Milano pigliatutto: il progetto per il 250 sull’erba e la partita delle Finals

Il capoluogo lombardo dopo oltre 20 anni di assenza si candida a tornare nel tennis che conta con il 2028 come orizzonte sia per il nuovo evento ATP sul verde che per l’ambizione di strappare a Torino il torneo dei maestri

Nitto Atp Finals, Inalpi Arena
back on the scene
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Milano si muove con forza sulla scena tennistica. Il capoluogo lombardo registra un forte attivismo sulla mappa del grande tennis internazionale, tra il progetto di un nuovo torneo Atp 250 sull’erba e l’ambizione, mai del tutto archiviata, di inserirsi nella corsa alle Atp Finals.

Il primo fronte riguarda il torneo Atp 250 che l’Italia ospiterà dal 2028 dopo che la Federazione ha rilevato la licenza dell’evento di Bruxelles, con il nuovo appuntamento che sarà collocato nella finestra di calendario compresa tra Roland Garros e Wimbledon.

L’accordo con il Credito Sportivo

Una novità di grande peso per il movimento nazionale, perché porterebbe per la prima volta nel Paese un evento del circuito maggiore disputato sull’erba. La sede italiana non è stata ancora ufficializzata, ma Milano sembra oggi la candidata più naturale.

La Fitp ha poi compiuto un ulteriore passaggio significativo, formalizzando con l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale un accordo da 10 milioni di euro per finanziare l’acquisizione della licenza del torneo attualmente disputato a Bruxelles. 

A indicare la direzione è stato Angelo Binaghi, intervenuto al Foro Italico durante gli Internazionali d’Italia. «Noi abbiamo un grande polo d’attrazione in Milano», ha spiegato il presidente federale, aggiungendo: «La nostra testa in prospettiva è puntata sulla città di Milano, con cui da tempo abbiamo avviato colloqui per creare strutture e spazi».

La scelta del Nord Italia risponderebbe a una logica sportiva ed economica precisa, con l’obiettivo di costruire un torneo capace di accompagnare i giocatori verso Wimbledon e, allo stesso tempo, intercettare uno dei mercati più forti del Paese

Il passato glorioso di Milano

Milano avrebbe così l’occasione di tornare stabilmente nel calendario che conta, dopo anni di assenza: il capoluogo lombardo vanta infatti una tradizione importante nel tennis professionistico.

Fin dal 1978 infatti la città lombarda ha ospitato tornei ATP, prima sul sintetico e poi sul cemento indoor, prima di sparire dal circuito nel 2005. Inoltre, a questa esperienza si aggiunge la finale di Coppa Davis del 1998 contro la Svezia, disputata al Forum di Assago, prima di una progressiva uscita dalla scena principale.

Negli anni successivi, il tennis milanese è rimasto legato soprattutto al Challenger dell’Aspria Harbour Club, mentre il baricentro nazionale si è spostato verso Roma, con gli Internazionali, e Torino, con le Atp Finals. 

Oggi però lo scenario è cambiato, spinto dalla crescita del movimento italiano e dalla volontà della Federazione di ampliare la propria presenza nel calendario internazionale capitalizzando al massimo i risultati della golden age.

La novità dell’erba

La vera discontinuità è rappresentata dalla superficie, perché un torneo Atp su erba in Italia costituirebbe una novità assoluta. Una scelta affascinante, ma anche complessa, soprattutto per la necessità di programmare con largo anticipo la realizzazione e la manutenzione dei campi.

«I campi in erba, ci hanno spiegato a Wimbledon, hanno bisogno di quattro anni di stabilità», ha ricordato Binaghi, confermando come la Fitp stia già ragionando sulla costruzione di un circolo federale di proprietà..

La Federazione vuole evitare una soluzione provvisoria e punta a costruire una piattaforma stabile. In questo senso, il sostegno del Credito Sportivo si inserisce in una linea già sperimentata negli ultimi anni.

«Tutte le operazioni importanti che abbiamo condotto negli ultimi anni le abbiamo fatte con il supporto del Credito Sportivo», ha spiegato Binaghi, sottolineando il ruolo dell’istituto nelle principali operazioni di sviluppo portate avanti dal tennis italiano..

La sfida a Torino per le Finals

Il secondo fronte resta quello delle Atp Finals, competizione che Milano ha osservato a lungo con l’idea di sfruttare il nuovo impianto di Santa Giulia per contendere l’evento a Torino. 

La nuova arena costruita in vista dei Giochi Invernali è sembrata il possibile volano per portare il torneo dei maestri nel capoluogo lombardo già dal 2027. Al momento, secondo quanto riporta Libero, lo scenario sembra orientato in un’altra direzione. 

Torino, già confermata per quest’anno come sede, è sempre più vicina a conservare anche l’edizione 2027, forte di un modello organizzativo che ha garantito continuità, pubblico e risultati economici di grande rilievo.

La programmazione del Santa Giulia

A pesare sulle prospettive milanesi sarebbe soprattutto il calendario della nuova arena di Santa Giulia. Novembre è uno dei mesi più appetibili per il mercato dei concerti e degli eventi live, e l’impianto starebbe già costruendo una programmazione intensa tra spettacoli musicali e appuntamenti internazionali, la sua vocazione primaria.

Questa sovrapposizione avrebbe spinto Atp e Fitp a privilegiare ancora Torino nel breve periodo, rinviando l’eventuale passaggio milanese. L’ipotesi più concreta, a questo punto, è quella di una possibile staffetta tra il 2028 e il 2030, ultimo triennio di validità dell’accordo che assegna all’Italia l’organizzazione delle Finals.

La strada resta ancora da definire, ma la direzione appare segnata: Milano vuole tornare nel tennis che conta. L’erba, da superficie mai esplorata a livello Atp nel Paese, potrebbe diventare il terreno su cui costruire il ritorno del capoluogo lombardo nella racchetta mondiale.

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