Entrare nel salotto buono del tennis mondiale non richiede un patrimonio. Richiede qualcosa di molto più raro: tempo, relazioni giuste e, soprattutto, pazienza. Come ricostruito dalla Gazzetta dello Sport, diventare socio dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, la casa dei Championships di Wimbledon, è un’impresa che si colloca a un passo dalla difficoltà di vincere il torneo stesso.
La quota non è il problema
Il primo dato che sorprende è quello economico. La quota associativa annuale si aggira su poche centinaia di sterline, una cifra distante anni luce da quella richiesta da altri circoli esclusivi come i country club londinesi o realtà del golf internazionale del calibro di Augusta National.
Il denaro, quindi, non rappresenta affatto la barriera d’ingresso al club. L’ostacolo vero è il meccanismo di selezione, costruito nel tempo per mantenere l’associazione estremamente ristretta.
L’All England Club conta oggi circa 375 soci effettivi, un centinaio di soci temporanei e un gruppo di membri onorari, per un totale che secondo Forbes non supera le 565 persone complessive. Numeri minuscoli per un’istituzione che ogni estate diventa il fulcro dell’attenzione tennistica mondiale.
Il percorso per candidarsi
Presentare domanda di ammissione non significa compilare un modulo online. Il candidato deve essere introdotto dall’interno da quattro soci effettivi, chiamati a scrivere una lettera di raccomandazione a suo favore. Almeno due di loro devono conoscerlo personalmente da un minimo di tre anni. Solo a quel punto il nominativo entra ufficialmente nella lista dei candidati, che il comitato del club valuta senza alcun automatismo.
La lista d’attesa conta circa mille nomi, alcuni fermi da anni senza alcuna garanzia di essere mai ammessi.
Esiste tuttavia una scorciatoia diretta: vincere il torneo sull’erba di Church Road. Tutti i vincitori di Wimbledon vengono automaticamente invitati a entrare nel club come soci onorari a vita, e Jannik Sinner rappresenta l’ultimo esempio. La consacrazione avviene simbolicamente subito dopo la premiazione, quando al vincitore viene appuntata una spilla sulla giacca, segno di appartenenza permanente al club.
L’ex tennista britannico Tim Henman, oggi membro del board che organizza il torneo, ha sintetizzato il concetto con una frase diventata quasi un mantra: il modo più semplice per entrare nel club resta vincere Wimbledon.
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I privilegi riservati ai soci
Chi riesce a superare la selezione ottiene vantaggi che vanno ben oltre il valore simbolico. Il beneficio principale consiste nella possibilità di ottenere due biglietti per ogni giornata dei Championships, ai quali si aggiunge l’accesso alle strutture del club durante tutto l’anno: campi in erba perfettamente curati, palestre, spogliatoi con vasche in marmo e, per i membri più illustri come i vincitori dello Slam, spogliatoi privati, servizio di lavanderia e una stanza personale all’interno del complesso.
Per Sinner, in particolare, lo status di socio onorario comporta anche una wild card a vita per l’ingresso diretto al tabellone principale, senza passare dalle qualificazioni.
Il paradosso delle debentures
Un discorso a parte meritano le celebri debentures, spesso confuse con la membership vera e propria. Si tratta in realtà di strumenti finanziari emessi dall’All England Club che garantiscono, per un periodo di cinque anni, un posto privilegiato sul Centre Court o sul Court No. 1, con accesso alle aree hospitality dedicate.
Il loro costo può superare le centomila sterline e possono essere acquistate e rivendute liberamente sul mercato secondario, ma non conferiscono alcun diritto di ingresso nella ristretta cerchia dei soci del club.
Ne emerge un paradosso che rende Wimbledon un caso più unico che raro nel panorama sportivo internazionale: si possono spendere cifre enormi per assistere ogni anno alle finali dal Centre Court restando comunque estranei al club, mentre un membro effettivo paga una quota annuale relativamente modesta ma deve superare una selezione quasi aristocratica, fondata sulle relazioni personali, sulla reputazione e sul giudizio insindacabile del comitato.
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Una storia lunga oltre 150 anni
Il club nacque il 23 luglio 1868 con il nome di All England Croquet Club, per poi cambiare denominazione nel 1877 e ancora nel 1899, fino ad assumere l’attuale ragione sociale come società a responsabilità limitata nel 2011.
I colori distintivi, verde scuro e viola, furono introdotti nel 1909 dopo che i precedenti colori del club risultarono troppo simili a quelli dei Royal Marines; sui campi, però, si continua a giocare rigorosamente in bianco, come impone la tradizione più che centenaria dei Championships.