Il gruppo Rossignol, di proprietà del fondo svedese Altor Equity Partners da oltre dodici anni, chiude l’esercizio 2025, anno fiscale terminato a fine marzo, con un fatturato di 346 milioni di euro e un balzo dell’Ebitda del 50%. Numeri che il ceo Vincent Wauters legge con soddisfazione dopo la flessione dell’anno precedente.
«Registriamo una crescita del 4,3% a cambi costanti e di oltre l’1% in termini riportati, – ha dichiarato, come riporta Fashion Network. – L’anno è stato segnato dalla questione dei dazi con gli Stati Uniti e, poiché siamo fortemente orientati all’export, abbiamo risentito di tassi di cambio sfavorevoli. Ma siamo riusciti a centrare un aumento del 50% del nostro Ebitda».
L’effetto Olimpiadi
A sostenere i conti ha contribuito una stagione invernale generosa in neve sulle Alpi europee, con presenze in crescita nelle stazioni – in particolare quelle francesi – e la vetrina senza eguali di Milano Cortina 2026. Gli atleti equipaggiati dai marchi del gruppo (Rossignol, Dynastar, Lange, Look) hanno conquistato una cinquantina di medaglie, diciassette delle quali d’oro.
In Italia il nome più celebre è quello di Federica Brignone, doppia medaglia d’oro, affiancata dall’argento di Giovanni Franzoni. Un’eredità che rimanda ai trionfi di Alberto Tomba negli anni Novanta, quando il campione bolognese contribuì a rendere iconici quegli stessi marchi presso il grande pubblico.
«Tra i brand del mondo montagna e outdoor con un’impronta globale – osserva Wauters – non disponiamo dei mezzi di marketing di alcuni altri player. Dobbiamo conquistarci il nostro spazio. Ma quando si hanno mezzi illimitati, è facile sbagliare e allontanarsi dalla pratica. La nostra autenticità è legata al terreno di gioco naturale: la montagna».
Nell’orbita del gruppo rientra anche Risport, storico marchio dei pattini da ghiaccio acquisito nel 1996. Nelle ultime quattro edizioni dei Giochi olimpici invernali, si stima che il 29% delle medaglie nel pattinaggio sia stato conquistato da atleti con pattini Risport.
Rossignol protagonista ai Giochi Invernali tra anima francese e design italiano
Oltre la neve: tessile, trail e calzature
Fashion Network riporta come la strategia di diversificazione sia il cuore del progetto industriale per il prossimo biennio di Rossignol.
Le vendite di attrezzature per gli sport invernali sono cresciute del 6,5% a cambi costanti, ma l’ambizione dichiarata è ridurre la dipendenza dalla stagionalità invernale. L’offerta estiva – avviata lo scorso anno – punta a rappresentare il 15% delle vendite entro fine marzo 2027.
Sul fronte tessile, la direzione ha abbandonato i grandi volumi per riposizionarsi sulla performance tecnica, con una linea dedicata agli sport invernali e al trail e una «resort» rivolta alle località sciistiche premium. Il comparto rappresenta già il 25% delle vendite del gruppo (35% sul mercato francese) e ha registrato una crescita del 4% a cambi costanti.
Le calzature, prodotte nello stabilimento di Montebelluna – nel cuore del distretto veneto dello Sportsystem, nell’ex sede Caber – sono un altro asse di sviluppo. Dopo due modelli lanciati lo scorso anno, arriva la scarpa da trail Vercors. Con 5 milioni di praticanti, questa disciplina è giudicata un mercato in espansione strutturale.
I rivenditori specializzati che trattano i prodotti Rossignol sono più che raddoppiati, fino a circa 150, e il marchio sarà presente all’Ultra-Trail du Mont-Blanc. In parallelo debutteranno scarpe da escursionismo. L’obiettivo dichiarato dal ceo per il medio termine è un fatturato combinato di 100 milioni di euro tra calzature e abbigliamento.
Il manager belga non nasconde le pressioni del contesto geopolitico. «Stiamo già affrontando un aumento dei costi dei trasporti, – ha dichiarato. – La domanda è quale sarà l’intensità di questa crisi. Negli ultimi anni abbiamo vissuto le conseguenze del Covid-19, la guerra in Ucraina e il rincaro dell’energia. Credo che, più che la crescita, in questi contesti la parola chiave sia resilienza».