Spunta una dote extra di 21 milioni di euro per permettere al Comune di Milano di tamponare gli extra costi del Santa Giulia.
E’ quanto emerge dalla variazione al bilancio di previsione 2026 di Palazzo Marino, approvato settimana scorsa dalla giunta e presentato al consiglio comunale nella serata di ieri dall’assessore al bilancio Emmanuel Conte.
Al parlamentino milanese spetterà dare il via libera alla variazione, facendo segnare così l’avvio dell’iter che potrebbe arrivare già in una delle prossime sedute, probabilmente già entro la fine di maggio ma molto dipenderà dai vari temi all’ordine del giorno.
E il tema del Pala Italia, Arena Santa Giulia o Unipol Dome che dir si voglia, non è di certo questione da smarcare in breve per il Comune di Milano.
Secondo quanto riporta l’Avvenire infatti, il tema della nuova arena milanese sarà discusso in due distinte commissioni a proposito degli extracosti legati ai Giochi invernali e dello stato dei lavori del Santa Giulia che, da sede delle gare di hockey su ghiaccio, diventerà il più grande impianto al coperto in Italia per concerti, eventi sportivi e spettacoli internazionali.
La copertura statale dopo le verifiche: un “tampone” da 21 milioni di euro
La manovra riguarda sia la parte in conto capitale relativa agli investimenti, sia la parte relativa alla spesa corrente (legata però all’accantonamento per il rinnovo del contratto del personale).
La delibera della variazione di bilancio, permette di recepire la “dote” trasferita dallo Stato al Comune, il finanziamento di 21 milioni di euro di cui sopra, erogati dopo verifiche sugli extra costi dell’opera.
La parte più consistente, pari 160 milioni di euro, riguarda invece le risorse che il Comune può stanziare, usando parte del risultato di amministrazione 2025, per l’avvio di opere prioritarie: si tratta di un capitolo molto ampio che riguarda le infrastrutture (dalla manutenzione straordinaria delle strade alla messa in sicurezza) e il cui perimetro di intervento non si limita quindi alla sola arena.
Il recepimento della variazione di bilancio aggiunge un tassello fondamentale nella conta definitiva degli extra costi del Santa Giulia anche se è ancora difficile arrivare a calcolare l’importo finale.
I 21 milioni di euro di copertura statale “passati” a Palazzo Marino sarebbero circa il 40% dei 51 milioni di extra stimati dall’analisi tecnica redatta dagli uffici comunali.
La parte restante, che andrà in ogni caso coperta da risorse pubbliche, non permette di avvicinarsi neanche lontanamente a quanto richiesto da Evd Milan Srl, del gruppo Eventim, ossia la multinazionale che ha costruito e che è proprietaria dell’Arena, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 134 milioni di euro di “extra costi”.
Extra Costi Santa Giulia: un’addizione difficile da fare
Tenendo conto che la base di partenza – di un preventivo datato 2019, va ricordato – era di 180 milioni di euro, ma interamente a carico di privati, diventa difficile sia capire a quanto ammonterebbe il totale sia quanto di questo totale sarebbe a carico del pubblico.
Una banale addizione porterebbe a 314 milioni il totale dei costi per l’Arena secondo la richiesta del gruppo Eventim, che invece scenderebbero a circa 230 milioni ricostruendo i conti del Comune, con la stima iniziale di 177 milioni a cui aggiungere i 51 di “extra” della perizia degli uffici tecnici.
Ma non è solo dal punto di vista giornalistico ad essere complessa la ricostruzione, lo è anche per la Corte dei Conti lombarda che diversamente non avrebbe aperto un’istruttoria per fare chiarezza.
La magistratura contabile ha infatti deciso settimana scorsa di aprire l’istruttoria contabile per verificare eventuali profili di danno erariale proprio sulla questione degli “extra costi” a carico del pubblico e non del privato e capire inoltre quali degli enti pubblici sono stati coinvolti e in che misura.
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