Luka Doncic punta su Roma. Il cestista sloveno ha pubblicamente confermato la sua partecipazione alla cordata che ha riportato nella Capitale una squadra di Serie A, con l’ambizione di costruire un club in grado di competere nella futura Nba Europe.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha risposto con entusiasmo: «Grande Luka! Roma vi aspetta per questa nuova avventura, che rafforza la vocazione internazionale della nostra città e ne arricchisce l’offerta sportiva… A presto!».
Le ambizioni della nuova proprietà
Doncic, intanto, ha rilasciato le prime dichiarazioni sul progetto. «Per me non si tratta solo di un investimento, voglio costruire un club che possa competere ai massimi livelli e che abbia un significato per questa città – ha dichiarato la star dei Lakers a La Gazzetta dello Sport- . Roma merita il meglio e noi siamo pronti a offrirglielo».
La cordata guidata da Donnie Nelson, con lo stesso Doncic e Rimantas Kaukenas, ha completato l’operazione per acquisire il titolo sportivo di Serie A della Vanoli Cremona e trasferirlo nella Capitale.
L’obiettivo è riportare Roma stabilmente ai vertici della pallacanestro italiana e farsi trovare pronta per l’eventuale finestra del 2027, quando il progetto Nba Europe dovrebbe ufficialmente partire.
I protagonisti del progetto
Per ora, però, restano ancora diversi tasselli da definire: non c’è un nome ufficiale, non sono stati presentati colori sociali e manca ancora un logo, tutti aspetti che verranno rilevati nel corso delle prossime settimane.
Nelson rappresenta il profilo manageriale di maggiore esperienza all’interno dell’operazione. Ex general manager dei Dallas Mavericks, è stato l’uomo che ha contribuito a portare negli Stati Uniti talenti come Dirk Nowitzki e lo stesso Doncic.
Accanto a lui c’è Rimantas Kaukenas, volto noto della pallacanestro europea, protagonista tra Siena e Madrid e figura in grado di aggiungere credibilità sportiva al progetto. Ma è inevitabilmente Doncic il volto mondiale dell’iniziativa, l’elemento capace di accendere l’interesse mediatico e di dare alla nuova Roma una proiezione immediatamente internazionale.
La guida tecnica
Il gruppo sta già lavorando alla definizione dell’assetto tecnico: i nomi in corsa per la panchina sarebbero soprattutto il serbo Sasha Djordjevic e Francesco Tabellini, fino a marzo alla guida del Paris.
Anche su questo fronte, Doncic ha preferito non sbilanciarsi troppo. «Ci saranno novità a breve e non voglio anticiparle. Ma posso dirvi che costruiremo qualcosa che tutta la città potrà sostenere. Veniamo a Roma per vincere».
Dietro la scrivania potrebbe trovare spazio anche Valerio Bianchini, figura simbolo della pallacanestro italiana e capitolina, il cui eventuale coinvolgimento avrebbe un forte valore identitario. La sua presenza andrebbe infatti a collegare il nuovo progetto alla memoria storica del basket romano.
Il fronte infrastrutturale
Sul fronte infrastrutturale, resta da capire in quale impianto la nuova squadra disputerà i match, considerando che la cordata avrebbe perso l’asta per aggiudicarsi il PalaEur, su cui è riuscito a mettere mano il gruppo di Paul Matiasic, che si appresta a sbarcare nella Capitale.
Sullo sfondo rimane anche il Centrale del Foro Italico, impianto destinato a un profondo restyling con l’obiettivo di diventare, entro la fine del 2027, una struttura utilizzabile anche per il basket.
È lì che la corsa potrebbe trovare il proprio punto d’arrivo, trasformando uno dei luoghi simbolo dello sport romano nella nuova casa di un progetto che nasce già con ambizioni internazionali.