Una nuova analisi della Los Angeles County Economic Development Corporation (LAEDC) quantifica per la prima volta nel dettaglio l’impatto economico che i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2028 potrebbero generare nell’area metropolitana di Los Angeles. Lo studio, realizzato dall’Istituto di Economia Applicata di LAEDC su commissione di LA28, stima un indotto compreso tra 20,5 e 40,6 miliardi di dollari e un sostegno occupazionale fino a 224mila posti di lavoro nella regione allargata, che comprende le contee di Los Angeles, Orange, Riverside, San Bernardino e Ventura.
Il documento non propone una singola stima, ma mette a confronto due metodologie. La prima, basata sulla Contabilità del Reddito Nazionale e raccomandata dall’Accademia Internazionale di Scienze e Tecnologie dello Sport, considera esclusivamente le nuove risorse provenienti dall’esterno del territorio analizzato e restituisce quindi una stima più prudente. La seconda utilizza il modello input-output IMPLAN, ampiamente diffuso negli Stati Uniti, che considera invece l’intera spesa generata all’interno dell’area come attività economica lorda, offrendo un maggiore dettaglio sul piano settoriale e fiscale.
Dal confronto tra i due approcci deriva la forbice di stime indicata nel rapporto.
Le infrastrutture pesano più di tutto il resto
Tra i cinque canali di spesa individuati dallo studio, gli investimenti di capitale rappresentano la voce con il maggiore impatto stimato. Circa 8,35 miliardi di dollari destinati a trasporti, aeroporti, mobilità e ammodernamento delle sedi sono già stati accelerati o realizzati in vista dell’appuntamento del 2028. Il rapporto cita in particolare l’iniziativa «28 by 28» della Metro di Los Angeles, gli interventi guidati da Los Angeles World Airports e il programma Elevate28 avviato a Long Beach.
Secondo LAEDC, a favorire la concentrazione delle risorse su opere durature è stata la strategia «no build» adottata da LA28, la prima dal 1948 a evitare la costruzione di nuovi impianti permanenti e a privilegiare l’utilizzo di strutture già esistenti.
Gli altri canali analizzati comprendono la spesa operativa del comitato organizzatore, stimata intorno ai 6,5 miliardi di dollari a fronte di ricavi previsti per circa 7,1 miliardi, gli investimenti pubblici in trasporti e sicurezza legati alla designazione dell’evento come National Special Security Event, la spesa dei visitatori non residenti e quella degli stakeholder finanziati in modo indipendente, tra cui media accreditati, partner commerciali e osservatori ufficiali.
Due milioni di visitatori attesi
Sul fronte turistico, LAEDC prevede l’arrivo di circa due milioni di visitatori dall’esterno della regione, a fronte di un’offerta di biglietti che sfiora i 14 milioni. Nella sola Contea di Los Angeles, la loro spesa diretta potrebbe generare tra 1,6 e 4,3 miliardi di dollari, con alloggi e ristorazione tra le voci più rilevanti.
L’attività economica complessiva associata ai Giochi produrrebbe inoltre un gettito fiscale compreso tra 5,1 e 5,9 miliardi di dollari tra imposte federali, statali e locali, con il governo federale destinatario della quota maggiore, seguito dalla California.
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Un mercato del lavoro che passa dall’edilizia all’ospitalità
L’analisi del mercato del lavoro individua circa 124.430 posti sostenuti direttamente dalle attività legate ai Giochi, concentrati soprattutto nei settori dell’edilizia, dei trasporti, del supporto amministrativo e dell’ospitalità. Tra le figure professionali più richieste figurano autisti di navette, carpentieri, conducenti di autobus, addetti alla sicurezza e operai edili.
Circa il 79% di questi impieghi richiede un livello di istruzione pari o inferiore al diploma di scuola superiore. Secondo LAEDC, questo dato amplia l’accesso al lavoro a fasce ampie della popolazione, pur rendendo necessari requisiti aggiuntivi come licenze, controlli di sicurezza e formazione specifica. Lo studio evidenzia inoltre l’invecchiamento della forza lavoro regionale: nel 2025 la quota di occupati over 55 ha raggiunto il 28%, un elemento che rende necessario il reclutamento di nuove leve in vista del 2028.
Sul piano della filiera produttiva, l’area di Los Angeles mostra una solida capacità di fornitura nei settori dell’organizzazione di eventi, dei servizi professionali, dei trasporti, dell’ospitalità e dell’edilizia. Oltre la metà degli acquisti intermedi delle imprese direttamente coinvolte viene infatti già effettuata all’interno della contea.
Fa eccezione il comparto manifatturiero, spesso rifornito da fuori regione e indicato dal rapporto come l’area con il maggiore margine di sviluppo per i fornitori locali. In questa direzione si inserisce anche l’obiettivo dichiarato da LA28 di destinare il 75% della spesa per appalti alle imprese della Grande Los Angeles e il 25% a quelle locali e di piccole dimensioni.
«La portata e l’ampiezza dell’attività economica associata ai Giochi del 2028 sono significative, anche vista attraverso una lente prudente», ha commentato Stephen Cheung, presidente e CEO di LAEDC, sottolineando come l’impatto tocchi «l’intera economia regionale, dai posti di lavoro e dai redditi da lavoro alle imprese locali, alla spesa dei visitatori e agli investimenti a lungo termine».
I programmi LA28
Al netto delle cifre, il rapporto elenca anche una serie di ricadute non monetarie legate ai programmi di LA28. Tra queste il Resilience Champions Fund, che finanzia progetti di tutela ambientale con grant fino a 100mila dollari, e il piano Play LA, che prevede fino a 160 milioni di dollari destinati allo sport giovanile, con l’obiettivo di raggiungere 1,5 milioni di iscrizioni ai programmi entro il 2028.
Si tratta di benefici più difficili da tradurre in numeri, ma che secondo LAEDC resteranno centrali nell’eredità complessiva dei Giochi.