Dopo 45 anni di assenza, la Formula 1 torna a Madrid. Il nuovo circuito di Madring entra per la prima volta nel calendario del Mondiale e si presenta con numeri destinati a lasciare il segno: l’impatto economico stimato per la capitale spagnola raggiunge i 468 milioni di euro, facendo del Gran Premio uno degli eventi più importanti mai organizzati in Spagna nel settore degli sport motoristici.
La realizzazione dell’impianto è stata affidata a una joint venture tra la spagnola Acciona e la francese Eiffage, con un investimento di 83,2 milioni di euro. I lavori sono iniziati nell’aprile 2025 e si sono conclusi nel maggio 2026, rispettando i tempi necessari per consentire al nuovo tracciato di debuttare nel Mondiale, nonostante i molteplici dubbi della vigilia.
Un indotto da 468 milioni per l’economia di Madrid
A quantificare l’impatto economico dell’evento è uno studio realizzato da PwC. Il comparto dell’ospitalità dovrebbe generare circa 59 milioni di euro, mentre trasporti e commercio al dettaglio contribuiranno rispettivamente con 22 e 18 milioni. Ristoranti e locali notturni sono attesi a quota 29,5 milioni di euro.
A questi settori si aggiungono manifattura, edilizia, servizi professionali e informatica, che nel complesso dovrebbero produrre altri 174 milioni di euro di valore economico.
L’effetto del Gran Premio, tuttavia, non si limita all’indotto direttamente legato all’evento. Secondo le stime, il weekend di gara sarà associato alla creazione di circa 8.850 posti di lavoro e a un contributo equivalente allo 0,4% del PIL della Comunità di Madrid e al 4% del PIL della città.
Una nuova analisi verrà condotta al termine dell’evento per confrontare le previsioni con i risultati effettivamente conseguiti.
Turismo internazionale in crescita
L’attrattiva internazionale del nuovo appuntamento emerge anche dai dati sulle prenotazioni e sulle ricerche di viaggio. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bolsamanía, le ricerche di voli per Madrid sono aumentate del 5%, con Brasile, Colombia e Stati Uniti tra i mercati che hanno registrato la crescita maggiore.
Gli organizzatori prevedono che circa 45mila spettatori arriveranno dall’estero, su un’affluenza complessiva destinata a superare quota 350mila presenze nell’arco dell’intero weekend.
Un flusso di visitatori che perciò alimenta, oltre al settore alberghiero, anche ristorazione, commercio, trasporti e servizi.
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Hospitality e grandi sponsor
Uno dei punti di forza di Madring è la quantità di spazi dedicati all’hospitality. La Azotea ed El Mirador offrono una vista privilegiata su La Monumental, la curva simbolo del tracciato. Sul rettilineo principale si affacciano invece Club 91, The Boxes e gli Sky Boxes. L’offerta è completata da Ignition Club, Podium Stand, La Terminal e Traction Club.
Sul fronte commerciale, tra i principali sponsor figura Banco Santander, insieme ad American Express, Ford, Aqualy, Heineken ed El Corte Inglés, partner per il merchandising.
Anche il calcio madrileno è coinvolto nell’operazione. Il Real Madrid CF, per esempio, partecipa mettendo a disposizione parte del centro sportivo di Valdebebas durante il fine settimana del Gran Premio.
Le sponsorizzazioni hanno generato almeno 137 milioni di euro. Secondo l’agenzia EFE, questa somma sarebbe destinata a coprire i costi dei lavori realizzati nell’area fieristica dell’IFEMA.
Un progetto pensato per durare dieci anni
Il vero obiettivo di Madring, però, va oltre il debutto. Le proiezioni indicano un impatto economico annuo vicino ai 450 milioni di euro, che nell’arco di dieci anni potrebbe raggiungere quota 4,5 miliardi.
Le stime parlano inoltre di circa 10mila posti di lavoro diretti, concentrati soprattutto nei comparti dell’ospitalità e del commercio al dettaglio, e di una spesa media per visitatore intorno ai 1.700 euro durante il weekend.
Particolarmente ambizioso è anche il dimensionamento dell’offerta premium. L’area VIP può accogliere fino a 15mila persone, circa il doppio rispetto alla media dei circuiti di Formula 1, mentre il Paddock Club dispone di 3.500 posti.
Un modello che punta a massimizzare la capacità di spesa degli spettatori e che assume un peso ancora maggiore alla luce della struttura finanziaria dell’iniziativa: il progetto non beneficia infatti di finanziamenti pubblici diretti e punta a raggiungere l’autosufficienza economica già dal primo anno.