Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla candidatura di Roma per ospitare i Mondiali di atletica leggera del 2029. Il passaggio, previsto dall’articolo 11-bis, comma 2, del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, è propedeutico all’adozione da parte del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, del decreto che approverà formalmente la proposta della Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal).
La candidatura della Capitale è già stata depositata presso World Athletics, l’organismo internazionale che governa l’atletica. La decisione sull’assegnazione è attesa nella seconda metà di settembre, al termine di una corsa che vede Roma confrontarsi con Londra e Nairobi, mentre Monaco di Baviera potrebbe aggiungersi alla lista dei pretendenti.
Il dossier di Roma: investimenti, ambizioni e concorrenza
Secondo le stime del presidente della Fidal Stefano Mei, riportate da Il Messaggero, organizzare i Mondiali allo Stadio Olimpico richiederebbe un budget di circa 150 milioni di euro, a fronte di un indotto stimato intorno a 1,5 miliardi.
La Federazione guarda comunque anche al futuro. Se Roma non dovesse ottenere l’assegnazione per il 2029, la Fidal sarebbe pronta a ripresentare il dossier per l’edizione del 2031.
Mei ha definito la candidatura italiana «very strong», evidenziando il sostegno compatto delle istituzioni: «Abbiamo le garanzie del governo, più solide di altre città. Il sistema Italia è unito per sostenere la candidatura: Comune, Regione, governo e istituzioni sportive lavorano allo stesso fianco perché si è capito che il progetto è ottimo, il migliore di tutti».
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L’Italia punta sul momento d’oro dell’atletica
A rafforzare le ambizioni italiane ci sono i risultati ottenuti dalla Nazionale agli Europei di Birmingham, chiusi dall’Italia al primo posto nel medagliere davanti alla Gran Bretagna grazie al sorpasso firmato nell’ultima gara, la staffetta 4×400. Esito che conferma la crescita strutturale dell’atletica italiana e dimostra che quanto costruito due anni fa a Roma non è stato un episodio isolato.
A questo infatti si collega un impegno personale sull’esito della candidatura per i Mondiali del 2029: «Io poi farò di tutto per portare a casa i Mondiali di Roma ’29 anche perché tutti i grandi mi hanno detto che se ci riusciamo non smetteranno».
La concorrenza, però, resta agguerrita. «È difficile, davvero difficile, – ha ammesso Mei alla Gazzetta dello Sport, indicando soprattutto Nairobi come una possibile insidia: – Più di Londra mi preoccupa la candidatura di un’africana come Nairobi, potrebbe diventare un problema».
Per il presidente federale, tuttavia, ospitare i Mondiali potrebbe rappresentare uno strumento sociale per avvicinare nuovi giovani all’atletica e rafforzare la diffusione della disciplina: «Per fare atletica bastano un paio di scarpe e a prezzi stracciati i ragazzi, magari quelli che i nostri tecnici intercettano a scuola, possono venire al campo. I campioni nascono così».