Da Naomi Osaka a Eileen Gu: perché le nuove campionesse stanno cambiando il rapporto tra sport e moda

Dal tennis allo sci fino all’atletica, le grandi campionesse trasformano la moda in uno strumento di personal branding, attirando sponsor e maison del lusso.

Osaka Wimbledon 2026
cambio paradigma
Image Credits: Chryslene Caillaud/Psnewz / PSNewz / Insidefoto

Negli ultimi anni il rapporto tra sport e moda ha cambiato natura. Se in passato il glamour veniva spesso percepito come un elemento in contrasto con la credibilità agonistica, oggi è diventato parte integrante del personal branding delle atlete. Una trasformazione che interessa discipline diverse, dal tennis allo sci, passando per atletica e basket, e che coinvolge anche sponsor, maison del lusso e strategie commerciali.

L’idea secondo cui un’atleta dovesse scegliere tra risultati e femminilità appare ormai superata. Le nuove protagoniste dello sport internazionale utilizzano abiti, accessori e collaborazioni con i marchi come strumenti per raccontare la propria identità, rafforzando al tempo stesso il proprio valore commerciale e mediatico.

Naomi Osaka e la nuova narrazione dell’atleta

Tra gli esempi più significativi c’è Naomi Osaka. La tennista giapponese ha trasformato gli ingressi in campo in un momento di comunicazione, scegliendo outfit pensati per raccontare aspetti della propria identità. Un esercizio di storytelling.

Al Roland Garros e a Wimbledon ha indossato mantelli scultorei, corsetti ispirati alla Tour Eiffel e kimono che richiamano la tradizione giapponese, frutto di collaborazioni con designer e brand internazionali.

Dopo aver contribuito ad aprire il dibattito sulla salute mentale nello sport, Osaka continua a utilizzare anche la moda come linguaggio personale. Una scelta che rafforza il suo posizionamento commerciale senza incidere sulla credibilità sportiva, dimostrando che l’immagine può convivere con le prestazioni ai massimi livelli.

Dalle sorelle Williams ad Aryna Sabalenka

La strada era stata aperta all’inizio degli anni Duemila da Serena e Venus Williams. I completi in denim di Serena e i body in pizzo di Venus avevano infranto le convenzioni del tennis femminile, suscitando critiche ma contribuendo a ridefinire il rapporto tra performance, identità e stile. Una rivoluzione culturale che oggi trova nuove interpreti.

Oltre a Osaka, oggi quella rivoluzione trova continuità con Aryna Sabalenka. La numero uno del ranking WTA scende regolarmente in campo con gioielli di lusso, come la collana da 75mila dollari indossata a Parigi. Agli Internazionali d’Italia, invece, ha scelto di presentarsi con una borsa Gucci al posto del tradizionale borsone tecnico, in seguito all’annuncio come nuova ambassador della maison italiana, accanto a Jannik Sinner.

La tennista bielorussa ha trasformato il proprio stile in un elemento distintivo della sua immagine pubblica. Una scelta che rafforza il valore delle partnership commerciali e conferma come il lusso sia ormai pienamente integrato nella comunicazione e nella carriera degli atleti.

Atlete USA in prima linea

La stessa dinamica emerge negli Stati Uniti con Angel Reese. La stella della WNBA ha fatto del cosiddetto «tunnel fit», il percorso dagli spogliatoi al parquet, un momento centrale della propria comunicazione. Outfit sartoriali, corsetti, stivali e accessori di alta moda accompagnano ogni apparizione pubblica, contribuendo a consolidare un’immagine che le ha aperto anche le porte delle campagne di Victoria’s Secret.

La moda diventa così un’estensione del brand personale e amplia le opportunità di business oltre il campo.

Anche Eileen Gu rappresenta perfettamente questa nuova generazione. La campionessa olimpica del freestyle, studentessa a Stanford e testimonial di maison come Louis Vuitton, Prada e IWC, alterna competizioni internazionali, passerelle e red carpet.

Il suo profilo sintetizza una tendenza sempre più evidente: gli atleti sono protagonisti di un ecosistema che comprende sport, entertainment, lusso e comunicazione digitale.

Nell’atletica, invece, è Sha’Carri Richardson ad aver trasformato il proprio stile in un tratto distintivo. Dalla moda ai gioielli, nel suo caso al centro dell’identità c’è il beauty. Capelli colorati, manicure elaborate e make-up scenografici accompagnano le sue gare, raccogliendo l’eredità estetica di Florence Griffith-Joyner.

Una scelta che ha contribuito a renderla una delle figure più riconoscibili dell’atletica mondiale e che conferma come anche il beauty possa diventare uno strumento di posizionamento del brand personale.

La moda come leva economica

L’evoluzione del rapporto tra sport e fashion riflette un cambiamento più ampio. Le collaborazioni tra atlete e maison del lusso si moltiplicano, mentre i social network amplificano il valore commerciale dell’immagine personale.

In questo scenario la moda entra a pieno titolo nelle strategie di marketing degli atleti, diventando uno strumento per costruire notorietà, attrarre sponsor, rafforzare il posizionamento e costruire nuove fonti di ricavo. Si vengono anche così a consolidare le relazioni con i consumatori.

Per il mondo dello sport si tratta di un cambio di paradigma. La performance resta il presupposto fondamentale della carriera sportiva. Il modo in cui viene raccontata, però, incide sempre di più sulla capacità di generare valore economico e di consolidare un brand personale riconoscibile a livello globale.

Le nuove campionesse dimostrano che risultati sportivi, identità personale e moda possono convivere, dando vita a modelli di comunicazione capaci di generare impatto sia dentro sia fuori dal campo.