Buonfiglio: «Il metodo Coni dietro i successi dello sport italiano»

Il presidente del Coni rivendica un modello fondato su collaborazione tra federazioni e condivisione delle competenze. Dai grandi eventi alla diplomazia sportiva, l’obiettivo è trasformare i successi agonistici in crescita economica e culturale per il Paese. 

Buonfiglio Napoli
il punto del presidente
Image credits: Sport e Salute

Lo sport italiano continua a raccogliere risultati di primo piano. I successi ottenuti dalle diverse discipline raccontano un movimento italiano capace di competere ai massimi livelli internazionali, grazie a una struttura sempre più orientata alla condivisione delle competenze. Per il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, la forza del sistema nasce proprio dalla capacità di fare squadra dentro e fuori dai campi di gara grazie ad un efficace coordinamento tra federazioni, come uno dei principali punti di forza del sistema olimpico.

«I risultati sono sotto gli occhi di tutti, posso solo ricordare il metodo Coni – ha dichiarato il vertice del movimento olimpico a Il Corriere della Sera. Al nostro Centro di Preparazione Olimpica fanno capo ormai ventitré federazioni che collaborano strettamente tra loro. Facciamo investimenti enormi su ricerca e sviluppo, non ci accontentiamo mai».

Il ruolo del Centro di Preparazione Olimpica

Il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti rappresenta il fulcro operativo di questo modello. Nella struttura romana convivono atleti provenienti da discipline differenti, tecnici, preparatori e gruppi federali, favorendo uno scambio quotidiano che riguarda metodi di allenamento, innovazione scientifica e gestione delle prestazioni.

La collaborazione, tuttavia, non si limita agli aspetti tecnici. La presenza nello stesso luogo di campioni affermati e giovani promesse permette di creare un ambiente nel quale l’esperienza sportiva diventa anche uno strumento di formazione e motivazione.

«Marcell Jacobs, due volte campione olimpico, ragazzo forte, capace di vincere tanti infortuni che ispira futuri campioni, è sempre disponibile al confronto. Questa condivisione è un’arma di ispirazione formidabile».

Il dossier grandi eventi: Olimpiadi 2036 e Mondiali di atletica

Accanto all’attività di preparazione, il Coni guarda al ruolo dell’Italia come sede dei grandi appuntamenti internazionali. L’organizzazione degli eventi viene considerata non soltanto una vetrina sportiva, ma anche un’occasione per attivare investimenti, migliorare gli impianti e produrre ricadute economiche e sociali sui territori coinvolti.

«Le Olimpiadi invernali, il tennis grazie ad un manager come Angelo Binaghi, i Giochi del Mediterraneo tra un mese e gli Europei di volley, in prospettiva la candidatura ai Mondiali di atletica. Poi gli Europei di calcio, ma non finisce qui, c’è la voglia di organizzare i Giochi a Roma 2036. Si crea economia, si migliora la vita dei cittadini, si fa cultura sportiva».

Tra i dossier più rilevanti rientra quello relativo ai Mondiali di atletica a Roma, progetto che richiede il sostegno finanziario dell’esecutivo e il coordinamento tra istituzioni sportive e Governo. Il Foro Italico rappresenterebbe il centro della candidatura, con l’obiettivo di riportare nella capitale uno degli appuntamenti più importanti del calendario internazionale.

«So che il ministro Abodi e il presidente della Fidal Stefano Mei sono in contatto continuo. Verrà fatto tutto il possibile: l’atletica italiana, il Foro Italico e Roma li meritano».

L’eredità di Milano Cortina e i tavoli istituzionali

Il tema degli investimenti si lega inevitabilmente anche alla gestione dell’eredità lasciata dai grandi eventi. L’attenzione, in particolare, resta concentrata sullo Sliding Centre di Cortina, infrastruttura destinata alle gare di bob, skeleton e slittino e considerata una delle opere più delicate sotto il profilo della sostenibilità: «Il commissario di governo Massimo Saldini assicura che è tutto a posto».

L’attività del Coni non si esaurisce nella preparazione olimpica e nell’assegnazione degli eventi. La strategia portata avanti da Buonfiglio punta ad ampliare il ruolo dello sport nelle relazioni internazionali e incrementarne la rilevanza come fenomeno culturale e socio-economico. 

«Con il ministro Tajani sugli Ambassador e la diplomazia sportiva, con il ministero delle Finanze stiamo risolvendo tantissime problematiche del lavoro sportivo. Con Sport e Salute la collaborazione è fittissima».