Il golfo di Napoli si prepara ad accogliere uno degli eventi velici più prestigiosi al mondo e il cantiere è già in pieno fermento. A Bagnoli, area ex industriale da decenni sottratta alla città, l’America’s Cup sta accelerando una trasformazione urbana senza precedenti, finanziata dallo Stato con 1,2 miliardi di euro sbloccati dal governo Meloni.
Bagnoli diventa, giorno dopo giorno, la città della vela.
I team e il calendario
Sette squadre si contenderanno il trofeo, per l’America’s Cup più numerosa. Come riferisce Il Matino, alcuni equipaggi hanno già preso possesso dei loro spazi sulla colmata. Mentre l’arrivo dei neozelandesi, che già hanno scelto lo spazio sotto il Pontile di Bagnoli e la cui piattaforma è pronta da tempo, è avvolto dal mistero, i britannici di GB1 sono arrivati settimana scorsa.
In quanto Challenger of Record, GB1 occuperà una posizione adiacente ai defender di Emirates Team New Zealand. Circa l’80% della struttura impiegata in Catalogna è stata trasferita e verrà riassemblata nel golfo partenopeo. «Stiamo riutilizzando la stessa struttura che avevamo a Barcellona, un elemento importante del nostro impegno per la sostenibilità», ha spiegato il CEO Ian Walker.
Entro fine mese è atteso il team svizzero Alinghi dell’imprenditore farmaceutico Ernest Bertarelli, lo stesso che nel 2006 aveva tentato, senza riuscirci, di portare la Coppa proprio a Napoli, quando la città e il piano di rigenerazione dell’area ex Italsider non erano ancora pronti.
A settembre si terranno sul lungomare di via Partenope le preregate, con la Marina militare già al lavoro sul lato di Nisida. Le regate ufficiali, quelle per l’assegnazione del trofeo, sono in calendario per l’estate del prossimo anno.
Le opere
Adiacente alle basi operative dei team sorgerà il Villaggio della Coppa America, aperto al pubblico e destinato a spazi espositivi, aree commerciali e di ristorazione oltre a zone culturali e di intrattenimento. Il sindaco commissario per Bagnoli, Gaetano Manfredi, ha illustrato nell’ultima relazione sullo stato dei lavori un piano che abbraccia l’accessibilità, la mobilità interna e la riqualificazione del waterfront.
Tra gli obiettivi simbolicamente più rilevanti c’è il recupero del Lido Pola, storico polo della balneazione popolare napoletana, che tornerà fruibile in chiave inclusiva e sostenibile.
Sul fronte delle opere, il piano prevede un collegamento tra «La Porta del Parco» e via Diocleziano per la mobilità sostenibile mediante navette elettriche, la riqualificazione dei pontili Nord e Sud con i relativi accessi, la sistemazione e l’illuminazione del fronte mare dell’ex Città della Scienza e la manutenzione straordinaria del Circolo Ilva. Si lavora anche alla nuova stazione della metropolitana della linea FS e all’illuminazione pubblica dell’intera area.
Entro diciotto mesi il mare di Bagnoli tornerà balneabile: le bonifiche, a terra e in acqua, procedono alla massima velocità.
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La scommessa su Bagnoli
La logica degli interventi, sottolinea Manfredi, è duplice: predisporre in tempi rapidi le condizioni per l’evento sportivo e insieme «riavvicinare progressivamente la collettività a un’area che per decenni è rimasta dismessa, inaccessibile e sottratta all’uso pubblico».
Una visione che trova eco nelle parole di Edoardo Bennato, impegnato nella scrittura della sigla ufficiale della competizione, il quale ha dichiarato al Il Mattino: «Napoli e l’area Flegrea sono il luogo ideale per ospitare un simile evento, una occasione di riscatto per tutto il territorio».