Milano Cortina, corsa verso il pareggio: ricavi target a 1,7 miliardi per i Giochi 2026

La Fondazione punta a coprire i costi organizzativi, lievitati del 15% dal momento di presentazione del dossier di candidatura: ticketing al momento lontano dall’obiettivo di 1,5 milioni di tagliandi venduti.

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i conti dei giochi
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Milano Cortina alla rincorsa del pareggio di bilancio. Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina inseguono – non senza ostacoli – l’equilibrio dei conti attraverso un obiettivo di ricavi diretti fissato a 1,7 miliardi di euro, riporta Il Sole 24 Ore

Si tratta della soglia individuata per coprire i costi complessivi dell’organizzazione dei Giochi, lievitati nell’ordine del 15% rispetto al momento dell’assegnazione della rassegna a cinque cerchi, avvenuta nel giugno 2019.

L’impennata dei costi e le garanzie pubbliche

L’aumento è legato principalmente all’impennata dei costi delle materie prime, verificatasi tra la pandemia e le conseguenze economiche del conflitto in Ucraina.  In origine la stima era pari a 1,5 miliardi di euro, valore confermato ancora nel marzo 2024 al netto dell’inflazione. 

Nell’aprile 2025, però, il Consiglio di amministrazione della Fondazione Milano Cortina ha dovuto fare i conti con il nuovo scenario macroeconomico aggiornando il cosiddetto “budget lifetime”, portandolo appunto a 1,7 miliardi, come raccontato in precedenza da Sport e Finanza.

Nel caso in cui i costi finali dovessero superare questa cifra, entrerebbe in funzione la garanzia pubblica sostenuta dagli enti fondatori: i Comuni di Milano e Cortina d’Ampezzo, le Regioni Lombardia e Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano.

In questo scenario gli enti territoriali elargirebbero risorse attingendo direttamente dai propri bilanci, con l’aggravio di spesa – già accantonato – che graverebbe dunque in ultima istanza sui contribuenti.

Il modello economico dei Giochi

I costi operativi dei Giochi comprendono una macchina organizzativa estremamente complessa: dalla gestione logistica di atleti e volontari ai trasporti per circa 3.000 atleti e oltre 4.200 membri degli staff tecnici, passando per ristorazione, allestimenti temporanei, spalti e media center.

Il modello economico dell’evento si basa su una struttura di ricavi tripartita. Una parte arriva dal Comitato Olimpico Internazionale, che gestisce in modo centralizzato la vendita dei diritti televisivi e delle sponsorizzazioni globali

Negli ultimi cicli olimpici, i diritti tv sono stati messi all’asta includendo più edizioni – estive e invernali – con l’obiettivo di massimizzare gli introiti e minimizzare le potenziali fluttuazioni del mercato. 

L’assegnazione dei diritti tv

In Europa, nel gennaio 2023, Warner Bros. Discovery ha acquisito i diritti streaming e pay delle Olimpiadi dal 2026 al 2032, includendo quindi anche Milano Cortina. Per lo stesso ciclo, l’European Broadcasting Union ha ottenuto i diritti free-to-air, con un pacchetto di ore di trasmissione dedicate sia ai Giochi estivi sia a quelli invernali.

Negli Stati Uniti, invece, NBC ha esteso il proprio accordo con il CIO fino al 2036 con un’operazione da circa 3 miliardi di dollari, proseguendo un rapporto iniziato nel 2014. L’investimento si è rivelato molto redditizio, considerando che gli spazi pubblicitari per l’edizione italiana risultano già completamente venduti.

Il punto sulle sponsorizzazioni

Sul fronte delle sponsorizzazioni globali, il CIO ha accordi pluriennali con grandi multinazionali attive in diversi settori, dall’elettronica ai servizi finanziari, dal beverage alla consulenza. 

Sulla base di questi ricavi, il comitato riconosce poi una quota ai comitati organizzatori locali. Nel caso di Milano Cortina, il contributo copre circa un terzo del budget complessivo, per una cifra superiore ai 550 milioni di euro.

Un’altra voce fondamentale è rappresentata dalle sponsorizzazioni nazionali. Grazie alla rete di relazioni costruita negli ultimi anni e al supporto di numerosi partner premium, partner ufficiali e sponsor tecnici, la Fondazione ha raggiunto il target – come anticipato da Sport e Finanza – assicurandosi circa 550 milioni di euro.

Il fronte ticketing: biglietti ancora disponibili

A completare il quadro delle entrate ci sono biglietteria, licensing, merchandising e hospitality, da cui si stimano ricavi superiori ai 500 milioni di euro. Storicamente, il ticketing incide per circa il 15% sui bilanci olimpici. 

Finora sono stati venduti oltre 1,2 milioni di biglietti, inclusi quelli destinati agli sponsor, per incassi che superano i 200 milioni di euro, a fronte di un target complessivo di 1,5 milioni. Circa il 90% dei biglietti per le gare olimpiche è già stato venduto e molte competizioni risultano sold out.

Tra gli eventi più richiesti spiccano le partite di hockey su ghiaccio con i giocatori della NHL, con circa 350mila biglietti venduti, seguite dal biathlon con 150mila tagliandi e dal pattinaggio su ghiaccio con circa 70mila. 

La geografia del pubblico e i pacchetti hospitality

Oltre al pubblico domestico, è rilevante il peso dei mercati internazionali quali Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Paesi Bassi e Francia sul fronte ticketing. A rilento la vendita dei biglietti per le Paralimpiadi, che prenderanno il via il 6 marzo.

Un ruolo importante è svolto anche dai pacchetti hospitality, gestiti da On Location, società partner esclusiva del CIO fino ai Giochi di Los Angeles 2028. L’azienda dispone di circa il 10% dei biglietti totali, pari a circa 150mila ingressi, e propone soluzioni che combinano eventi sportivi, soggiorni, trasferimenti e attività esperienziali. 

Tra le offerte più richieste figurano, ad esempio, visite a Venezia durante il periodo del Carnevale o soggiorni a Verona in occasione di San Valentino. Per On Location si stima un giro d’affari compreso tra 150 e 180 milioni di euro, una parte dei quali sarà destinata alla Fondazione.