Gerry Cardinale esce allo scoperto sul dossier NBA Europe. Il presidente del fondo RedBird che controlla il club rossonero conferma la volontà di giocare un ruolo da protagonista nel progetto europeo della lega americana.
Si tratta di un approdo naturale per quella che è la strategia di RedBird, che punta a valorizzare il brand rossonero aumentandone la visibilità internazionale, presidiando le opportunità che risiedono all’intersezione tra sport e intrattenimento.
Per RedBird, il Milan non è soltanto una squadra di calcio, ma una piattaforma sportiva e mediatica da estendere su più verticali, intercettando così nuovi pubblici e creando un’offerta più ampia per sponsor e tifosi.
La nuova centralità del basket europeo
Il ragionamento dell’imprenditore statunitense parte dalla constatazione che il movimento cestistico europeo non è più un mercato periferico rispetto al Nord America,ma al contrario un ecosistema in crescita che va però correttamente valorizzato.
Il peso assunto dai giocatori europei nella NBA testimonia la crescita che nel corso degli anni stanno avendo i talenti presenti nel Vecchio Continente, che rende l’Europa un terreno naturale di espansione.
«L’Nba è probabilmente l’unico sport veramente internazionale che proviene dagli Stati Uniti. E come si è visto, i tempi del Dream Team con Michael Jordan, Magic e Larry Bird sono ormai finiti – ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport -. Lo avete visto alle Olimpiadi, lo avete visto anche nel fatto che molti degli ultimi Mvp dell’Nba provenivano dall’Europa. Quindi l’Europa è davvero diventata una potenza quando si tratta di basket, e c’è un’enorme opportunità di collaborazione tra America ed Europa, che è musica per le mie orecchie».
La sostenibilità economica dell’Eurolega
Guardando alla sostenibilità del modello cestistico europeo, per il numero uno di RedBird, il sistema attuale non avrebbe dimostrato di poter generare redditività diffusa per i club, rendendo necessario un cambio di paradigma fondato sulla collaborazione tra NBA e grandi marchi calcistici europei.
“L’Eurolega esiste da 26 anni, la maggior parte delle squadre non è redditizia. Non è sostenibile. Quindi penso che siano i club di calcio europei a dover collaborare con l’Nba e portare il basket dell’Nba in Europa. Ed è quello che cercherò di fare a Milano. L’obiettivo è continuare a elevare il marchio Milan, offrire opportunità alla tifoseria, continuare a migliorare il nostro profilo finanziario. Quindi fa tutto parte di un ecosistema in cui tutti dovrebbero trarre beneficio gli uni dagli altri”
All’interno di questo scenario che vede un collegamento diretto tra le due sponde dell’oceano, Milano è considerata una delle piazze strategiche, e RedBird ha avviato una riflessione concreta sulla possibilità di entrare nella partita.
Il punto sulle infrastrutture a Milano
Per competere in un contesto con standard NBA servirebbe però un adeguato palcoscenico, ovvero un’arena moderna, con una capienza nell’ordine dei 15-18mila struttura di cui Milano al momento non è dotata.
Il Forum di Assago, che resta il principale riferimento cestistico, non risponde pienamente agli standard sia per una capienza leggermente al di sotto del target che per limiti di progettualità che non permettono di poter fruire di servizi all’avanguardia.
L’Arena Santa Giulia, impianto sorto in corrispondenza dei Giochi Invernali, nasce invece con una vocazione più orientata agli eventi e ai grandi appuntamenti internazionali, e non ha gli spazi adatti ad ospitare un club in maniera permanente.
L’area di San Donato
La soluzione nel cassetto resta la valorizzazione dell’area di San Donato Milanese, inizialmente individuata dal Milan per la costruzione del nuovo stadio, ed attualmente in cerca di una nuova destinazione dopo la decisione di rimanere a San Siro.
RedBird punta a valorizzare l’investimento già effettuato sull’area, salito complessivamente a circa 55 milioni di euro. La costruzione di un nuovo palazzetto a San Donato richiederebbe un investimento stimato intorno ai 400 milioni di euro.
L’obiettivo sarebbe realizzare un impianto capace di ospitare non solo le partite della futura NBA Europe, ma anche concerti ed eventi, così da garantire un utilizzo ricorrente durante l’anno, anche se la concorrenza cittadina non manca.
Il perimetro sportivo dell’operazione e gli altri attori in campo
Resta da definire il perimetro sportivo dell’operazione. Come raccontato da Sport e Finanza, RedBird avrebbe tenuto contatti preliminari con Pallacanestro Varese, club dalla forte tradizione europea e guidato da Luis Scola, per valutare una possibile cooperazione in vista dell’approdo della NBA in Europa.
Parallelamente, si muove anche Oaktree, il fondo proprietario dell’Inter, che ha intavolato dialoghi con l’Olimpia Milano, il club di riferimento della città sul fronte cestistico, al momento attendista rispetto ad ulteriori sviluppi.
La partita, infatti, non è ancora arrivata alla fase decisiva. Il progetto NBA Europe deve chiarire una serie di aspetti tra cui in primis il rapporto con l’Eurolega – con cui sono in corso interlocuzioni per convogliare in un progetto comune -, e di conseguenza il livello di integrazione con i club già esistenti.
La situazione è dunque in divenire, con le parole di Cardinale che chiariscono però quale sia la direzione di approdo: portare l’NBA a Milano e farne un nuovo caposaldo dell’ecosistema sportivo RedBird.