Il Giro d’Italia 2026 si presenta con un parterre inedito non solo per i nomi dei corridori, ma anche per le strutture societarie che stanno dietro i 23 team al via: 18 WorldTour di diritto, 2 Professional qualificate per ranking e 3 wildcard assegnate dagli organizzatori, per un totale di 184 atleti.
Con un budget complessivo che sfiora i 663 milioni di euro (quasi 100 in più rispetto al 2025), il ciclismo d’élite si conferma sempre più un affare da grandi capitali. Ma chi possiede davvero queste squadre?
I grandi investimenti statali
Il modello più estremo è quello degli Emirati Arabi Uniti: la UAE Team Emirates-XRG è finanziata e promossa da entità governative emiratine, con il co-title partner XRG, società energetica interamente controllata da ADNOC (compagnia petrolifera di stato di Abu Dhabi) con un patrimonio stimato superiore agli 80 miliardi di dollari. La gestione operativa è affidata allo svizzero Mauro Gianetti, al timone dal 2017.
Analogamente, il Bahrain Victorious è un progetto sportivo finanziato direttamente dal governo del Bahrain attraverso un consorzio di imprese nazionali. La squadra è nata nel 2017 su impulso dello sceicco Nasser bin Hamad Al Khalifa, quartogenito del re, che affidò il progetto allo sloveno Milan Eržen dopo averlo conosciuto come consulente sportivo del regno.
Anche l’XDS Astana, formazione attiva dal 2007 e nata sulle ceneri del team spagnolo ONCE, si muove nell’orbita statale. A differenza degli altri due team, a investirci è un consorzio di aziende del Kazakistan.
I mecenati e i fondi di investimento
In un altro segmento si trovano i grandi imprenditori privati. Jim Ratcliffe, patron del colosso petrolchimico INEOS, controlla gli Ineos Grenadiers (ex Team Sky) attraverso la holding Tour Racing Limited dal 2019. Zdeněk Bakala, imprenditore ceco, detiene circa l’80% della Soudal Quick-Step attraverso la lussemburghese Decolef Lux Sàrl, affiancato dallo storico CEO Patrick Lefevere. Il miliardario sudafricano Ivan Glasenberg, ex CEO di Glencore, ha unificato sotto di sé i marchi Pinarello e Q36.5, dando vita al team Pinarello-Q36.5, guidato da Luigi Bergamo e Douglas Ryder, con sede a Zurigo.
Il Movistar Team vive una transizione interessante: la società di gestione Abarca Sports, guidata dai fondatori Eusebio Unzué e Francisco Fernández Maestre, ha ceduto nel 2025 il 43% delle quote a Quantum Pacific Management, fondo del miliardario israeliano Idan Ofer già azionista dell’Atlético Madrid. Movistar, marchio Telefónica, rimane title sponsor ma non è proprietaria del team.
Le grandi aziende entrate nel ciclismo
Red Bull ha completato nel 2024 l’acquisizione del 51% di Bora-Hansgrohe, segnando il suo ingresso nel ciclismo su strada professionistico. Il restante 49% fa capo alle società del fondatore Ralph Denk. La squadra corre dal Tour de France 2024 con il nome Red Bull-Bora-Hansgrohe.
La Lidl-Trek è di proprietà congiunta della catena di supermercati Lidl (maggioranza, parte dello Schwarz Gruppe) e di Trek Bicycle, storico marchio statunitense che ha fondato il team e ne mantiene una quota significativa. La gestione è nelle mani dell’italiano Luca Guercilena.
Il Team Picnic PostNL (ex dsm-firmenich) è controllato dalla SMS Cycling B.V. olandese, guidata da Iwan Spekenbrink, con Picnic – il supermercato online diventato title sponsor nel 2025 – e PostNL come principali finanziatori.
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Le strutture bi-proprietarie e le holding
Il Team Visma-Lease a Bike fa capo alla holding Yellow B Cycling BV, suddivisa tra l’imprenditore Robert van der Wallen (tramite BL Capital BV) e il CEO Richard Plugge. I finanziatori principali sono Visma, azienda norvegese di software, e Lease a Bike, del gruppo olandese Pon Holdings.
