Coe rilancia: «A Los Angeles 2028 premi per i primi tre atleti a podio»

Sebastian Coe rilancia sul tema dei prize money nello sport olimpico: World Athletics estenderà i premi ai primi tre del podio ai Giochi di Los Angeles. Una sfida aperta alla posizione del CIO.

atletica
continua il dibattito
Image Credits: Grana, Fama / FIDAL FIDAL

Il confronto tra World Athletics e il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) sui prize money agli atleti olimpici continua. A margine del Golden Gala di Roma, Sebastian Coe, presidente della federazione mondiale di atletica leggera, ha tracciato la rotta con parole nette, rilanciando sull’esperimento avviato ai Giochi di Parigi. Dall’altro lato, Kirsty Coventry, presidente del CIO, continua a ribadire la propria contrarietà al modello.

Una frattura che difficilmente si ricomporrà prima di Los Angeles 2028.

Il meglio per gli atleti

«Non siamo in contrapposizione al Cio e non stiamo a guardare cosa fanno o non fanno le altre federazioni, – ha dichiarato Coe al Corriere dello Sport, – vogliamo il meglio per i nostri atleti».

Una presa di posizione che suona come risposta diretta alle recenti dichiarazioni della Coventry, la quale aveva escluso la possibilità di estendere i premi in denaro all’intero sistema olimpico. «Non credo sia giusto pagare gli atleti», aveva detto la dirigente zimbabwese a Sport Nation durante una visita in Nuova Zelanda, come riportato su Sport e Finanza, preferendo distribuire le risorse su una platea più ampia di beneficiari.

Il precedente di Parigi 2024, quando World Athletics aveva introdotto per la prima volta 50mila dollari per ogni medaglia d’oro individuale nell’atletica, aveva già aperto una frattura nel movimento, con le altre federazioni che, secondo lo stesso Coe, non avevano gradito la mossa. Ora il presidente britannico va oltre: «A Los Angeles 2028 premieremo con lauti assegni allargando ai primi tre del podio».

I numeri confermano la serietà dell’impegno: World Athletics dispone di un bilancio quadriennale di 80 milioni di dollari, di cui 50 milioni riservati ai premi, a fronte dei 2,4 milioni erogati a Parigi. «Intendiamo fare di più», ha sottolineato Coe.

Budapest, Roma e il futuro del movimento

Il dibattito si allarga anche agli «Ultimate Games» di Budapest, la nuova manifestazione in programma dall’11 al 13 settembre, dove è previsto un montepremi complessivo di 10 milioni di dollari. Alle finali di velocità parteciperanno i migliori quattro sprinter di Usa e Giamaica, superando il limite precedente di tre atleti per nazione.

«Nessuno andrà via senza un assegno», ha assicurato Coe. Interpellato sull’analogo dibattito nel tennis, il presidente si è mostrato aperto: «In fondo lo spettacolo lo fanno gli atleti, giusto ascoltarli».

Il 14 settembre, sempre a Budapest, il Council di World Athletics assegnerà i Mondiali 2029 e 2031. Tra le candidate figura anche Roma, la cui corsa è però frenata dall’assenza di garanzie finanziarie da parte del Governo. «Finora c’è solo la candidatura ufficiale di Londra, – ha osservato Coe, – sono sicuro che altre verranno formalizzate».

Un’incognita che, per la capitale italiana, rischia di trasformarsi in un’occasione mancata.