Il mondo della vela ha ricevuto una notizia destinata a fare rumore. Giovanni Soldini, lo skipper italiano più titolato nelle regate oceaniche, non è più parte di Ferrari Hypersail, il monoscafo volante da 100 piedi che ambisce a riscrivere tutti i principali record di velocità in mare aperto.
Lo annuncia Ferrari con una nota ufficiale datata 2 aprile, al termine di quella che viene definita «la prima fase» del progetto.
Comunicato che lascia perplessi
Il comunicato di Maranello è, come spesso accade in questi casi, istituzionale e misurato. Il presidente John Elkann, amico personale di Soldini con cui ha condiviso diverse traversate atlantiche, dichiara che «Hypersail è un progetto che richiede competenze diverse nelle sue fasi di sviluppo, a Giovanni va il mio ringraziamento per la competenza e la dedizione con cui ha guidato la prima fase».
Lo skipper milanese si allinea, almeno nella forma: «Per me è stato un grande privilegio partecipare a questa avventura, – dichiara, aggiungendo che – questa barca è il risultato di uno sforzo collettivo di grande valore, di cui siamo tutti orgogliosi». Nessun commento aggiuntivo, nessuna voce fuori dal coro. Per chi conosce Soldini, non è una sorpresa.
Eppure il tempismo lascia perplessi. Il suo addio arriva nel momento in cui lo scafo esce dallo stampo, con la progettazione e la costruzione completate. È lui, insieme al designer transalpino Guillaume Verdier, ad aver plasmato il concept dell’imbarcazione fin dalla presentazione a Maranello dello scorso giugno.
Proprio Elkann, in quell’occasione, lo aveva definito «un pilastro fondamentale del progetto, sia per le sue imprese come velista, sia per la sua impareggiabile esperienza nello sviluppo e costruzione di barche». Parole che rendono ancora più fragoroso il silenzio che oggi le segue.
Marinaio contro ingegneri: cosa si è rotto
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la voce di banchina avrebbe da tempo segnalato frizioni tra la componente velica – capitanata da Soldini e Verdier – e il gruppo di tecnici Ferrari, al debutto assoluto in una sfida nautica. Non è un dettaglio marginale: Maranello porta con sé una cultura ingegneristica d’eccellenza, ma anche abitudini progettuali radicate nell’automobilismo, lontane dal mare.
Soldini, navigatore di razza abituato a ragionare in termini di sicurezza oceanica e di comportamento reale delle barche in condizioni estreme, avrebbe più volte ricordato ai colleghi che «alla fine è una barca, deve galleggiare, navigare, non affondare», secondo quanto riportato dal Corriere della Sera.
Il segnale più stonato, nel racconto di questa separazione, è forse uno dei più piccoli: solo il 27 marzo, meno di una settimana prima dell’annuncio, Soldini pubblicava foto dal cantiere omaggiando i lavoratori impegnati nella costruzione dello scafo. Poche ore dopo, quel capitolo era chiuso.
Ferrari vola sugli oceani: nasce Hypersail, la barca da regata che unisce vela ed endurance
Il progetto va avanti, ma senza la sua anima sportiva
A raccogliere il testimone è Enrico Voltolini, ingegnere nautico spezzino di 37 anni con un curriculum di tutto rispetto: ha lavorato in SailGP e ha regatato su Luna Rossa nelle ultime due edizioni della Coppa America. Ferrari ne sottolinea il profilo ibrido, che «unisce competenze ingegneristiche ed esperienza in mare, in linea con le esigenze di validazione della barca». Il suo titolo non è più «team principal» come quello di Soldini, bensì «project leader»: un cambio semantico che racconta qualcosa sulla direzione che il progetto intende prendere.
Restano nel programma Verdier come designer e l’australiano Glenn Ashby, grande specialista di multiscafi, quale velista di riferimento.
Il monoscafo, che ricorda nella forma gli Ac75 della Coppa America, punta a volare sugli oceani grazie ai foil, in una classe tecnica che la vela non aveva mai visto. Il varo è previsto dopo l’estate, in una location italiana ancora da svelare, così come la composizione dell’equipaggio. Il 21 aprile, durante la Milano Design Week, Ferrari presenterà livrea, forme e colori dello scafo – con ogni probabilità un riferimento al giallo Modena – offrendo forse qualche risposta in più sulle tempistiche reali, che prevedono un lungo periodo di test dopo il varo.
Resta aperta, però, la questione più delicata. Soldini non era soltanto il team principal di Hypersail: era la sua anima sportiva, il volto che rendeva credibile l’impresa agli occhi di chi la vela la conosce davvero. Nessun ingegnere, per quanto brillante, ha mai circumnavigato il globo in solitario. E in certi oceani, conta.