Intesa vicina per il nuovo Patto della Concordia. Dopo oltre un anno di trattative complesse, segnate da un confronto serrato sul futuro modello di governance del campionato, i costruttori impegnati nel Motomondiale e MotoGP Sports Entertainment Group hanno raggiunto un accordo di massima sul nuovo Patto della Concordia.
L’intesa, destinata a regolare i rapporti tra le parti per il quinquennio 2027-2031, rappresenta un passaggio centrale nella nuova fase della MotoGP, sempre più orientata a rafforzare il proprio posizionamento globale sotto la spinta della proprietà Liberty Media.
Secondo quanto riportato dal portale Motorsport.com, sia i costruttori sia i team indipendenti avrebbero dato il proprio via libera all’ultima versione del contratto, che dovrebbe essere formalizzato in occasione della prossima tappa del calendario, in programma a Brno tra due settimane.
La durata dell’accordo
Il testo prevede una durata iniziale di cinque anni, ma include anche un’opzione che consentirebbe di estendere i principi fondamentali dell’intesa fino al 2036, garantendo così una cornice di stabilità di lungo periodo per team e organizzatore.
Il negoziato si è protratto più del previsto soprattutto per la posizione assunta dalla MSMA, l’associazione dei costruttori, che ha scelto di sfruttare questa fase di transizione come occasione per spingere su condizioni più favorevoli.
Il nodo principale è stato quello economico, con costruttori e scuderie che hanno infatti cercato di ottenere una quota dei ricavi generati dal campionato, seguendo un modello simile a quello già adottato in Formula 1.
Le rivendicazioni dei team
Per molti team principal, una partecipazione diretta ai ricavi avrebbe rappresentato non solo una forma più equilibrata di distribuzione del valore, ma anche un incentivo concreto a contribuire con maggiore convinzione alla crescita commerciale e mediatica della MotoGP.
Su questo punto, però, MotoGP Sports Entertainment Group non ha ceduto. Carmelo Ezpeleta e Carlos Ezpeleta, rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo dell’organizzatore, hanno mantenuto una linea ferma, evitando di aprire alla condivisione percentuale degli introiti.
Il compromesso raggiunto prevede quindi un contributo fisso, stimato intorno agli otto milioni di euro, articolato in diverse voci e destinato a sostituire il meccanismo di revenue sharing richiesto inizialmente da costruttori e squadre.
I punti ancora da smarcare
Il via libera arrivato nelle ultime ore non equivale comunque alla chiusura definitiva di tutti i dossier; l’intesa resta ancora un accordo di massima e alcuni aspetti operativi dovranno essere completati prima della firma finale.
Tra i punti ancora da definire ci sono soprattutto gli impegni che le scuderie dovranno assumere a partire dal prossimo anno, in particolare sul fronte della comunicazione, del marketing e della promozione del prodotto MotoGP.
MGPSEG intende infatti rafforzare in maniera significativa questa area, chiedendo ai team di strutturarsi meglio e di contribuire in modo più attivo alla costruzione narrativa del campionato, considerata una delle leve principali per allargare la base dei tifosi.
Gli annunci sui roster 2027
Parallelamente, restano sul tavolo anche alcune modifiche di carattere formale e operativo, che entreranno progressivamente in vigore dal 2027 e accompagneranno il nuovo ciclo regolamentare e commerciale della categoria.
La fumata bianca, in ogni caso, avrà un effetto immediato anche sul mercato piloti e sugli assetti tecnici delle squadre. Diversi rinnovi e nuovi accordi, già definiti da mesi, erano rimasti congelati in attesa della cornice contrattuale tra organizzatore, costruttori e team.
Finora l’unica eccezione è stata Aprilia, che ha anticipato i tempi ufficializzando il rinnovo di Marco Bezzecchi. Con il nuovo Patto della Concordia ormai vicino alla firma, molte altre operazioni potranno finalmente essere annunciate in vista della stagione 2027.