Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 hanno prodotto risultati sportivi ed emotivi di rilievo anche oltreoceano, ben oltre i confini alpini. La finale per la medaglia d’oro nell’hockey su ghiaccio – vinta dagli Stati Uniti sul Canada per 2-1 ai tempi supplementari – ha innescato una reazione a catena che oggi si riflette nei dati di ascolto dei playoff della Stanley Cup, i più alti mai registrati per un primo turno nella storia recente della NHL.
TNT Sports ha comunicato una media di 1,2 milioni di spettatori a partita tra TNT, TBS, truTV e HBO Max nel primo turno dei playoff NHL, con un balzo del 68% rispetto alla stagione precedente. ESPN ha riportato la stessa media nelle sue 22 partite di primo turno, con un incremento analogo del 69% rispetto al 2025.
Entrambi i risultati rappresentano il picco assoluto per un turno preliminare dei playoff da quando la NHL è tornata a essere trasmessa in tv nella stagione 2021-22.
Il volano olimpico
L’effetto Milano Cortina si era già manifestato nella parte finale della stagione regolare, quando gli ascolti avevano registrato un’accelerazione sensibile dopo la pausa olimpica di febbraio. La ripresa del campionato il 25 febbraio su TNT aveva proposto due incontri che avevano attirato rispettivamente 428mila e 221.000 spettatori, con 172mila nuovi utenti mai visti sulla rete in questa stagione. ESPN aveva fatto ancora meglio, con Panthers-Islanders a quota 668mila spettatori, superando la media stagionale pre-pausa.
L’intera stagione regolare si è chiusa con una media di 546mila spettatori su tutte le reti – il miglior risultato degli ultimi 14 anni – e con la Stadium Series di Tampa del 1° febbraio (Tampa Bay Lightning contro Boston Bruins, 6-5 ai rigori) capace di attrarre 2,07 milioni di spettatori su ESPN, nuovo record per una gara di stagione regolare via cavo.
Storie che tengono incollati allo schermo
Accanto all’onda olimpica, i playoff hanno potuto contare su una ricchezza narrativa non comune. La notizia più attesa era il ritorno dei Buffalo Sabres dopo 14 anni di assenza dalla post-season, la più lunga astinenza nella storia della lega. La «Battaglia della Pennsylvania» tra Penguins e Flyers, entrambi qualificati nei minuti finali della regular season, ha poi alimentato una rivalità storica, mentre i Colorado Mammoth hanno esordito ai playoff alla seconda stagione di vita.
Le serie stesse si sono dimostrate avvincenti: sei degli otto confronti del primo turno si sono protratti ad almeno sei partite, con quattro gare supplementari nella sola serie Canadiens-Lightning. Gara 7 di quella serie, trasmessa su TNT, ha registrato una media di 2,3 milioni di spettatori: la partita del primo turno più vista di sempre in esclusiva via cavo.
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Il fattore televisione tradizionale
C’è però un elemento strutturale che analisti e operatori del settore stanno mettendo sempre più a fuoco: tutte le partite dell’NHL vengono trasmesse sui canali televisivi tradizionali – ABC, ESPN, ESPN2, TBS e TNT – con la sola opzione aggiuntiva di ESPN Unlimited e HBO Max per chi non dispone di un abbonamento via cavo. Una scelta che contrasta nettamente con quella dell’NBA, il cui nuovo accordo sui diritti media prevede la trasmissione di alcune serate dei playoff su Amazon Prime Video e Peacock.
La tesi avanzata tra gli altri dal giornalista Ethan Strauss è che la NHL stia beneficiando indirettamente della frammentazione dell’offerta NBA: molti spettatori abituali del basket, non trovando le partite sul canale abituale, cambiano semplicemente schermo. E spesso atterrano sull’hockey.
NBA: crescita reale, ma con asterischi
Bisogna sottolinearlo, anche i playoff dell’NBA registrano numeri positivi: una media di 3,84 milioni di spettatori nel primo turno tra NBCUniversal, ESPN/ABC e Amazon Prime Video, con un incremento del 20% rispetto alla stagione precedente e la media più alta per il primo turno dal 1993.
Un risultato che va tuttavia contestualizzato.
Innanzitutto, per la prima volta nella storia i diritti del primo turno sono stati trasmessi in esclusiva dai partner nazionali, eliminando le trasmissioni locali che in passato limitavano i numeri delle rilevazioni nazionali. In secondo luogo, il ritorno di NBC, che ha portato a 14 il numero di partite trasmesse in chiaro nel primo turno, il massimo dagli anni Novanta, ha avuto un impatto significativo: un confronto diretto con la stagione precedente, in cui tutto il primo turno era stato su TNT via cavo, è metodologicamente scorretto.
Va inoltre tenuto conto che da settembre 2025 Nielsen ha adottato la metodologia «Big Data + Panel», che integra i dati dei pannelli tradizionali con quelli provenienti da smart tv e decoder, gonfiando i numeri in maniera trasversale a tutti gli sport.
La NHL, in ogni caso, registra incrementi che vanno ben oltre l’effetto metodologico.
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Prospettive
La NHL non supererà probabilmente l’NBA in popolarità negli Stati Uniti nel breve periodo: la penetrazione dell’hockey rimane limitata al Nord-Est e al Midwest, mentre ampie fasce del paese non hanno mai avuto un rapporto diretto con lo sport del ghiaccio.
Ma i dati di questa primavera suggeriscono che la combinazione tra l’entusiasmo post-olimpico, la qualità della narrazione sportiva e, soprattutto, la scelta di mantenere le partite sui canali televisivi tradizionali stia aprendo alla lega una finestra di opportunità rara.
Una finestra che, con ogni probabilità, Milano Cortina ha contribuito a spalancare. E che noi, allo stato attuale dei diritti tv, possiamo solo guardare e commentare.
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