EuroCup, record di candidature per il 2026-27: sarebbero 40 club, 5 italiani

L’EuroCup registra un interesse senza precedenti per la stagione 2026-27 con 40 candidature ricevute, di cui 5 da squadre italiane. Analisi, tra licenze pluriennali e possibili nuovi format.

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Image credit: LBA

Quaranta candidature, di cui 5 da squadre italiane. Stando a quanto riportato da BasketNews, l’EuroCup si avvicinerebbe alla stagione 2026-27 con un interesse senza precedenti: nelle ultime due stagioni le domande di partecipazione oscillavano tra le 22 e le 24, meno della metà di quelle arrivate quest’anno.

Un segnale che va ben oltre il semplice gradimento sportivo e che interroga, prima di tutto, le logiche economiche che muovono i club del Vecchio Continente.

Al centro della nuova attrattività del torneo c’è un cambiamento strutturale ancora in discussione ma già percepito come inevitabile: il passaggio a un sistema di licenze pluriennali, secondo un modello “3+2” che garantirebbe ai club stabilità di pianificazione per cinque anni. Di conseguenza, accordi di sponsorizzazione a lungo termine, ricavi da biglietteria prevedibili, budget costruiti su orizzonti realistici.

Per le società di media dimensione, il cuore pulsante dell’EuroCup, si tratta di una trasformazione che vale quanto una vittoria sul campo.

Un formato da riscrivere

L’eccesso di domande impone scelte sul formato. Sul tavolo degli organizzatori ci sono tre scenari: un torneo a 22, uno a 24 o, opzione più ambiziosa, uno a 32 squadre divise in quattro gironi da otto. Nessuna decisione è ancora definitiva, ma la direzione sembra chiara: l’EuroCup crescerà, e con essa crescerà il volume complessivo di partite, di esposizione televisiva e, di conseguenza, di introiti commerciali distribuiti tra i partecipanti.

Non è un dettaglio trascurabile, soprattutto per club come quelli italiani o tedeschi, che operano in mercati con forte potenziale. L’aumento del calendario europeo rappresenterebbe un moltiplicatore di business concreto.

L’Italia si candida con ambizione

Sul fronte italiano, il dossier è particolarmente ricco. Reyer Venezia, Napoli Basket, Derthona Basket e Dolomiti Energia Trento sono i nomi attesi, con profili societari diversi ma un denominatore comune: la volontà di costruire un progetto europeo strutturato.

Ma è la candidatura di Roma che accende la curiosità degli addetti ai lavori. Il nuovo progetto capitolino, nonostante ciò, non esclude un coinvolgimento nei futuri piani NBA Europe, e si presenterebbe sul mercato europeo con ambizioni dichiaratamente a lungo termine.

Una mossa che, se concretizzata, potrebbe cambiare i rapporti di forza all’interno del basket tricolore.

L’EuroCup batte la BCL sul piano finanziario

Il dato più significativo dal punto di vista economico è la crescente migrazione di club storicamente legati alla Basketball Champions League verso l’EuroCup. In Francia si muovono Le Mans, Cholet e Strasburgo; in Spagna rientrano in gioco Gran Canaria, Manresa, Bilbao e Girona.

La ragione è semplice: la partecipazione alla BCL è spesso condizionata dai risultati sportivi stagionali, il che rende impossibile qualsiasi pianificazione finanziaria seria. L’EuroCup, soprattutto con le nuove licenze pluriennali, offre invece certezze.

E poi c’è il fattore EuroLeague. L’EuroCup resta l’unico canale d’accesso alla massima competizione continentale, e quattro delle ultime sei vincitrici hanno consolidato la propria presenza in EuroLeague nelle stagioni successive.

Per un club con ambizioni di crescita, questo percorso vale un premio di rischio che nessun’altra competizione può offrire.

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