Il Giro d’Italia genera nei territori che lo ospitano un impatto economico di 2 miliardi e 100 milioni di euro. La stima è stata illustrata a Trento, a Palazzo della Regione, nel corso del Bike Business Forum. L’incontro, dal titolo “L’impatto in Rosa: come i grandi eventi sportivi trainano l’autenticità italiana nel mondo”, fa parte della nona edizione del Festival dello Sport ed è stato organizzato da Rcs Sports & Events insieme a ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Urbano Cairo, presidente di Rcs MediaGroup, ha ricordato che per il terzo anno consecutivo il forum fa tappa al Festival e ha aggiunto: «La presenza di tanti stakeholder conferma l’importanza di un confronto su come la forza di un grande evento sportivo possa lavorare insieme al brand Paese e alle infrastrutture che restano dopo la gara. Percorsi, servizi e interventi sulla mobilità non esauriscono la loro funzione».
La corsa porta in televisione anche le produzioni locali e le imprese dei territori attraversati, mentre la notorietà conquistata dal territorio si trasforma in curiosità per ciò che vi si produce, oltre che in presenze turistiche. «Ed è qui che la corsa Rosa incrocia un tema ampio come quello del Made in Italy», conclude Cairo.
«Il Giro è una straordinaria opportunità di promozione della bike economy e del turismo, – ha dichiarato Paolo Bellino, amministratore delegato di Rcs Sports & Events – considerando le importanti ricadute economiche che è in grado di generare. È un evento di grande rilevanza anche per il nostro Made in Italy. Lo abbiamo visto con le Grandi Partenze all’estero e sul forte impatto che il Giro è capace di generare sulle economie dei Paesi ospitanti, ma anche sul nostro export».
I numeri dello studio di Banca Ifis
Secondo l’approfondita analisi dell’Ufficio Studi di Banca Ifis, presentata da Carmelo Carbotti, responsabile Strategic Marketing & Research, e riportata da L’Economia del Corriere della Sera, per una Grande Partenza dall’Italia il valore economico stimato raggiunge i 387 milioni di euro.
Sul percorso delle quattro tappe iniziali sono attesi circa 700 mila spettatori dal vivo, ciascuno dei quali segue in media 2,8 tappe, per quasi 2 milioni di presenze complessive. Con una spesa media giornaliera di 129 euro a persona, destinata a ospitalità, commercio e ristorazione, il valore immediato si attesta a 98 milioni di euro. La parte più consistente arriva successivamente: 289 milioni di impatto differito nei 12-18 mesi successivi, legato al turismo. Chi ha assistito alla corsa dal vivo può decidere di tornare, mentre chi ha conosciuto un luogo soltanto attraverso le immagini televisive o in streaming può scegliere di visitarlo per la prima volta.
In esame quindi il cicloturismo enogastronomico, nel quale la bicicletta rappresenta una porta d’accesso ai territori e le specialità locali completano l’esperienza di viaggio. La maggiore esposizione, osserva l’analisi, può inoltre aumentare la propensione dei consumatori stranieri ad acquistare prodotti italiani e attirare l’attenzione di buyer, retailer e investitori internazionali. L’evento sportivo diventa così una piattaforma di incontro tra le imprese e i nuovi mercati.
L’export della bicicletta secondo ICE
Sul fronte commerciale è intervenuto Matteo Zoppas, presidente di Agenzia ICE, successivamente intervistato da La Gazzetta dello Sport: «Credo molto nello sport e, soprattutto, in un evento come il Giro d’Italia. È un grande megafono mediatico: attraverso i suoi canali può promuovere l’Italia nel mondo e raggiungere circa un miliardo di persone. La collaborazione con Rcs trasforma questa forza comunicativa in opportunità per le imprese, sostenendo l’export con la rete estera di ICE Agenzia».
Iniziative come “Giro Express” e i Business Forum mettono in contatto produttori e operatori internazionali, in quella che Zoppas definisce «diplomazia della crescita: usare sport per valorizzare Made in Italy, export e turismo».
I dati relativi al comparto sono positivi. Nel 2025 la filiera italiana della bicicletta ha esportato per 805,5 milioni di euro, il 6% in più rispetto al 2024. Nel primo semestre del 2026 le vendite all’estero hanno raggiunto i 459 milioni, con un incremento del 6,9%.
La Germania è il principale mercato di sbocco con 148 milioni, seguita dalla Francia con 122 e dalla Spagna con 69: insieme rappresentano il 42% dell’export di settore.
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Il caso della Bulgaria
A testimoniare l’effetto delle partenze internazionali è intervenuto Vassil Terziev, sindaco di Sofia, nel panel dedicato all’eredità lasciata sui territori, al quale hanno partecipato anche Andrea Mauri, Ceo di Cantù Arena, e Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing.
Ospitare la Grande Partenza del Giro 2026 è stato, secondo Terziev, «fondamentale per la Bulgaria»: oltre 250 mila persone sono scese in strada nella capitale e 25 mila ciclisti hanno partecipato alle pedalate collettive. Per Zoppas, ogni partenza oltre confine amplia il raggio d’azione della corsa e, con esso, la presenza delle imprese italiane sui mercati esteri.