Giochi del Mediterraneo, la Corte dei Conti promuove Taranto, ma frena sugli sprechi

A cinquanta giorni dall’inaugurazione, la Corte dei Conti promuove l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo ma richiama il Comitato sul controllo dei costi, saliti a oltre 100 milioni di euro.

Taranto
costi oltre 100 milioni
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A cinquanta giorni dai XX Giochi del Mediterraneo, la Corte dei Conti consegna al Comitato organizzatore di Taranto 2026 una pagella con luci e ombre. Il terzo referto del controllo concomitante depositato il 25 giugno, come riportano le agenzie di stampa, accompagna il giudizio sostanzialmente positivo con una serie di raccomandazioni che riguardano trasporti, noleggio delle navi per l’ospitalità degli atleti e tenuta del budget.

Il presidente del Comitato organizzatore, Massimo Ferrarese, ha parlato di un «importante riconoscimento del lavoro svolto in questi mesi», sottolineando come siano state affrontate e risolte, una dopo l’altra, le criticità emerse nei controlli precedenti, sempre in collaborazione con la magistratura contabile.

Promozione arrivata in particolare per i servizi tecnologici, il broadcasting e l’antidoping, per cui la Corte ha riconosciuto la conclusione delle procedure di affidamento e la congruità economica delle operazioni curate da Sport e Salute.

I costi lievitati: dalla fee del Cigm al trasporto degli atleti

Dalla ricostruzione del Fatto Quotidiano emerge come i Giochi costerebbero «quasi 100 milioni di euro» solo per l’organizzazione, cifra a cui vanno sommati i 275 milioni già investiti dallo Stato sugli impianti sportivi. Il quotidiano ricorda che si tratta di una manifestazione definita «a tutti gli effetti una mini-Olimpiade», segnata da ritardi iniziali degli enti locali a cui si è poi cercato di porre rimedio con la nomina del commissario governativo.

Tra le voci che hanno fatto lievitare i costi spicca il braccio di ferro con il Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo (Cigm), che ha richiesto servizi giudicati cruciali come il time scoring e la produzione televisiva, portando la fee per l’evento fino a 12 milioni di euro.

Capitolo a parte quello del trasporto degli atleti via mare: dopo richieste iniziali dei vettori che sfioravano i 40 milioni, gli organizzatori hanno optato per una nave da crociera affiancata da un traghetto, con un costo finale intorno ai 23 milioni rispetto ai 30 inizialmente stanziati. A questo si aggiungono 6 milioni per gli allestimenti, un milione per le uniformi, circa 4 milioni in più riconosciuti a Sport e Salute per i suoi servizi e 150mila euro destinati a viaggi e trasferte.

Il risultato è uno sforamento del budget complessivo nell’ordine del 25%.

I numeri della Corte dei Conti

La Corte dei Conti quantifica con precisione l’entità dell’operazione: il totale dei costi, comprensivo di una contingency del 3%, si attesta a 100.388.872 euro, a fronte di entrate stimate per 100.445.001 euro. Gli sponsor coprono circa 8 milioni, mentre dalla Regione Puglia risultano accertati 1,8 milioni.

Resta però aperta la questione dei ricavi non ancora confermati. La differenza tra entrate stimate e accertate ammonta a 15.250.001 euro, un divario che i magistrati contabili invitano a colmare «mediante valutazioni concrete per evitare scoperture nell’attuazione dei servizi».

Proprio su questo punto la Corte è netta nel raccomandare di «evitare a ridosso del termine di inizio dei Giochi un ulteriore aumento dei costi, che risultano già elevati» e di assicurare la certezza delle entrate previste a budget. Tra gli aspetti segnalati anche l’incremento delle voci relative al masterplan, legato in particolare ad allestimenti temporanei non preventivabili al momento della prima approvazione, individuati successivamente dal personale tecnico del Comitato internazionale.

Secondo quanto emerso dall’istruttoria, comunque, i maggiori costi trovano copertura nelle risorse già garantite dal ministero competente.

Finanziamento pubblico: parla il ministro Foti

Sul fronte del finanziamento pubblico complessivo è intervenuto il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, presente all’evento “Taranto 2026 – A 50 giorni dai Giochi del Mediterraneo. Bilancio, prospettive ed eredità”.

Il piano originario prevedeva 275 milioni di euro, saliti ora a 281,5 milioni anche per sostenere la città di Taranto sul fronte della viabilità e dell’accoglienza. Di questa somma, 116,5 milioni gravano sul bilancio dello Stato mentre 165 milioni provengono dal Fondo sviluppo e coesione. Foti ha definito i Giochi un «grande progetto di coesione» per il Mediterraneo, area che a suo dire è tornata centrale sul piano geopolitico, luogo di incontro tra culture e dialogo tra popoli.

Il ministro ha anche richiamato gli organizzatori al rispetto dei tempi: «Il 31 luglio vogliamo venire a Taranto e poter sederci senza dover neppure spolverare una sedia». Sul fronte delle risorse legate al Pnrr, Foti ha ricordato che la Puglia ha ricevuto 11 miliardi di euro, che salgono a circa 16 miliardi considerando il cofinanziamento delle opere, con 5,8 miliardi di interventi già contrattualizzati.

Il Comune di Taranto dispone invece di 306 milioni per 37 interventi, con circa 150 milioni già rendicontati: le scadenze per la rendicontazione, ha precisato il ministro, sono state prorogate al 31 agosto.

Non tirare troppo la corda

Il quadro che emerge è quello di una macchina organizzativa che la magistratura contabile considera nel complesso solida, ma che viaggia su un budget già tirato al limite, con il rischio concreto che gli ultimi cinquanta giorni prima dell’inaugurazione possano far emergere nuove voci di spesa.

Una prospettiva ben lontana, come nota Il Fatto Quotidiano, dai debiti milionari che gravano su Milano Cortina 2026, ma comunque destinata a tenere alta l’attenzione di Stato e Regione fino al taglio del nastro.

 

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