La Groupama-FDJ United è posseduta in parti uguali (50/50) dal gruppo assicurativo Groupama e dall’operatore di lotterie FDJ United, attraverso la Société de Gestion de l’Echappée. Marc Madiot la guida dalla fondazione, nel 1997.
L’EF Education-EasyPost è gestita da Slipstream Sports, di cui è CEO Jonathan Vaughters, ma il proprietario di maggioranza è EF Education First, azienda internazionale di formazione linguistica fondata dalla famiglia svedese Hult.
I nuovi progetti e le rivoluzioni societarie
La novità più clamorosa del 2026 è l’NSN Cycling Team, nato sulle ceneri della Israel-Premier Tech. Il progetto è frutto di una joint venture tra NSN (Never Say Never, co-fondata dall’ex calciatore Andrés Iniesta) e la piattaforma di investimenti svizzera Stoneweg. La squadra, formalmente svizzera di licenza ma operativa tra Barcellona, Girona e Andorra, è guidata dal General Manager Kjell Carlström dopo che il precedente proprietario Sylvan Adams ha ceduto la gestione.
Anche la Decathlon CMA CGM vive la sua prima stagione sotto una proprietà completamente rinnovata: addio ad AG2R La Mondiale, benvenuto a Decathlon come unico proprietario, con CMA CGM – il colosso della logistica – nel ruolo di co-sponsor principale con un accordo quinquennale.
La Lotto Intermarché è invece il risultato della fusione, approvata dall’UCI, tra il Lotto Cycling Team e l’Intermarché-Wanty: due realtà profondamente belghe che hanno unito forze e strutture dirigenziali, con Jean-François Bourlart come CEO, Kurt Van de Wouwer come direttore sportivo e Aike Visbeek responsabile delle prestazioni.
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I modelli “tradizionali”
In un panorama dominato da fondi e conglomerati, qualcuno resiste ancora con un modello più artigianale.
- L’Alpecin-Premier Tech è guidata dai fratelli belgi Christoph e Philip Roodhooft, senza un singolo mecenate alle spalle: una struttura gestita direttamente dai proprietari, passata dal livello Continental al WorldTour nel 2023 cavalcando l’ascesa di Mathieu van der Poel. Per il 2026 l’accordo con Premier Tech (Quebec) garantisce stabilità finanziaria pur preservando l’identità del progetto.
- Il Tudor Pro Cycling porta la firma di Fabian Cancellara, fondatore e proprietario: una squadra nata nel 2022 a Sursee, in Svizzera, in collaborazione con il brand orologiero Tudor, parte della Fondazione Hans Wilsdorf, con Raphael Meyer come General Manager.
- Il Jayco AlUla è di proprietà dell’australiano Gerry Ryan, attraverso GreenEDGE, dalla fondazione nel 2012. Ryan ha però già anticipato il suo probabile addio dopo il 2027, dopo aver salvato il team da una crisi finanziaria con un nuovo accordo triennale con AlUla.
- L’Uno-X Mobility è al 100% di proprietà del conglomerato norvegese Reitan Retail, con Thor Hushovd nel ruolo di General Manager.
Le wildcard
Tra le tre wildcard degli organizzatori spiccano due formazioni italiane. La Bardiani CSF 7 Saber è gestita storicamente dalla famiglia Reverberi (Bruno e Roberto), con sponsor tra Emilia e Uzbekistan. Il Polti VisitMalta fa capo alla Fundación Alberto Contador: il progetto è guidato dagli ex campioni Alberto Contador e Ivan Basso, con Fran Contador come general manager.
La terza wildcard è l’Unibet Rose Rockets (ex TDT-Unibet), squadra francese nata dal canale YouTube Tour de Tietema e di proprietà dei tre fondatori Bas Tietema, Devin van der Wiel e Josse Wester. Probabilmente è l’unico team professionistico al mondo a essere cresciuto da una community online.