Gli extracosti del Santa Giulia: la Corte dei Conti apre un’istruttoria

La Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia ha aperto un’istruttoria per ipotesi di danno erariale sull’Arena Santa Giulia

Santa Giulia volley
Oltre 130 milioni di euro di "extra"
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Ipotesi di danno erariale. È su questo capo che la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia, guidata da Paolo Evangelista, ha deciso di aprire un’istruttoria contabile sull’Arena Santa Giulia di Milano.

L’impianto, realizzato dal gruppo Eventim – che dell’Arena è anche il proprietario – è stato protagonista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 per aver ospitato le sfide di hockey sul ghiaccio durante i Giochi ma anche per il tema dei costi che avrebbero superato i 130 milioni di euro.

Costi coperti da finanziamenti pubblici, secondo quanto appreso dall’Ansa a seguito di un’attività della Guardia di Finanza di Milano che sta acquisendo, attraverso un ordine di esibizione, documenti negli uffici del Comune di Milano.

Secondo quanto ricostruisce l’Ansa, già a febbraio scorso, era emerso da notizie di stampa – anticipato anche da Sport e Finanza – che Evd Milan Srl, del gruppo Eventim, ossia la multinazionale proprietaria dell’Arena, avrebbe richiesto 134 milioni di euro di “extra costi” rispetto a quelli preventivati, da coprire, dunque, con finanziamenti pubblici da parte degli enti statali coinvolti nella gestione dell’evento olimpico.

Anche se poi, sempre da quanto era emerso, un’analisi tecnica degli uffici comunali aveva calcolato una cifra più bassa, di poco superiore ai 50 milioni.
Proprio su questi aspetti, dunque, la Procura regionale lombarda ha deciso di aprire l’istruttoria contabile per verificare eventuali profili di danno erariale proprio sulla questione degli “extra costi” a carico del pubblico e non del privato.

Da qui la visita di stamani del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf milanese, incaricata dai magistrati contabili, negli uffici del Comune di Milano, in particolare della Direzione generale di Palazzo Marino, per acquisire, attraverso un ordine di esibizione, tutta la documentazione utile sulla procedura.

Nessuna contestazione, al momento, da quanto si è saputo, è stata formulata e si tratta appunto di un’apertura di istruttoria per le verifiche. Non ci sono su questo, invece, fronti penali aperti in Procura a Milano.

Il nodo dei costi: tra stime, versioni ufficiali e discrepanze

Sul tema, come anticipato, si era tentato di mettere ordine proprio sulle colonne di Sport e Finanza, in particolare cercando di avviare una ricostruzione complessiva dei costi del Santa Giulia e la loro ripartizione tra pubblico e privato.

Tentativo è sostantivo d’obbligo in quanto il progetto era nato nel 2019, sette anni fa ma con lo spartiacque epocale della pandemia a dilatare ancor più gli anni intercorsi, con un preventivo di circa 180 milioni di euro, interamente a carico di capitali privati.

A complicare il quadro economico ci ha pensato per l’appunto la pandemia e quanto ne è conseguito, ossia il rimbalzo inflattivo e il rincaro delle materie prime.

A questo punto gli extra-costi avrebbero aggiunto circa 100 milioni di euro al totale, portando il valore complessivo dell’opera nell’ordine dei 280 milioni, con almeno 51 milioni coperti da risorse pubbliche.

Una stima che però non coincide con le cifre ufficiali comunicate dalle istituzioni: il Comune di Milano ha infatti continuato a indicare un costo “invariato” intorno ai 177 milioni, aprendo una evidente discrepanza tra dati dichiarati e interventi effettivamente stanziati.

Le contraddizioni istituzionali e il ruolo del pubblico

Il quadro si è complicato ulteriormente con le dichiarazioni dei diversi attori coinvolti a ridosso e durante i Giochi invernali. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha parlato in più occasioni di un costo complessivo vicino ai 400 milioni di euro, mentre Andrea Francisi, chief games operations officer dei Giochi, ha indicato una cifra superiore ai 300 milioni.

Sul fronte privato, CTS Eventim ha riportato valori intorno ai 320 milioni in documenti interni, senza tuttavia fornire un dato ufficiale definitivo.

Troppe voci e troppi numeri solo “lievemente” discordanti e proprio questo aspetto che fa emergere maggiore confusione e rende nebuloso individuare il costo effettivo dell’infrastruttura.

Un elemento che si intreccia direttamente con l’indagine della Corte dei Conti, chiamata a verificare non solo l’entità degli extracosti ma anche la corretta allocazione delle risorse pubbliche.

A questo si aggiunge un ulteriore elemento del quale sicuramente la Corte dei Conti vorrà avere chiarezza: la normativa regionale prevede un contributo al Comune pari al 10% del costo di costruzione per opere collegate all’intervento.
Sul valore iniziale, questo importo sarebbe pari a circa 17 milioni di euro, ma in presenza di un aumento dei costi complessivi, il contributo potrebbe risultare sottostimato.

Più che una questione meramente contabile – non di certo secondaria – il punto di interesse, è la ricostruzione di quella che si potrebbe definire “filiera decisionale” che, nel tempo, ha prodotto un quadro opaco, in cui il costo finale dell’opera resta indefinito e la quota effettivamente sostenuta dal pubblico difficilmente quantificabile.

In altri termini, non si tratta soltanto di capire “quanto” sia costata l’Arena Santa Giulia, ma “chi” abbia realmente pagato il conto e in che misura lo abbia fatto il pubblico.