L’NFL continua a crescere. Il modello economico della lega di football USA continua a essere un caso di scuola nell’industria sportiva mondiale: per la stagione 2025, ciascuna delle 32 franchigie della lega ha incassato oltre 450 milioni di dollari di ricavi lordi provenienti dai conti centralizzati della lega, secondo quanto riferito da Sportico. Si tratta di una crescita di circa il 5% rispetto alla stagione 2024.
Questo assegno, che ogni club riceve prima ancora di vendere un biglietto, una birra o uno spazio pubblicitario, è il cuore del sistema di redistribuzione della lega e spiega perché, a differenza di quanto accade in gran parte del calcio europeo, la redditività delle squadre NFL non dipende in primo luogo dai risultati sportivi o dal mercato locale.
La composizione dell’importo
I 450 milioni di dollari a franchigia comprendono i diritti media nazionali, le sponsorizzazioni di lega e i ricavi condivisi, incluse le royalty, generati dalle società affiliate della NFL, tra cui NFL Properties, NFL International e NFL Enterprises. La cifra totale distribuita si aggira sui 14,5 miliardi di dollari e rappresenta il ricavo lordo, prima della trattenuta che la lega applica per il proprio funzionamento operativo.
A questa voce va aggiunta la condivisione degli incassi da biglietteria. Il regolamento della lega prevede che il 34% degli incassi al botteghino di ciascuna squadra confluisca in un fondo comune, redistribuito in parti uguali tra tutti i club. Nella stagione 2025 questa componente avrebbe fruttato quasi 30 milioni di dollari per franchigia.
Le ragioni del rallentamento della crescita
Il +5% messo a segno quest’anno segna un rallentamento rispetto al ritmo del 7-8% registrato nelle stagioni precedenti. Secondo alcune fonti interne ai club, il dato più contenuto sarebbe legato a un effetto contabile: nel 2024 una parte dei proventi media sarebbe stata “anticipata” a bilancio, gonfiando la crescita di quell’anno rispetto al 2025. Le stesse fonti prevedono un ritorno a un tasso annuo di almeno il 6% nei prossimi esercizi.
Dalla NFL alla Formula 1: la classifica dei ricavi delle organizzazioni sportive
Il confronto con le altre leghe americane
Il solo assegno da diritti media e altri accordi di lega, per singola franchigia, supererebbe la somma dei rispettivi importi distribuiti da NBA, NHL e MLB ai propri club. Una distanza che si spiega con la struttura stessa dei contratti televisivi della lega, oggi al centro di una possibile rinegoziazione anticipata.
Gli attuali accordi media, un pacchetto da 125 miliardi di dollari su undici anni siglato con ESPN, Fox, CBS, NBC, Amazon e YouTube, scadono nel 2033 ma prevedono clausole di uscita anticipata nel 2029. La lega starebbe valutando di riaprire i contratti prima di quella finestra, per bloccare condizioni più favorevoli.
«Credo che quelle clausole di recesso siano di grande valore per la NFL – ha dichiarato il commissioner Roger Goodell in conferenza stampa alla vigilia del Super Bowl di febbraio – Ci danno l’opportunità concreta di valutare quali siano le migliori opzioni per la lega quando arriveremo a quel punto, anche perché il panorama media sta cambiando molto rapidamente».
Tetto salariale e redditività garantita
Il sistema NFL si regge su due pilastri. Il primo è un salary cap relativamente rigido, che impedisce alle proprietà di incorrere nelle penalità da luxury tax previste invece nei modelli di MLB e NBA. Nella stagione 2025 il tetto salariale della lega era fissato a 279 milioni di dollari, il valore più alto della storia della NFL, a cui ogni club deve aggiungere oltre 70 milioni di dollari in benefit per i giocatori, oltre ai costi di stadio, staff e gestione.
Il secondo pilastro è proprio l’assegno garantito dalla lega ogni anno: una cifra che da sola supera il tetto salariale ancora prima che una squadra abbia venduto il primo biglietto. È la ragione per cui, salvo rare eccezioni gestionali, ogni franchigia NFL risulta ampiamente in utile, e un ristretto gruppo di club vale oggi più di 10 miliardi di dollari.
L’importo distribuito ai club sarebbe raddoppiato nell’ultimo decennio e, sulla base degli attuali contratti media, è atteso superare gli 800 milioni di dollari a franchigia entro il 2035.
I limiti della trasparenza
Una delle poche finestre pubbliche sui conti della NFL resta il bilancio annuale dei Green Bay Packers, l’unica franchigia a struttura proprietaria diffusa e quindi tenuta a rendere pubblici i propri numeri, incluso il dato sul ricavo nazionale. Va però usato con cautela come parametro di sistema: i singoli club contabilizzano il ricavo nazionale con criteri diversi nei rispettivi conti economici, in base ai tempi di incasso e alla scelta di registrare il dato lordo oppure al netto delle spese di lega.
Una variabile minore riguarda infine le squadre impegnate in gare di pre-season trasmesse su reti nazionali, radio o TV: questi club ricevono un piccolo indennizzo, una sorta di compensazione per la mancata copertura mediatica locale. Le squadre restano titolari dei propri diritti media locali e possono comunque generare ricavi pubblicitari da quella trasmissione, ma parte del pubblico tende a preferire la diretta nazionale a quella locale, riducendo il valore reale della partita per il mercato locale.