Guercilena e la nuova era del Giro d'Italia: «Più internazionale e attrattivo per squadre e sponsor»

Luca Guercilena è il nuovo direttore generale del Giro d’Italia e dell’area ciclismo di Rcs Sports & Events. Tra gli obiettivi: internazionalizzazione, percorsi, sicurezza e sponsor.

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Image Credits: comunicato stampa Giro d'Italia

Luca Guercilena è il nuovo direttore generale del Giro d’Italia e dell’intera area ciclismo di Rcs Sports & Events. Dopo anni ai vertici della Lidl-Trek, il dirigente milanese assume un incarico di grande responsabilità, che lo porterà a occuparsi non soltanto della corsa rosa, ma anche delle principali competizioni ciclistiche organizzate da Rcs, con l’obiettivo di rafforzarne il peso sportivo, economico e mediatico a livello internazionale.

Un progetto ambizioso che Guercilena ha delineato nelle interviste concesse a La Gazzetta dello Sport e al Corriere della Sera, indicando alcune direttrici precise: maggiore internazionalizzazione, una programmazione più lungimirante, una valorizzazione commerciale più efficace e un’identità italiana sempre più riconoscibile.

Cinquantatré anni, diplomato Isef ed ex ciclista della Monti Baggio, Guercilena ha costruito la propria carriera attraversando diverse figure del mondo professionistico, dal direttore sportivo alla guida di una nazionale fino alla gestione di un grande team World Tour. Dopo l’esperienza alla Mapei, ha infatti ricoperto il ruolo di commissario tecnico della Svizzera, prima di affermarsi definitivamente come general manager di una delle squadre più solide del panorama internazionale.

Il nuovo incarico assume inoltre un significato particolare nella storia del Giro d’Italia: dal 1909 a oggi sono stati soltanto sei i patron del Giro, da Armando Cougnet fino a Mauro Vegni.

Una nuova visione per il Giro d’Italia

La prima priorità indicata dal nuovo direttore generale riguarda la crescita internazionale della corsa rosa, che secondo Guercilena parte già da una posizione di assoluto prestigio, ma possiede ancora margini importanti di sviluppo.

«Il Giro d’Italia si pone già a un livello molto alto, – ha spiegato a La Gazzetta dello Sport. – L’idea è quella di renderlo ancora più internazionale: è un patrimonio mondiale, e non solo sportivo. E più attrattivo possibile: nei confronti di squadre, atleti, sponsor».

In questo percorso rientra anche il rapporto con il Tour de France, rispetto al quale Guercilena vuole superare qualsiasi forma di sudditanza psicologica.

«È un riferimento, ma non mi piace la sudditanza psicologica nei suoi confronti. Il Giro, e tutte le altre corse, devono avere una identità italiana chiara, nel mondo, che abbia un valore. Senza copiare la Francia».

La corsa dovrà quindi valorizzare maggiormente la propria identità e, allo stesso tempo, puntare su una programmazione più anticipata dei percorsi, così da permettere alle squadre e ai corridori di pianificare con maggiore certezza la stagione.

Tra le ipotesi allo studio c’è infatti anche una possibile modifica del calendario, con l’inserimento stabile del 2 giugno, Festa della Repubblica, all’interno delle tre settimane del Giro, seguendo in qualche modo il modello francese del 14 luglio. Una scelta che, secondo Guercilena, potrebbe offrire vantaggi sia dal punto di vista meteorologico sia sotto il profilo della programmazione sportiva, soprattutto per i corridori impegnati nelle classiche del Nord, che avrebbero maggiore tempo per recuperare prima della corsa rosa.

Percorsi, sicurezza e spettacolo

Sul piano tecnico, il nuovo direttore generale ha manifestato l’intenzione di restituire maggiore importanza alle prove contro il tempo, disciplina per la quale nutre una particolare passione. L’obiettivo è trovare un equilibrio più efficace tra cronometro e tappe di montagna, così da evitare che il percorso finisca per favorire in maniera eccessiva una sola tipologia di corridore e permettere a un numero maggiore di atleti di giocarsi la classifica generale.

«Penso a percorsi equilibrati dove ogni categoria di corridore (scalatore, sprinter, cronoman, ruolo che amo moltissimo) possa avere il suo spazio e non sentirsi escluso a priori. Non dobbiamo andare a caccia di big, dobbiamo proporre una corsa che li attiri».

Resta invece confermata la strada dello sterrato, elemento introdotto dal Giro e diventato negli anni uno dei tratti distintivi della corsa. Guercilena non intende rinunciare alla spettacolarità garantita dai settori di strada bianca, ma allo stesso tempo vuole mantenere «l’equilibrio giusto» tra spettacolo e tutela dei corridori, considerando la durezza di una competizione che si sviluppa nell’arco di tre settimane.

La sicurezza sarà un altro degli elementi centrali della nuova gestione. Guercilena ha indicato nell’aumento delle tappe con percorsi a circuito una possibile soluzione per ridurre alcuni dei rischi legati alla presenza del gruppo su strade nuove o particolarmente tecniche.

Dalle grandi classiche al Giro Women

Il progetto di Guercilena non riguarda soltanto il Giro d’Italia, ma l’intera area ciclismo di Rcs Sports & Events. Nel suo perimetro rientrano alcune delle grandi classiche del calendario internazionale, dalla Milano-Sanremo al Giro di Lombardia fino alle Strade Bianche, oltre al Giro Women e al Giro Next Gen. Tutte gare con margini di miglioramento:

«Offrendo più servizi al pubblico sulla strada, penso al potenziamento dei tratti in circuito per vedere più passaggi nello stesso punto, e in tv e maggiore visibilità agli sponsor e agli atleti che sono da anni i più quotati sulla piazza».

Il Giro Women dovrà invece svilupparsi secondo un percorso autonomo, «senza copiare il modello degli uomini», mentre per il Giro Next Gen resterà fondamentale la sua funzione di formazione e crescita dei giovani corridori destinati al professionismo.

Una visione che guarda quindi all’intero sistema delle competizioni Rcs e non soltanto alla corsa rosa, con l’ambizione di costruire una filiera capace di valorizzare tanto il grande ciclismo professionistico quanto la crescita dei nuovi talenti.

Perchè «è tutto collegato».