Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108, il cantiere della trentottesima edizione dell’America’s Cup prende forma giuridica.
Il provvedimento, approvato in Consiglio dei Ministri il 16 giugno scorso e titolato «misure urgenti in materia di sport e grandi eventi», disegna un’architettura normativa ad hoc per trasformare Napoli in una capitale velica internazionale entro il 2027.
America’s Cup: 7 milioni distribuiti su tre fronti
Come riportato da Il Mattino, è la somma complessiva degli impegni ad essere messa in risalto: oltre 7 milioni di euro di denaro pubblico distribuiti tra infrastrutture, frequenze radio e internazionalizzazione.
La quota destinata alle opere marittime e portuali ammonta a 2,7 milioni, ripartiti in tre annualità: 600mila euro nel 2026, 1,8 milioni nel 2027 e 300mila nel 2028. Per la rete delle frequenze radio assegnate ai team partecipanti sono stanziati oltre 1,4 milioni, comprensivi delle apparecchiature tecniche.
I restanti tre milioni finanzieranno iniziative di internazionalizzazione e nuove assunzioni a tempo determinato, operative fino al 31 dicembre 2027.
Poteri commissariali e deroghe burocratiche
Il cuore del decreto ruota attorno agli articoli 3 e 4.
Il primo introduce deroghe mirate alle procedure ordinarie di affidamento dei contratti pubblici, concentrando i poteri decisionali in capo a una figura commissariale. L’obiettivo dichiarato è abbreviare i tempi di dragaggio del Golfo, di rifacimento delle banchine e di rifunzionalizzazione degli spazi retroportuali, interventi che il percorso amministrativo ordinario non avrebbe potuto completare nei tempi imposti dal protocollo internazionale della Coppa.
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Il secondo articolo affronta invece il tema della capacità amministrativa degli enti locali: per il Comune di Napoli e per le articolazioni regionali sono previste procedure di assunzione accelerate e deroghe ai vincoli di bilancio, con l’obiettivo di attrarre ingegneri, esperti di logistica portuale e specialisti in contrattualistica internazionale.
Il quadro si completa con le agevolazioni fiscali già introdotte in precedenza per i team stranieri e per i lavoratori esteri coinvolti nell’organizzazione: un segnale che il governo ha scelto di trattare l’America’s Cup come un dossier strategico per il rilancio del Mezzogiorno, prima ancora che come un grande evento sportivo.
Il Golfo di Napoli attende, mentre i team arrivano per avviare i cantieri delle loro basi. Tra 3 mesi ci saranno le regate preliminari.