Dal tennis all’imprenditoria e la finanza. Sempre più campioni dello sport stanno trasformando il capitale accumulato in campo in una leva per entrare nel mondo degli investimenti, con una predilezione crescente per startup, venture capital e aziende ad alto contenuto tecnologico.
Il tennis, in particolare, sembra essere diventato uno degli sport in cui il trend è più evidente, facendo leva sulla reputazione costruita in anni di vittorie che viene convertita in accesso a opportunità imprenditoriali.
Gli investimenti di Serena Williams
A guidare questa generazione di sportivi-investitori c’è Serena Williams, che dopo aver dominato il circuito femminile ha costruito con Serena Ventures un veicolo specializzato nel sostegno a startup innovative, con particolare attenzione a founder donne e imprenditori tradizionalmente meno rappresentati nel settore tech, riporta Moneta.
La campionessa statunitense, rientrata quest’anno a Wimbledon in singolare prima di dover rinunciare al doppio con la sorella Venus per un problema al ginocchio, è ormai da tempo una figura centrale non solo nello sport ma anche nell’ecosistema del venture capital.
Serena Ventures nasce nel 2014 come strumento di investimento personale e, dopo anni di attività assimilabile a un family office, nel 2022 ha raccolto un primo fondo da 111 milioni di dollari, consolidando il passaggio da iniziativa privata a piattaforma strutturata.
Da allora il portafoglio ha superato le ottanta società e ha sostenuto diversi unicorni, cioè aziende non quotate valutate oltre un miliardo di dollari, confermando la capacità di intercettare in anticipo segmenti destinati a crescere.
Il portafoglio di imprese
Tra i nomi più noti compaiono MasterClass, attiva nell’edtech, Impossible Foods, specializzata in alternative vegetali a carne e derivati animali, ed Esusu, società che punta a migliorare il merito creditizio degli inquilini regolari nei pagamenti.
Il perimetro di investimento si è allargato anche a salute, bellezza, alimentazione e intelligenza artificiale, come dimostrano Parfait, piattaforma per la creazione di parrucche su misura attraverso IA e riconoscimento facciale, e Khloud, il marchio di snack proteici lanciato da Khloé Kardashian.
Il percorso di Williams ha attirato anche l’attenzione di Reckitt, gruppo britannico proprietario di marchi come Durex, Lysol ed Enfamil, che l’ha scelta come entrepreneur-in-residence per affiancare startup attive in igiene, cure materne ed equità sanitaria.
È una traiettoria che racconta quanto Serena si percepisca ormai come imprenditrice almeno quanto come atleta: quando Mattel le ha dedicato una Barbie, la campionessa ha preferito il tailleur da business woman alla tradizionale divisa da tennis.
La dimensione finanziaria è diventata, in qualche modo, anche un affare di famiglia: Serena è sposata con Alexis Ohanian, cofondatore di Reddit e oggi alla guida del fondo 776, mentre Venus Williams ha investito in diverse società innovative ed è entrata come operating partner nel private equity di Topspin Consumer Partners.
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Djokovic si lega a General Atlantic
Il fascino di Wall Street ha conquistato anche Novak Djokovic, che alla vigilia di Wimbledon è stato nominato global strategic advisor di General Atlantic, uno dei principali operatori globali di private equity e growth equity.
Per il vincitore di 24 Slam si tratta di una prima collaborazione di questo tipo, costruita attorno alla possibilità di mettere a disposizione relazioni, visione imprenditoriale e accesso privilegiato a settori in crescita, a partire da salute e benessere.
La scelta di General Atlantic segnala un cambio di paradigma: i grandi fondi non cercano più soltanto testimonial, ma figure in grado di aprire porte e dialogare con founder e investitori portando la loro esperienza sul campo.
L’apripista Roger Federer
A fare scuola, però, è stato Roger Federer, che ha costruito una parte decisiva della propria fortuna lontano dal campo grazie alla partecipazione in On, il marchio svizzero di scarpe e abbigliamento sportivo in cui è entrato nel 2019.
Fondata nel 2010 e poi sbarcata in Borsa, On è diventata uno dei casi più riusciti nel mercato dello sportswear premium, capace di contendere spazio a colossi come Nike e Adidas.
Secondo Forbes, il patrimonio dello svizzero ha raggiunto la soglia del miliardo di dollari anche grazie al valore della sua quota nel gruppo, dimostrando come scelte imprenditoriali oculate possano generare rendimenti ben oltre i premi conquistati in carriera.
Nel portafoglio di Federer figura anche NotCo, società sostenuta tra gli altri da Jeff Bezos e specializzata nella produzione di alimenti vegetali attraverso un algoritmo proprietario di intelligenza artificiale chiamato Giuseppe.
La tecnologia sviluppata dalla startup analizza la struttura molecolare degli ingredienti per replicare sapore, consistenza e aspetto di carne, latte e uova utilizzando esclusivamente componenti di origine vegetale.
Le stelle del basket
Il fenomeno non riguarda soltanto il tennis: negli Stati Uniti diversi campioni NBA hanno imboccato la stessa strada, da Kevin Durant con Thirty Five Ventures a Stephen Curry, socio di Penny Jar Capital, fino ad Andre Iguodala, tra i primi atleti a puntare su realtà poi esplose come Zoom e Coinbase.
Il filo rosso è legato al capitale sportivo, inteso come reputazione, community e accesso privilegiato a mercati globali, che sta diventando una nuova asset class da mettere a frutto dentro le avventure imprenditoriali.
Per gli atleti più vincenti, la seconda carriera non passa più soltanto da commento televisivo, brand ambassador o accademie sportive, ma da un ruolo sempre più attivo nella selezione e nella crescita delle imprese del futuro.