Matiasic sbanca l’asta per il PalaEur: futuro in bilico per Trieste

La società che fa capo all’imprenditore statunitense ha sbaragliato la concorrenza della cordata di Donnie Nelson ottenendo l’affitto dell’impianto capitolino, mentre il club giuliano dovrà attendere la fine dei playoff per conoscere il suo destino.

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Image Credits: LBA

Paul Matiasic mette Trieste davanti a un bivio. La Cotogna Sports Group, società riconducibile al presidente della Pallacanestro Trieste, ha infatti presentato l’offerta più elevata per la gestione del PalaEur.

La mossa del presidente del club giuliano che ha staccato in modo deciso la concorrenza rappresentata dalla cordata legata a Donnie Nelson apre di fatto la strada al trasloco del club giuliano nella Capitale dalla stagione 2026/27, riporta Il Piccolo.

La proposta di Cotogna Sports

La proposta della Cotogna Sports Group nell’ambito del bando per la locazione dell’impianto romano, conosciuto anche come PalaLottomatica, sarebbe arrivata a circa 4 milioni di euro per l’affitto dell’impianto e a un ulteriore milione per l’allestimento.

Si tratta di un valore complessivo quasi venti volte superiore al minimo richiesto dal bando, che ha lasciato impreparato il gruppo guidato da Nelson che aveva provato a mettere sul piatto un importo pari al doppio della base d’asta.

Eur Spa, da parte sua, ha confermato di aver «ricevuto le proposte dai soggetti interessati a locare la suddetta struttura per alcuni incontri della prossima stagione del campionato di basket di serie A 2026-2027. Sono al momento in corso le attività istruttorie per la valutazione delle offerte». 

La richiesta di trasferimento a Roma

Per rendere effettivo lo sbarco nella Capitale non basta assicurarsi l’impianto: serve una richiesta ufficiale di trasferimento del titolo sportivo su Roma, passaggio che al momento non sarebbe ancora stato formalizzato presso la Federazione

Lo stesso presidente della FIP Gianni Petrucci ha confermato di non aver ricevuto documenti ufficiali dalla proprietà triestina, contrariamente alla cordata rivale che attende solo il beneplacito del consiglio federale per ufficializzare il trasferimento nella Capitale della licenza di Cremona.

È proprio in questo spazio di incertezza che tiene banco il futuro della Pallacanestro Trieste, oggi sospeso tra un addio che sembra sempre più probabile e la necessità di evitare un vuoto sportivo sul territorio. 

Il club ha provato a rassicurare l’ambiente con una nota ufficiale: «La proprietà della Pallacanestro Trieste annuncia di aver definito un piano strutturale volto a garantire la competitività e la sostenibilità della squadra al massimo livello possibile. I dettagli del progetto sviluppato negli ultimi mesi, discusso con gli stakeholder della pallacanestro e della Regione, saranno resi noti al termine degli attuali playoff, mantenendo nel frattempo l’attenzione completamente focalizzata sul ruolo della Pallacanestro Trieste nell’attuale e decisiva fase di campionato».

La ricerca di un titolo sportivo per Trieste

Il passaggio chiave va ricercato nell’espressione “massimo livello possibile”, che sembra preparare il terreno a uno scenario diverso dalla continuità in Serie A, e invoca scenari di ripartenza dalle serie inferiori.

Matiasic non avrebbe intenzione di cancellare Trieste dalla geografia del basket italiano, ma il progetto potrebbe passare attraverso la ricerca di un nuovo titolo sportivo da portare in città.

Resta da capire quale titolo possa essere effettivamente reperito sul mercato e, soprattutto, da quale categoria la società andrà a ripartire, un cambiamento che impone alla piazza un vero e proprio scossone.

Parola d’ordine sostenibilità

Il concetto di “sostenibilità”, richiamato nel comunicato, suona così come il messaggio della vicenda. Trieste dovrà probabilmente dimostrare di poter sostenere un progetto sulle proprie gambe, senza dipendere dal capitale della proprietà americana e dalla disponibilità di Matiasic a finanziare una presenza stabile ai massimi livelli.

Il territorio è dunque chiamato a fare la sua parte. Istituzioni, imprenditoria locale e mondo sportivo sono al lavoro per capire se esistono le condizioni per dare continuità alla pallacanestro triestina, e con quale modalità.

Per Matiasic, la traiettoria sembra ormai indirizzata verso Roma, dove il PalaEur rappresenta la porta d’accesso al mercato capitolino; per Trieste, invece, la partita più difficile comincia adesso: ripartire dalle fondamenta senza smarrire il patrimonio sportivo costruito negli ultimi anni.

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