Il tennis cambia volto. Il futuro del movimento professionistico accompagna alla corsa verso il “premium” la vera partita cruciale, che si gioca nella razionalizzazione del calendario più che nella semplice riduzione dei tornei.
Il piano OneVision immagina un circuito più compatto, capace di aumentare il valore commerciale e i ricavi complessivi, e dopo aver sfoltito il numero di tornei minori ora necessariamente si deve passare a una programmazione meno frammentata.
Le tematiche sul tavolo delle riforme
Il tennis resta uno degli sport più seguiti al mondo, con oltre un miliardo di spettatori, ma vive una fase di forte competizione con altre industrie dell’intrattenimento, e deve dunque continuare a stimolare l’attenzione dei tifosi.
In questo scenario, i giocatori chiedono compensi più elevati e una maggiore sostenibilità degli impegni, come dimostrano i numerosi forfait nei grandi tornei. Tuttavia, comprimere il calendario senza una logica realmente scientifica rischia di essere una soluzione parziale.
Il progetto OneVision, lanciato nel 2022 sotto la guida di Andrea Gaudenzi, nasce proprio con l’obiettivo di ripensare l’intero ecosistema del tennis, intervenendo su governance, distribuzione dei ricavi e struttura dei tornei.
Il piano OneVision
La prima fase ha già portato all’estensione dei Masters 1000 e all’introduzione del bonus pool, rafforzando il legame tra performance economica degli eventi e remunerazione dei giocatori.
La seconda fase punta invece a superare la frammentazione decisionale tra ATP, WTA, ITF e Grandi Slam, un nodo che da anni limita la possibilità di costruire un calendario coerente e omogeneo.
L’idea è quella di una regia unica che permetta di ottimizzare la distribuzione dei tornei e massimizzare il potenziale commerciale del circuito, evitando sovrapposizioni e inefficienze che oggi penalizzano sia gli organizzatori sia gli atleti.
La riduzione dei tornei minori e la posizione dell’Italia
Tra i temi più dibattuti resta però quello della riduzione dei tornei minori, in particolare gli ATP 250, già diminuiti negli ultimi anni anche per effetto della pandemia e di fattori geopolitici, oltre che di scelte discrezionali dell’ATP.
In questo contesto, l’Italia si muove in controtendenza rispetto al trend di riduzione dei tornei minori, sospinta dalla volontà del presidente Angelo Binaghi di capitalizzare la crescita del movimento anche sul fronte degli eventi.
A partire dal 2028, infatti, è prevista l’introduzione di un nuovo ATP 250 su erba nel Nord del Paese, grazie all’acquisizione della licenza di Bruxelles, un segnale chiaro della volontà di rafforzare la propria presenza nel calendario internazionale.
Questa scelta dimostra come, accanto alla spinta verso eventi sempre più premium, esista ancora spazio per tornei di fascia intermedia, soprattutto in mercati solidi e con forte tradizione tennistica.
Ora è anche ufficiale: l’Italia avrà un torneo ATP sull’erba dal 2028
La sfida della revisione del calendario
Il piano prevede di passare da 17 a 10 settimane dedicate ai tornei 250, una scelta che viene letta come necessaria per liberare spazio ai grandi eventi, sempre più il vero e proprio traino sul fronte commerciale.
I numeri suggeriscono infatti una possibile alternativa: i tornei di categoria sono oggi circa 30 e potrebbero essere distribuiti su 10 settimane giocandone tre alla volta in contemporanea senza particolari criticità, aumentando la densità ma mantenendo l’offerta complessiva.
Una logica simile vale per gli ATP 500, che sono 16 e potrebbero essere concentrati in 8 settimane semplicemente ripensandone la collocazione temporale e arrivando a disputarne due per volta in parallelo.
Questo approccio metterebbe in discussione l’attuale struttura del calendario, spesso frutto di stratificazioni storiche e di volontà degli organizzatori di occupare slot graditi più che di una pianificazione organica razionale.
I risultati economici di OneVision
La sensazione è che il problema non sia tanto il numero di tornei, quanto la loro distribuzione, con settimane sovraccariche e altre meno attrattive, che riducono l’efficacia complessiva del prodotto tennis.
Parallelamente, resta centrale il tema della competitività tra tornei, soprattutto nella categoria 500, dove la capacità di attrarre i migliori giocatori diventa determinante, per cui spesso si scatenano aste al rialzo per attrarre i top player.
I risultati economici di OneVision, comunque, sono già evidenti: nel 2025 i giocatori hanno ricevuto 269,6 milioni di dollari di compensi (esclusi gli Slam), in crescita del 37% rispetto al 2022.
Anche il bonus pool ha registrato numeri significativi, con 18,3 milioni distribuiti tra i partecipanti ai Masters 1000. Guardando al futuro, l’estensione del modello di condivisione dei ricavi anche agli ATP 500 potrebbe rafforzare ulteriormente il sistema,