Zak Brown sull'interesse di Mercedes per Alpine: «No alle multiproprietà»

Il ceo di McLaren sostiene che il modello degli “A-B teams” in Formula 1 rischi di compromettere l’integrità sportiva del campionato osteggiando l’operazione su cui riflette la casa tedesca.

Brown multiproprietà
rischi per l'equilibrio competitivo
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Zak Brown si schiera contro le multiproprietà. Nel dibattito sulle proprietà multiple in Formula 1, il ceo McLaren è tornato a criticare il modello “A-B teams”, riaccendendo una questione mai realmente sopita nel paddock. 

Le sue dichiarazioni arrivano in corrispondenza dell’interesse di Mercedes per una possibile acquisizione di una quota di minoranza di Alpine, attualmente detenuta dal fondo americano Otro Capital.

«Penso che comporti un alto rischio di compromettere l’integrità sportiva – ha commentato a Sky Sport News -. Riuscite a immaginare una partita di Premier League in cui due squadre sono possedute dallo stesso gruppo in cui una rischia la retrocessione se perde mentre l’altra può permettersi di perdere? È questo il rischio che stiamo correndo».

I vantaggi economici e sportivi

Nel suo intervento, Brown tocca aspetti tecnici e regolamentari, denunciando dinamiche che, a suo avviso, creano squilibri competitivi sia sul piano sportivo che su quello economico, aggirando potenzialmente anche i limiti imposti dal budget cap.

«Abbiamo visto trasferimenti di proprietà intellettuale da una squadra all’altra. Abbiamo visto personale spostarsi da un team all’altro da un giorno all’altro, mentre io devo aspettare fino al 2028. Ottengono un vantaggio sportivo, a volte accompagnato da una remunerazione: non devono nemmeno staccare un assegno, quindi è anche un vantaggio rispetto al budget cap».

Anche sul fronte sportivo si sono verificati episodi controversi che potenzialmente possono influire sull’esito di una gara: «Abbiamo visto Daniel Ricciardo togliere un punto alla McLaren per aiutare Max Verstappen e la Red Bull».

Il riferimento è al GP di Singapore 2024, dove il pilota australiano, allora al volante della Racing Bulls, ha sottratto un punto prezioso alla McLaren, favorendo indirettamente i rivali per il titolo.

La postura su Red Bull

La posizione del ceo McLaren è netta: le collaborazioni tra team dovrebbero limitarsi esclusivamente alla fornitura dei motori, preservando l’autonomia totale delle singole scuderie.

«Penso che la fornitura delle power unit come motori sia il limite massimo a cui ci si dovrebbe spingere. E poi, secondo me, tutte e undici le squadre dovrebbero essere assolutamente il più indipendenti possibile».

Pur mantenendo una posizione critica, Brown riconosce i miglioramenti all’interno dell’universo Red Bull, apprezzando anche l’apertura al dialogo del team principal Laurent Mekies.

«Sono contento di vedere, sinceramente, che la Racing Bulls e la Red Bull non sembrano la stessa macchina .Penso che ora la situazione sia sotto controllo, ma abbiamo visto episodi in passato e dobbiamo eliminarli, non aumentarli». 

Gli ultimi sviluppi per Alpine

Brown rivela di aver sollevato la questione nell’ambito delle discussioni sul Concorde Agreement, sottolineando come il problema, invece di essere ampliato, debba essere progressivamente risolto.

«Ci sono state discussioni nell’ambito del Concorde Agreement sulla possibilità che, nel tempo, uno dei team venga ceduto. Finché la situazione viene gestita e monitorata può andare avanti, ma aggiungere ulteriori casi, credo, sarebbe un errore per questo sport».

Sul fronte opposto, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha chiarito la posizione del team tedesco: «Stiamo valutando la questione da diverse angolazioni e non siamo ancora arrivati a una conclusione. Vogliamo capire se ha senso».

Allo stesso tempo, un consorzio che coinvolge anche Christian Horner si è detto interessato all’acquisizione della quota. La situazione è dunque in divenire, in attesa di eventuali sviluppi normativi che definiscano i confini delle relazioni tra i team.