Lewis Hamilton spegne oggi 41 candeline da uomo più ricco della Formula 1. Il sette volte campione del mondo non è solo uno dei più grandi piloti della storia, ma anche un imprenditore visionario che ha trasformato il suo nome in un impero economico da centinaia di milioni di dollari.
Un patrimonio da record: 434 milioni di dollari
Secondo le stime, Hamilton vanta un patrimonio netto stimato di 434 milioni di dollari, cifra che lo posiziona non solo come il pilota di Formula 1 in attività più ricco, ma anche tra gli atleti più pagati al mondo in tutti gli sport.
Il suo passaggio alla Ferrari nel 2025 ha rappresentato uno degli ingaggi più onerosi della storia della F1. Nell’ultima stagione, Hamilton ha guadagnato complessivamente 70,5 milioni di dollari, di cui 70 milioni di stipendio base – il più elevato mai registrato nella storia della Formula 1 – e 500mila dollari di bonus.
Una cifra che lo colloca al secondo posto nella classifica dei piloti più pagati del 2025, superato solo da Max Verstappen.
Il brand Hamilton: 113.000 euro a post su Instagram
Ma i guadagni del britannico non si fermano alla pista. Hamilton è diventato un fenomeno di marketing globale, capace di monetizzare la sua immagine attraverso i social media. Con oltre 39 milioni di follower su Instagram – il doppio rispetto a qualsiasi altro pilota in griglia – può generare fino a 113.180 euro per ogni post sponsorizzato, secondo uno studio di Betsmith. Una cifra che da sola supera la somma dei compensi stimati per i piloti classificati dal quinto al decimo posto.
La sua capacità commerciale è stata confermata anche da SportsPro, che lo ha incoronato quest’anno come l’atleta più commercializzabile al mondo nella classifica dei 50 Most Marketable Athletes. Il campione britannico è stato classificato al primo posto tra tutti gli atleti uomini per autenticità e in vetta assoluta per scopo, missione e valori.
Partnership strategiche con i giganti globali
L’appeal di Hamilton va ben oltre il motorsport. Tra i suoi accordi commerciali più recenti spiccano la collaborazione con Perplexity, motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale valutato 9 miliardi di dollari, e soprattutto la partnership con Lululemon, che lo ha nominato primo ambasciatore globale per la Formula 1, nella più grande incursione del brand canadese nel motorsport. A questi si aggiungono le collaborazioni con Dior e numerosi altri marchi di lusso.
Secondo le stime, il britannico incassa circa 20 milioni di dollari di guadagni extra-pista ogni anno, grazie a sponsorizzazioni che sottolineano il suo appeal intersettoriale.
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Oltre la pista: un impero tra business e impegno sociale
Hamilton ha saputo costruire un portafoglio di investimenti che spazia ben oltre la Formula 1, dimostrando una visione imprenditoriale rara nel mondo dello sport. Il suo impero poggia su fondamenta solide che intrecciano profitto e valori, business e impegno sociale.
Sul fronte immobiliare, il britannico possiede proprietà a Londra, Montecarlo, New York, Los Angeles e in Svizzera. Con il suo arrivo in Italia, ha valutato nuovi investimenti a Milano, in zona Porta Nuova.
Ma è nell’alimentazione sostenibile che emerge con chiarezza la sua filosofia d’investimento: fermamente vegano, Hamilton ha puntato su NotCo insieme a Roger Federer e Jeff Bezos, azienda che produce carne di origine vegetale. Con Leonardo DiCaprio ha poi portato questa visione nel mondo dei fast food, lanciando Neat Burger, catena di ristoranti specializzata in hamburger vegetali. Impegno che si estende anche agli animali, tanto che il suo amato bulldog Roscoe era testimonial di Bramble Pets, azienda che produce cibo vegano per cani.
A inizio 2024 ha lanciato Almave, tequila analcolica a base di agave blu, con il duplice obiettivo di promuovere comportamenti sani su larga scala e sostenere l’economia locale di Jalisco in Messico.
Nel mondo dello sport, Hamilton è alla sua quarta stagione come co-proprietario della franchigia NFL dei Denver Broncos, acquisita dal Walton-Penner Family Ownership Group nel 2022 per 4,65 miliardi di dollari, la cessione più costosa nella storia dello sport. Starebbe inoltre valutando di sbarcare anche in MotoGP, investendo in un team.
L’inclusione e l’impegno sociale rappresentano però il cuore pulsante del suo impero. Attraverso la Fondazione Mission 44, il pilota britannico ha investito circa 23 milioni di euro dal 2020 a oggi in progetti di sostegno per le minoranze in ambito educativo e lavorativo. Un impegno economico concreto che, insieme alla sua battaglia per la sostenibilità ambientale e ai suoi investimenti “etici”, ha contribuito a ridefinire l’immagine del pilota di Formula 1 nel XXI secolo.
Hamilton dimostra così che sport, business e responsabilità sociale possono convivere, creando un modello imprenditoriale destinato a durare ben oltre la fine della sua carriera in pista.
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Un compleanno diverso, tra bilanci e speranze
Hamilton festeggia questo compleanno in un momento particolare della sua carriera. Il 2025, il suo anno d’esordio in Ferrari, si è rivelato il più difficile degli ultimi due decenni: sesto nella classifica piloti e, per la prima volta in diciannove anni, senza un solo podio in tutta la stagione, se si esclude la vittoria nella Sprint di Shanghai.
Eppure, l’impero costruito dal britannico dimostra che il valore di Lewis Hamilton va ben oltre i risultati in pista. È un brand globale, un imprenditore visionario e un simbolo generazionale che ha cambiato per sempre il volto della Formula 1.
Con 105 Gran Premi vinti in carriera, 104 pole position e sette titoli mondiali, Hamilton ha già scritto la storia. Ora, a 41 anni, cerca ancora quella vittoria che possa riaccendere la magia del rosso Ferrari.