mentre per le regate preliminari oltre 70 aziende sono state selezionate attraverso il portale.

La dimensione della domanda potenziale è destinata a crescere con l’insediamento progressivo dei team nelle basi di Bagnoli, previsto entro gennaio 2027, quando la presenza di oltre mille persone tra squadre e organizzazione renderà strutturali esigenze che nella prova generale erano necessariamente limitate nel tempo.

La preparazione dell’appuntamento passa inoltre dal potenziamento delle infrastrutture e dei servizi. Per Bagnoli è previsto un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro, di cui circa 450 milioni destinati agli interventi di riqualificazione, ai quali si aggiungono 80 milioni per l’organizzazione dell’America’s Cup. Il Governo ha inoltre consentito al Comune di liberare circa 30 milioni di euro per interventi complementari, mentre sono previsti ulteriori 15 milioni per la tratta ferroviaria con l’obiettivo di collegare Napoli Centrale a Bagnoli in 15 minuti.

«Le premesse sono fantastiche. Sono state bellissime le regate, l’organizzazione e il successo sia di Cagliari sia ovviamente quello che abbiamo visto il weekend scorso a Napoli. Le risposte del territorio, ma anche dell’audience televisiva in tutto il paese, sono state superiori alle aspettative. Possiamo immaginare che l’anno prossimo sarà ancora meglio», ha detto Marzio Perrelli, Chief Executive Officer dell’America’s Cup Partnership.

La prova generale, dunque, ha consegnato a Napoli un risultato già rilevante sul piano della partecipazione, della visibilità e della prima ricaduta economica, ma soprattutto ha mostrato una macchina organizzativa capace di reggere l’appuntamento senza evidenti criticità.

Nel 2027 il livello di complessità sarà inevitabilmente molto più alto, ma la vera sfida sarà trasformare i numeri dell’evento in una ricaduta sul territorio che riesca a gettare basi strutturali, affinché i miliardi stimati non restino soltanto una misura dell’attrattività dell’America’s Cup, ma diventino anche valore prodotto e trattenuto dall’economia campana.