Clamoroso Sinner: fuori dal Roland Garros al secondo turno

JM Cerundolo fa l’impresa e batte Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros 2026. Per l’italiano una sconfitta che pesa punti.

Jannik Sinner_Roland Garros
caldo nemico
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Con l’assenza di Carlos Alcaraz, la vittoria di Jannik Sinner sembrava annunciata, tanto che previsioni così non si vedevano dai tempi di Rafael Nadal. Invece l’altoatesino è uscito al secondo turno del Roland Garros. A batterlo, Juan Manuel Cerundolo… e il caldo.

Quest’ultimo è il protagonista indiscusso del torneo. Diverse partite sono state caratterizzate da interruzioni per crampi o cali di pressione dovuti alle alte temperature a Parigi.

Sinner perde così numerosi punti, considerando che lo scorso anno era arrivato in finale.

Il crollo nel momento peggiore

Doveva essere la giornata della conferma, si è trasformata in quella della resa. Jannik Sinner esce dal Roland Garros al secondo turno, battuto dall’argentino Juan Manuel Cerundolo con il punteggio di 3-6, 2-6, 7-5, 6-1, 6-1 in 3 ore e 19 minuti.

Una sconfitta che fa rumore, perché fino al 5-2 del terzo set – con il servizio a disposizione – il numero uno al mondo era in pieno controllo del match. Poi qualcosa si è rotto: un malore, un cedimento fisico improvviso sotto la canicola parigina. Dal quel momento, Sinner ha perso 18 degli ultimi 20 game disputati. Il collasso era totale.

Caldo record e un avversario invisibile

Il vero avversario di Sinner non indossava la maglia di Cerundolo. Era il termometro. La partita era in programma a mezzogiorno spaccato, l’orario che i tennisti temono di più durante lo Slam francese, in un maggio che la Francia ricorderà a lungo.

Meteo France ha parlato di “caldo anomalo storico e senza precedenti”, con temperature destinate a salire ulteriormente nei giorni successivi, potenzialmente fino a 39°C. Jannik Sinner era stato inserito in questo slot probabilmente per garantirgli condizioni ottimali, lontano dall’umidità del tardo pomeriggio.

Il ragionamento non ha tenuto conto di quanto il sole di mezzogiorno potesse essere spietato.

Il dibattito sulle regole: chi tutela gli atleti?

La vicenda Sinner riapre una questione che il tennis professionistico non ha ancora risolto. L’ATP ha introdotto per il 2026 nuove norme di protezione: cooling break di dieci minuti oltre i 30 gradi e la possibilità di sospendere il gioco sopra i 32. Ma il Roland Garros, come tutti gli Slam, non segue automaticamente il regolamento ATP, ma dipende dall’International Tennis Federation.

Resta in vigore la Extreme Heat Policy dell’ITF, che lascia agli organizzatori ampia discrezionalità: possono attivare pause, sospendere gli incontri o chiudere i tetti dei campi Philippe Chatrier e Suzanne Lenglen, trasformandoli in impianti indoor in quindici minuti. Misure che restano facoltative, non obbligatorie.

In un’edizione già segnata dall’emergenza climatica, la questione è destinata a diventare sempre più centrale.

Le conseguenze in classifica: vantaggio su Alcaraz, ma il sogno sfuma

Sul piano dei punti, l’uscita precoce di Sinner non è un disastro assoluto. Prima del torneo, l’altoatesino aveva già scartato i 1.300 punti della finale dell’anno scorso – in cui fu sconfitto da Carlos Alcaraz – e con i 50 punti conquistati con questa partecipazione si ferma a quota 13.500.

Il suo vantaggio su Alcaraz, fermo ai box per infortunio almeno fino ad agosto, sale a +3.540 punti: lo spagnolo ha perso i 2.000 punti della vittoria parigina dell’anno scorso, il che riduce paradossalmente il danno per Sinner nella corsa alla vetta del ranking. Il numero uno resta tale, ma la distanza dal grande obiettivo rimane intatta.

Lo Slam maledetto

Il Roland Garros è l’unico Major che manca nel palmares di Sinner, e continua ad assumere i contorni di un torneo stregato. Ora comincerà il processo mediatico: l’altoatesino è arrivato a Parigi già a corto di energie? Come mai fatica ancora una volta con le alte temperature? Ha avuto un altro episodio di panico fisico?

Le domande sono legittime, anche se l’amarezza di una sconfitta condizionata da fattori esterni, più che da limiti tecnici o tattici, è difficile da metabolizzare. Sinner ha perso, ma non è stato battuto sul campo nel senso più puro del termine.

Il problema è che il Roland Garros non fa sconti a nessuno, nemmeno al migliore del mondo.

 

 

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