L’Eurolega mette un prezzo all’ingresso delle future franchigie. La competizione continentale, che dal prossimo 1° luglio avvierà il processo di transizione verso un modello più vicino a quello delle leghe chiuse, avrebbe fissato intorno agli 80 milioni di euro il canone richiesto alle nuove piazze interessate a entrare stabilmente nel torneo.
Per Berlino, Londra e Roma, la richiesta partirebbe invece da 80 milioni di euro, mentre una valutazione leggermente più bassa, pari a 75 milioni, sarebbe prevista per realtà già esistenti come Hapoel Tel Aviv.
La posizione dei club europei
Secondo quanto riportato da Las Provincias, Valencia, tra i club maggiormente interessati a ottenere lo status di franchigia permanente, dovrebbe versare una fee da 50 milioni di euro, inferiore di circa 30 milioni rispetto alla valutazione standard fissata dall’Eurolega per altre città candidate.
La riduzione sarebbe legata al profilo complessivo del progetto valenciano. Da un lato pesa la solidità sportiva e organizzativa del club, dall’altro la disponibilità del Roig Arena, nuovo impianto multifunzionale che rappresenta uno degli asset principali della candidatura e che si inserisce nella strategia dell’Eurolega di puntare su infrastrutture moderne.
La definizione delle fee di ingresso arriva in una fase decisiva per Euroleague Commercial Assets, la società che gestisce l’Eurolega, che ha confermato di aver ricevuto manifestazioni di interesse da club, gruppi di investimento e città come Londra, Roma e Berlino, tutte intenzionate a valutare l’ingresso nel nuovo assetto della competizione.
Parallelamente, l’Eurolega ha confermato l’estensione delle licenze dell’Asvel Villeurbanne e del Fenerbahce, mentre resta aperto il dossier Real Madrid, che ha confermato la partecipazione la prossima stagione e sembra ora più propenso a dialogare con l’Eurolega rinnovando il suo impegno.
Il piano strategico e il dialogo con l’NBA
Nel frattempo proseguono le discussioni con FIBA e NBA per convogliare in un progetto comune, con l’incontro avuto a Ginevra che le parti hanno definito come costruttivo, confermando che si rivedranno all’inizio di luglio.
Il passaggio al modello di franchigia rappresenta uno dei pilastri del piano strategico triennale approvato dall’Eurolega nei mesi scorsi. Il nuovo business plan punta a superare l’attuale sistema di licenze decennali per arrivare a una struttura più stabile.
L’obiettivo dichiarato è portare la valutazione dell’Eurolega fino a 2,5 miliardi di euro nell’arco di tre stagioni. Per raggiungerlo, il piano prevede come pilastri la modernizzazione delle infrastrutture, l’espansione geografica, lo sviluppo digitale e una revisione della governance pensata per rendere la competizione più scalabile e più attrattiva sul mercato internazionale.
La transizione al modello di franchigia, che dovrebbe prendere forma già dalla prossima stagione, segna così una svolta nella storia recente del basket europeo, con cui l’Eurolega prova a costruire un assetto capace di consolidare i grandi marchi esistenti e aprire il torneo a nuove piazze ad alto potenziale.