Le Olimpiadi sulle Alpi Francesi del 2030 saranno i primi Giochi Olimpici Invernali a raggiungere la piena parità di genere nell’assegnazione dei posti riservati agli atleti. Lo ha confermato il Comitato Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) al termine della revisione delle discipline e degli eventi in programma.
A gareggiare saranno circa 3.046 atleti. Le gare in calendario saranno 126: 56 riservate alle donne, 55 agli uomini e 15 miste.
Parità di genere che arriva grazie ad importanti novità legate alle discipline.
Freeride e Synchro9: discipline al debutto
Il programma di Alpi 2030 porterà con sé due novità assolute. Debutteranno infatti il freeride, nelle versioni sci e snowboard, e il synchro9 nel pattinaggio di figura.
Il freeride è una disciplina cresciuta rapidamente a livello internazionale grazie a una base di giovani appassionati e a competizioni dal forte impatto visivo. Si svolge su terreno naturale, riducendo così la necessità di nuove infrastrutture. Composto da quattro eventi, coinvolgerà 44 atleti, 22 donne e 22 uomini.
Il synchro9, disciplina a squadre riconosciuta dall’Unione Internazionale di Pattinaggio negli anni ’90, si terrà nell’impianto già dedicato al pattinaggio di figura. Secondo il CIO, il pattinaggio sincronizzato «ha dimostrato di attrarre un grande pubblico e di creare un’atmosfera di gara dinamica».
Confermato il PGS, esce la combinata nordica
Tra le decisioni più discusse c’è quella relativa allo slalom gigante parallelo di snowboard, che resta nel programma dopo aver mostrato, rispetto a Pechino 2022, un miglioramento negli indicatori di popolarità monitorati dal CIO. La conferma è arrivata a condizione che la disciplina non abbia un campo di gara autonomo.
Discorso opposto per la combinata nordica, che non sarà presente ad Alpi 2030. La decisione nasce da uno studio globale condotto dal CIO su 14 indicatori legati a copertura televisiva, media digitali, interesse del pubblico, vendita dei biglietti e attenzione della stampa, con dati raccolti in oltre 50 mercati. Negli ultimi quattro cicli olimpici, da Sochi 2014 a Milano Cortina 2026, la combinata nordica si è collocata quasi sempre all’ultimo posto tra le discipline analizzate, risultando la peggiore in 11 dei 14 indicatori considerati nell’ultima edizione.
La combinata nordica resterà comunque presente nel programma dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali Dolomiti Valtellina 2028 e potrà candidarsi per un ritorno a Utah 2034.
Sport paralimpico, De Sanctis: «Servono impianti e fatti, non solo inclusione»
Alpi Francesi 2030: le altre novità del programma
Il pacchetto di modifiche coinvolge quattro sport in totale. Nel biathlon debutta la staffetta mista singola. Arriva anche lo sprint a squadre, maschile e femminile, nel pattinaggio di velocità. Tra sci e snowboard, oltre al freeride, si aggiungono lo ski cross a squadre miste nello sci freestyle, lo snowboard a squadre miste parallelo e la super squadra femminile nel salto con gli sci.
Infine torna lo sci alpinismo dopo il debutto a Milano Cortina 2026, con le discipline individuale e sprint.
In totale le Federazioni Internazionali e il Comitato Organizzatore avevano proposto 26 nuovi eventi. Il CIO ne ha approvati 16, distribuiti su tre nuove discipline, con l’obiettivo dichiarato di promuovere parità di genere, innovazione e interesse dei giovani.
Parità di genere alle Olimpiadi Invernali: crescita costante
Il traguardo della parità raggiunto alle Olimpiadi delle Alpi Francesi 2030 arriva al termine di un percorso di crescita graduale. La quota di atlete donne era ferma al 41,3% a PyeongChang 2018, per poi salire al 44,7% a Pechino 2022 e al 46,7% a Milano Cortina 2026, edizione che aveva già segnato il record di equilibrio di genere nella storia dei Giochi invernali.
Il nuovo programma porta inoltre benefici diretti in singole discipline.
Nello slittino la partecipazione femminile passa dal 44,3% al 50%, mentre nello sci sale dal 48,6% al 50%, raggiungendo così la piena parità in entrambi i casi. Crescono anche bob, dal 32,9% al 39,5%, e hockey su ghiaccio, dal 43,4% al 45,6%.
Va precisato che il programma di Alpi 2030 è stato valutato secondo i criteri già in vigore, e non secondo il nuovo quadro approvato dalla Sessione del CIO lo scorso 25 giugno, che troverà applicazione soltanto a partire da Brisbane 2032.