Ferrari crolla a Piazza Affari: la prima elettrica divide

Il titolo del Cavallino Rampante perde oltre l’8% in seguito alla presentazione di Luce, prima vettura 100% elettrica di Maranello. Prezzo, design e posizionamento al centro delle perplessità.

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presentata Luce
Image Credits: media centre Ferrari

La cornice scelta era quella della Vela di Calatrava a Roma, carica di simbologia: esattamente 79 anni fa, il 25 maggio 1947, Franco Cortese vinceva per la prima volta con la Ferrari 125 S al circuito delle Terme di Caracalla. Una data non casuale quindi per svelare Luce, prima vettura interamente elettrica della storia della Ferrari.

Il mercato, però, ha risposto in tutt’altro modo.

Alla Borsa di Milano il titolo ha aperto in calo di oltre il 7%, per poi chiudere la seduta con una perdita dell’8,37% a 285,35 euro, trascinando il Ftse Mib sotto quota 50mila punti (−0,64% a 49.899). Un tonfo che ha fatto scivolare Ferrari in coda al listino principale e che riflette i numerosi dubbi sollevati dagli operatori sul nuovo modello.

Il nodo del prezzo

Il prezzo di listino di Luce è fissato a 550mila euro, superiore al modello più costoso attualmente in gamma, la Testarossa, ferma a 460mila euro, e ben al di sopra del prezzo medio di vendita del gruppo, stimato intorno a 440-453mila euro nel 2025 e nel primo trimestre 2026.

Con le personalizzazioni, secondo Banca Akros, si può facilmente superare la soglia dei 700mila euro.

Per Equita, che mantiene un giudizio «Buy» con target price a 385 euro, un’auto elettrica ad alto prezzo, pur trattandosi di un modello «range», difficilmente genererà volumi elevati. Gli analisti di Mediobanca si spingono a ipotizzare che Luce rappresenterà circa l’1% dei volumi totali, restando un’offerta di nicchia all’interno della gamma.

Più costruttiva la lettura di Intermonte (rating «Outperform», target 417 euro), secondo cui il prezzo potrebbe risultare accrescitivo rispetto ai ricavi medi per unità, considerando che le personalizzazioni rappresentano mediamente il 19-20% del valore finale. Anche Banca Akros (rating «Neutral», target 320 euro) sottolinea come la quotazione record possa compensare la tipica compressione dei margini associata all’elettrico.

Il design che divide

Forse più dell’aspetto finanziario, è la questione estetica ad aver acceso il dibattito. Prima ancora degli analisti, è stato l’ex presidente della Casa, Luca Cordero di Montezemolo, a non nascondere la propria contrarietà.

«Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari, – ha dichiarato ai media a margine dell’assemblea di Confindustria, come scrive Il Sole 24 Ore. – Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno si tolga il cavallino

Sulla stessa lunghezza d’onda Pierre-Olivier Essig, responsabile della ricerca di Air Capital, che ha paragonato Luce a un incrocio tra Honda Accord EV e Tesla 3, criticando una strategia stilistica che sembrerebbe voler emulare l’estetica di Apple piuttosto che i canoni di Maranello.

Gli analisti di Oddo BHF descrivono le prime reazioni come «in gran parte negative» tra i fan più appassionati del marchio, preoccupati dall’allontanamento dalla tradizione. Anche Oxcap riconosce che l’estetica della vettura è «probabilmente difficile da digerire per molti», pur intravedendo in Luce una possibile risposta al tema della penetrazione nel mercato cinese.

Nuovi clienti, nuovi orizzonti

Non mancano, tuttavia, elementi che invitano a una lettura meno pessimistica. Il ceo di Ferrari ha dichiarato che il 50% degli ordini dovrebbe provenire da acquirenti mai entrati prima nel mondo del Cavallino, aprendo a una potenziale espansione della clientela. La raccolta ordini è partita in contemporanea con la presentazione e le prime consegne sono attese per il quarto trimestre del 2026, senza che siano stati indicati volumi-obiettivo, trattandosi di un modello non a tiratura limitata.

Ferrari inquadra Luce» all’interno di una strategia multienergetica che punta al 2030, un percorso che include anche eserienze derivate dalla 499P campionessa del World Endurance Championship e dal progetto «Hypersail». L’elettrico, d’altra parte, ha assunto un ruolo rilevante anche in Formula 1, dove i nuovi regolamenti in vigore da questa stagione ne ampliano sensibilmente il peso tecnico.

Resta da vedere se il mercato saprà apprezzare la scommessa con la stessa lucidità strategica con cui Maranello sostiene di averla concepita. Per ora, Piazza Affari ha espresso il proprio verdetto con un’inequivocabile freccia rossa puntata verso il basso.