Lo sport italiano punta sulla fascia alta. Secondo il Rapporto SIAE 2025, il macro-settore Sport ha generato una spesa del pubblico di 873,3 milioni di euro, in crescita del 5,3% sul 2024, a fronte di 37,7 milioni di spettatori (-0,1%) e 76.464 eventi rilevati (-4,8%). Più soldi, meno appuntamenti, stesso pubblico: è la sintesi di un comparto che guadagna in valore a fronte di volumi inferiori.
Il calcio resta, per dimensione, il perno indiscusso del sistema: vale l’82,6% degli eventi sportivi, il 75,1% degli spettatori e il 71,7% della spesa, e da solo rappresenta il 14,6% di tutto ciò che gli italiani destinano allo spettacolo dal vivo, alle spalle della sola musica pop, rock e leggera. Ma è altrove – nei comparti minori per volume – che si concentra la spinta che ha mosso il valore complessivo del settore. La crescita non arriva da più pubblico, ma da un pubblico che spende di più.
La frontiera del valore: gli sport individuali
Gli sport individuali sono il vero moltiplicatore economico del sistema. Pesano per appena il 3,9% degli eventi sportivi e il 6,5% degli spettatori, ma generano il 18,3% della spesa del macro-settore: una quota quasi tre volte superiore alla loro incidenza sul pubblico. Il comparto ha chiuso il 2025 con 2.962 eventi (-15,1%), 2,46 milioni di spettatori (+2%) e 159,4 milioni di euro di spesa (+13,6%), numeri che testimoniano la spinta premium in questo segmento.
La spesa media per spettatore tocca 64,79 euro, in aumento dell’11,4%. È il valore più alto non solo dello sport, ma dell’intero sistema dello spettacolo e dell’intrattenimento italiano, quasi il triplo dei 22,11 euro del calcio e oltre cinque volte i 12,23 euro degli altri sport di squadra. Pochi eventi, prezzi elevati, un pubblico ad alta propensione alla spesa: è la sintesi di una fascia appetibile anche per via del fattore scarsità.
Dentro il comparto, tennis e automobilismo raccolgono insieme il 65,6% degli spettatori e l’86,3% della spesa. Il tennis guida per pubblico con 893.092 presenze (+30,7%) e 73,1 milioni di euro di incassi (+23,5%); l’automobilismo è il vertice assoluto per resa unitaria, con una spesa media di 89,28 euro per spettatore. Il motociclismo presidia il terzo posto, con 331.758 spettatori e 16,5 milioni di spesa.
Il caso tennis: le stelle e i grandi eventi
Nel tennis gli spettatori paganti sono passati da 546 mila nel 2022 a 657 mila nel 2023, 683 mila nel 2024 e 893 mila nel 2025: una progressione che nel post-Covid ha portato in dote circa 350 mila spettatori in più. Alla base ci sono due fattori convergenti: i risultati dei campioni azzurri – da Sinner a Paolini, fino alla Coppa Davis conquistata a Bologna – e una geografia di grandi eventi sempre più ricca, dalle ATP Finals di Torino (dal 2021) alla Final 8 di Davis nel capoluogo emiliano (dal 2025), oltre allo storico appuntamento degli Internazionali.
Gli incassi nel tennis sono trainati dal numero dei paganti: la spesa media per biglietto è addirittura scesa, da 86,65 a 81,86 euro, anche per effetto dei tagliandi più popolari della Davis. Nel calcio accade l’opposto: la spesa cresce nonostante un pubblico in calo, perché il prezzo medio del biglietto è salito da 21,10 a 22,11 euro (+4,8%). Due ricavi in aumento, ma generati da motori inversi: l’uno trainato dal volume, l’altro dal listino, nell’ottica di un trend che vede il tennis – un tempo tacciato di essere uno sport elitario – diventare sempre più popolare e accessibile, anche se nonostante il piccolo accenno di convergenza il valore del tagliando resta comunque quattro volte superiore al calcio.
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Il calcio punta sulla crescita dei prezzi
Il calcio si conferma il fondamento del sistema, ma è una base che ha sostanzialmente raggiunto la saturazione in termini di pubblico e si espande per via tariffaria. La spesa del pubblico raggiunge 626,2 milioni di euro (+3,1%), con 28,3 milioni di spettatori (-1,6%) e 63.187 eventi rilevati (-4,5%). La contrazione degli spettacoli non riguarda le serie professionistiche, ma riflette soprattutto l’aumento degli accessi gratuiti nel calcio dilettantistico. Il segnale economico, però, resta: il primo sport del Paese cresce alzando i prezzi, non allargando la platea.
Serie A, Serie B e calcio internazionale concentrano da soli 19,1 milioni di spettatori e 551,8 milioni di euro, l’88,1% della spesa dell’intero comparto. Qui i volumi dipendono meno dal numero di partite e più dalla permanenza delle squadre italiane nelle fasi avanzate delle coppe europee: nel 2025 la finale di Champions dell’Inter ha sostenuto la spesa (+1,5%), ma gli spettatori del segmento top calano del 3,5%, in assenza della presenza diffusa che aveva caratterizzato il 2024.
Sport di squadra oltre il calcio: il volume del basket, il valore del rugby
Anche fuori dal calcio gli sport di squadra archiviano un 2025 in crescita: 5.472 eventi (+4%), 5,26 milioni di spettatori (+2,3%) e 64,3 milioni di euro di spesa (+4,8%). Il basket domina per dimensione, con 3,38 milioni di spettatori (64,3%) e 39,6 milioni di spesa (61,6%), ma mantiene una resa contenuta, 11,71 euro a spettatore.
Il rugby, con soli 459.950 spettatori (8,7% del comparto), genera 11,9 milioni di euro (18,6%) e una spesa media di 25,97 euro per spettatore: più del doppio del basket e della pallavolo, e superiore alla media del calcio. Il motore sono le partite della Nazionale nel Sei Nazioni all’Olimpico, che hanno radunato in media 66.459 spettatori a incontro.
Il prossimo catalizzatore: Milano-Cortina 2026
Gli “altri sport” – invernali e acquatici in testa – restano marginali per peso (2,7% della spesa sportiva) e hanno la resa più bassa del settore, 13,81 euro a spettatore, ma nel 2025 crescono con decisione: 1,69 milioni di spettatori (+17,3%) e 23,4 milioni di euro di spesa (+16,2%), nonostante un calo degli eventi (–9,9%). La spinta è quella dell’anno della vigilia olimpica, con il Trentino-Alto Adige a fare da capofila e una stagione di test event, da Cortina a La Thuile.
I numeri ufficiali dell’impatto dei Giochi Invernali finiranno nel Rapporto SIAE 2026. Ma la direzione è leggibile fin da ora: il prossimo grande motore di valore dello sport italiano sarà, ancora una volta, un grande evento.