Scontro tra Coni e Fondazione Milano Cortina: Buonfiglio reclama 48 milioni di fondi mancanti

Il presidente del movimento olimpico denuncia apertamente la mancanza del sostegno economico previsto che ha causato lo slittamento dell’approvazione del bilancio.

Buonfiglio CONI
ai ferri corti
Luciano Buonfiglio (Photo by: Andrea Staccioli Insidefoto)

Clima teso tra Coni e Fondazione Milano Cortina. Il Comitato olimpico reclama le risorse economiche attese in seguito ai Giochi Invernali ma non ancora arrivate, che stanno mettendo sotto pressione la gestione del sistema sportivo italiano.

Le parole del presidente Luciano Buonfiglio segnano un punto di rottura: viene denunciata apertamente una mancanza di sostegno economico pubblico legato all’organizzazione olimpica.

«Per la prima volta non riceviamo contributi dal Governo per l’organizzazione della squadra olimpica e per i premi per le medaglie. E aspettiamo anche le royalties di Milano Cortina. Il primo è un contributo che solitamente per i Giochi invernali è stato di 10 milioni, un altro sono le royalties che ci spettano dalla Fondazione Milano Cortina, circa 48 milioni».

L’importo dovuto

Il conto ammonta complessivamente a poco meno di 60 milioni, e in mancanza dell’adempimento da parte dell’ente che ha in carico la macchina organizzativa dei Giochi il vertice del Coni chiama in causa il Governo.

«Il Coni in questo caso è creditore, la Fondazione è debitore: se il debitore non ha le capacità, allora ti rivolgi a chi ha rilasciato le garanzie – Governo e enti locali -, ma penso che non si arrivi a questo». 

Il nodo economico rappresenta un passaggio delicato per la sostenibilità dell’intero sistema olimpico, che ha in carico all’interno del suo perimetro aspetti cruciali legati ai Giochi tra cui la preparazione della squadra, la logistica del team e i premi agli atleti.

Le interlocuzioni con il Governo

L’esito delle interlocuzioni con il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi finora è stato infruttuoso: «Ogni volta che ne ho chiesto conto mi è stato risposto che stavano già sostenendo Milano Cortina. Mi auguro comunque si trovino presto le risorse». 

Il confronto con le istituzioni evidenzia una divergenza di priorità, che ha causato un ammanco che per la prima volta ha spinto il Coni a chiedere lo slittamento dell’approvazione del consuntivo di bilancio da aprile a fine giugno

«Oggi registra una perdita ampia più che comprensibile. Di certo il Comitato olimpico dovrà diventare economicamente più efficiente: non possiamo più riconoscere nuove federazioni o discipline associate, le dobbiamo gestire in armonia con quello che già c’è». 

Le problematiche delle federazioni

La situazione finanziaria impone quindi una revisione strutturale: il Coni si trova costretto a ripensare le proprie politiche di sviluppo, limitando l’espansione e puntando sull’ottimizzazione delle risorse esistenti.

Un cambio di paradigma che potrebbe avere effetti duraturi sull’intero ecosistema sportivo italiano, anche perché, sottolinea Buonfiglio al termine della Giunta Coni, «le problematiche sono tante». 

«Ci sono delle situazioni nelle federazioni che stimolano l’attenzione di tutti, tra calcio, atletica, danza sportiva e cricket. Molte le ho apprese dalla stampa, ma il nostro compito è fare ciò che ci compete, ad esempio nel calcio non abbiamo commissariato nonostante le tante richieste, mentre lo abbiamo fatto con il cricket». 

Le tensioni interne alle federazioni aggiungono un ulteriore livello di complessità con il sistema che appare sotto pressione su più fronti: la gestione di questi equilibri tra movimento olimpico e governo si preannuncia impegnativa.