Il tennis italiano guarda ai giovani. Accanto agli eventi di punta come gli Internazionali, le Atp Finals e le Final Eight di Coppa Davis, e in attesa del nuovo 250 su erba a partire dal 2028, cresce il peso dei tornei minori, terreno essenziale per la formazione dei giocatori.
Il 2026 segna un nuovo record per il movimento azzurro, con ben 22 tornei Challenger organizzati sul territorio nazionale, riporta la Gazzetta dello Sport, nonostante la pesante uscita di scena del Super Challenger di Torino.
A livello numerico si tratta di un incremento di due eventi rispetto all’anno precedente, che già aveva stabilito un primato, e che sarebbe stato ancora più significativo senza lo slittamento del torneo di Bergamo al 2027, accompagnato da un upgrade di categoria
Il modello di gestione
Se si guarda indietro di qualche decennio, il salto appare ancora più evidente: nel 2000 i Challenger disputati in Italia erano appena otto: oggi il numero è quasi triplicato, a testimonianza di un percorso di sviluppo costante e pianificato nel tempo.
Questo processo rientra nel cosiddetto “modello Italia”, sostenuto da investimenti federali superiori ai 10 milioni di euro annui, destinati a supportare circoli e organizzatori non solo dal punto di vista economico, ma anche logistico e organizzativo.
La Federazione non si limita a finanziare gli eventi, ma mette a disposizione competenze, infrastrutture e strumenti operativi, ottenendo in cambio un ruolo attivo nella gestione delle wild card.
Questo meccanismo permette di offrire occasioni preziose ai giovani italiani più promettenti, inserendoli in contesti competitivi di alto livello. Parallelamente, l’Italia si distingue anche nel circuito femminile, con una presenza significativa nei tornei W125.
Il Super Challenger di Cagliari
L’appuntamento di maggior rilievo della stagione è il Challenger 175 di Cagliari, unico torneo italiano di categoria inserito in un ristretto gruppo che conta solamente sei eventi a livello globale.
Il torneo si disputerà nel rinnovato impianto del Tennis Club Monte Urpinu, recentemente riqualificato grazie a un importante investimento pubblico di 4,8 milioni di euro attraverso i fondi Pnrr.
La sua collocazione strategica tra i Masters 1000 di Madrid e Roma lo rende particolarmente attrattivo per giocatori di alto livello, come dimostra l’entry list di quest’anno in cui figurano tra gli altri, Cobolli, Darderi e Berrettini.
L’uscita di scena del 175 di Torino e le new entry
Nonostante il ritorno in pompa magna di Cagliari, si fa sentire l’assenza del torneo di Torino: se fino a due anni fa l’Italia vantava due eventi di categoria, con la compresenza di Cagliari e Torino, lo scorso anno non si è giocato il Sardegna Open, tornato in calendario quest’anno
L’evento piemontese negli ultimi tre anni in cui aveva saputo attirare un cast di grande qualità e rappresentava un punto di riferimento sia per i giocatori internazionali – si veda la vittoria di Bublik lo scorso anno che ne ha segnato l’ascesa – sia per quelli italiani, con Cobolli a guidare il seed lo scorso anno e Musetti protagonista nel 2024.
Il calendario 2026 si distingue inoltre per la presenza di sette tornei di categoria 125, distribuiti lungo tutta la stagione e in diverse aree del Paese, tra cui Napoli e Monza, a cui si affiancano Perugia, Parma, San Marino, Genova e Olbia.
A questi appuntamenti di primo piano quest’anno si sono aggiunte nuove località, ovvero Cesenatico, Cervia e Cattolica, che contribuiscono ad ampliare ulteriormente la geografia del tennis italiano, rendendolo sempre più diffuso e accessibile.