Il Gran Premio d’Italia 2026 consegna alla storia un weekend destinato a rimanere a lungo nella memoria degli appassionati di Formula 1, difficilmente replicabile per intensità sportiva, partecipazione del pubblico e ricadute economiche.
La vittoria di Andrea Kimi Antonelli, primo pilota italiano a trionfare a Monza dopo sessant’anni dal successo di Ludovico Scarfiotti, si è infatti intrecciata con numeri da record sul fronte degli spettatori e degli incassi, trasformando ancora una volta l’Autodromo brianzolo in una vetrina internazionale per l’Italia.
A raccontare la portata dell’evento è Geronimo La Russa, neopresidente dell’Automobile Club d’Italia, intervistato da Il Sole 24 Ore. «Difficile immaginare una prima volta più ricca di emozioni e di soddisfazioni», ha dichiarato. La Russa ha guidato l’Automobile Club Milano dal 2018 fino allo scorso febbraio e, proprio per questo, conosce da vicino le dinamiche legate al circuito di Monza.
Un accordo salvato fino al 2031
Dietro l’entusiasmo per un weekend agonistico entrato nella storia della Formula 1 c’è, tuttavia, anche un intenso lavoro diplomatico che ha consentito di scongiurare il rischio di un’uscita di Monza dal calendario iridato. L’intesa raggiunta con Liberty Media lo scorso anno, che garantisce la presenza del Gran Premio d’Italia fino al 2031, rappresenta il risultato di una trattativa lunga e complessa, sostenuta, secondo La Russa, da una «una visione condivisa di tutte le istituzioni politiche e sportive. Uno sforzo comune in cui l’Italia ha saputo dare il meglio di sè».
L’impegno, però, non si esaurisce con la firma del contratto. Liberty Media richiede infatti fee sempre più elevate e standard infrastrutturali adeguati alle esigenze di un campionato in continua espansione, nel quale sono numerosi i Paesi pronti a investire per conquistare un posto nel calendario mondiale. Per rispondere a queste richieste, dal 14 settembre prenderanno il via i lavori di ammodernamento della direzione gara, della sala stampa e della copertura del Paddock Club, l’area di ospitalità gestita direttamente da Liberty.
Per gli interventi sono già stati stanziati 40 milioni di euro dal Ministero dei Trasporti e dalla Regione Lombardia, mentre il termine previsto per la conclusione dei lavori è fissato ad agosto 2027. La realizzazione sarà affidata ad aziende italiane, con ricadute significative anche sul tessuto economico e occupazionale del territorio, considerando che l’organizzazione del Gran Premio coinvolge ogni anno circa 25mila lavoratori nell’indotto.
Presenze e incassi da record
L’edizione 2026 ha fatto segnare nuovi primati anche sul piano economico e della partecipazione. Nel corso del weekend l’Autodromo di Monza ha accolto 404mila appassionati, il 64% dei quali provenienti dall’estero, in particolare da Germania, Svizzera, Regno Unito, Polonia e Francia, oltre che da altri 64 Paesi. Un flusso internazionale di visitatori che ha prodotto ricadute importanti sull’intero territorio, con un indotto in crescita rispetto al 2025, come già stimato su Sport e Finanza.
Per sostenere un’affluenza di queste dimensioni, l’Automobile Club Milano ha continuato ad ampliare l’offerta delle aree riservate al pubblico, portando a 45 il numero delle tribune disponibili e mantenendo al tempo stesso una politica commerciale capace di coprire fasce di prezzo differenti, dal prato fino alla tribuna centrale. Una strategia che La Russa rivendica con particolare soddisfazione e che ha contribuito a portare gli incassi del Gran Premio a quota 40 milioni di euro, con un incremento del 12% rispetto all’edizione del 2025.
Monza da record: 403mila presenze e la vittoria di Antonelli scrivono la storia
Verso l’autosufficienza economica
Il bilancio dell’ACI e la gestione dei due Gran Premi disputati nel 2025 evidenziano, inoltre, un percorso orientato alla progressiva riduzione della dipendenza di Monza dai contributi pubblici. Il nuovo accordo con Liberty Media ha comportato un ulteriore aumento della fee annuale, arrivata a circa 25 milioni di euro, ma La Russa guarda con fiducia al futuro.
Gli interventi infrastrutturali già programmati possono contribuire a rendere il Gran Premio d’Italia economicamente autosufficiente, attraverso un equilibrio sempre più solido tra ricavi e costi.
Un obiettivo che appare invece più lontano per Imola, l’altro circuito italiano sottoposto alla giurisdizione dell’ACI. Per l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari rimane comunque aperta la possibilità di un ritorno nel calendario a fine stagione, qualora il conflitto nell’area del Golfo dovesse impedire lo svolgimento di altre gare previste dal campionato.
«Da un lato viene da dire purtroppo, perchè significa che la guerra nell’area del Golfo è ancora in atto. Dall’altro lato però aggiungo che sarebbe una splendida opportunità per l’Italia e la Motor Valley. Già durante l’emergenza del Covid ci siamo fatti trovare pronti e abbiamo ospitato nella Penisola tre gare, a Monza, a Imola e al Mugello. Anche stavolta saremo in grado di fare la nostra parte e se Liberty dovesse aver bisogno di noi, non ci faremo trovare impreparati».
Ascolti televisivi ai vertici dal 2022
Il successo di Andrea Kimi Antonelli ha avuto un riflesso immediato anche sul fronte televisivo, contribuendo a riportare la Formula 1 italiana ai livelli di audience più elevati degli ultimi anni. La diretta del Gran Premio d’Italia, trasmessa su Sky Sport F1, Sky Sport Uno, Sky Sport 4K e TV8, ha raggiunto complessivamente 4 milioni 464mila spettatori medi in total audience, con il 39% di share e 7 milioni 251mila spettatori unici.
Su Sky la gara ha fatto registrare 1 milione 773mila spettatori medi, pari al 15,7% di share, con 2 milioni 547mila spettatori unici. Su TV8, invece, l’ascolto medio è arrivato a 2 milioni 691mila spettatori, con uno share del 23,2%.
Si tratta del miglior risultato ottenuto da Sky dal 2022 e di un dato che conferma ancora una volta la capacità della Formula 1 di catalizzare l’attenzione del pubblico italiano quando sulla scena internazionale emerge un protagonista del Paese.