Madrid insegue Roma: il Master della capitale spagnola vale 64 milioni contro i 90 degli IBI

Il torneo madrileno privo di due stelle come Novak Djokovic e Carlos Alcaraz è ai nastri di partenza, e punta a consolidare la crescita ampliando l’audience a beneficio dei partner commerciali.

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confronto su terra rossa
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Madrid ai nastri di partenza. Il Master 1000 della capitale spagnola è pronto a infiammare la Caja Magica, pur privo di due stelle come Novak Djokovic e soprattutto il beniamino di casa, Carlos Alcaraz.

Il tennista murciano per il secondo anno di fila deve rinunciare al torneo madrileno in seguito all’infortunio rimediato a Barcellona, e non potrà dunque reclamare il titolo che ha già vinto in due occasioni nel 2022 e nel 2023.

La dimensione economica del torneo di Madrid

Nonostante le assenze di spicco, l’evento punta a capitalizzare la crescita ridefinendo il proprio status, posizionandosi come piattaforma sempre più accessibile al grande pubblico, ampliando l’audience a beneficio dei partner.

«Il nostro piano strategico è mettere il tifoso al centro e allontanarci da quell’immagine elitista – ha dichiarato il direttore commerciale Javier Burgos intervenuto alla Sports Leaders Week -; vogliamo rivolgerci ai marchi di largo consumo, non solo al lusso». 

Il programma di gioco prevede 354 partite distribuite su otto campi nell’arco di due settimane, con un montepremi complessivo di 15,9 milioni di euro e un milione destinato ai vincitori dei tabelloni maschile e femminile.

Organizzato da Madrid Trophy Promotion, l’evento ha chiuso il 2024 con un utile di 2,5 milioni di euro, consolidando quattro anni consecutivi in profitto, e vanta un business che vale circa 64 milioni di euro, in base a quanto riportato da 2Playbook.

Il confronto con Roma e l’impatto economico

Confrontando la dimensione economica di Madrid con quella del Master 1000 immediatamente successivo in calendario, ovvero Roma, si nota come il giro d’affari è inferiore rispetto agli Internazionali, che lo scorso anno hanno chiuso a 80 milioni di euro mentre in questa edizione puntano a raggiungere il traguardo di 90 milioni di euro.

Oltre al risultato economico diretto, il torneo ha assunto un ruolo strategico per la città di Madrid, generando un impatto economico superiore ai 250 milioni di euro e confermandosi come uno degli asset sportivi più rilevanti del Paese.

Qui il divario con Roma è ancora più netto – al netto delle divergenze metodologiche-: secondo uno studio di Boston Consulting Group, le ricadute economiche degli IBI hanno sfiorato i 900 milioni nel 2024 mentre quest’anno si punta a superare il miliardo di euro. 

Copertura mediatica e sponsorship

La dimensione internazionale del tennis continua a crescere grazie agli accordi audiovisivi dell’ATP, che garantiscono una copertura in 192 Paesi e un pubblico stimato di oltre 110 milioni di spettatori. 

Questa spinta mediatica globale rafforza l’attrattività commerciale del torneo madrileno, soprattutto nei confronti degli sponsor, che contribuiscono per circa il 50% al fatturato totale, a cui si aggiungono oltre 22 milioni di euro derivanti dalla vendita di hospitality e palchi VIP.

Sul fronte commerciale la capitale spagnola si posiziona davanti alla Città Eterna: i ricavi da sponsorship di Madrid arrivano a 32 milioni contro i 28 di Roma, mentre sul fronte della biglietteria si invertono i rapporti di forza.

Il panorama sulla biglietteria

L’ingresso alla Caja Mágica parte da 10 euro nelle giornate iniziali, con i biglietti per la finale che raggiungono un prezzo base di 215 euro, mentre gli abbonamenti completi più economici partono invece da 1.045 euro. Per l’edizione in corso, la disponibilità è quasi esaurita, con solo alcune opzioni premium ancora accessibili. 

Complessivamente il torneo consegue 10 milioni di euro annui dal ticketing, che sommati ai 22 dell’hospitality portano in dote 32 milioni contro i 40 milioni che invece si attende di incassare Roma.

La crescente domanda ha inoltre reso necessario un ampliamento delle infrastrutture. Con 380mila spettatori nell’ultima edizione, la Caja Mágica si avvicina alla saturazione, spingendo gli organizzatori a pianificare la costruzione di un nuovo campo.

In questo senso i numeri sono molto simili a Roma, che lo scorso anno ha registrato 392mila spettatori e quest’anno punta a infrangere il muro dei 400mila, anche grazie al rinnovamento delle strutture di gioco.

La cessione dell’Open di Madrid

Il torneo di Madrid è recentemente passato di mano insieme ad un altra serie di asset tra cui l’Open di Miami, che sono confluiti nel veicolo creato da Ari Emanuel denominato Mari che li ha rilevati da Endeavor.

La cordata ha superato una folta concorrenza internazionale tra cui figurava anche la FITP, che aveva intenzione – in partnership con il fondo svedese EQT – di mettere le mani sull’evento per poi farlo assorbire dagli Internazionali nell’ottica di guadagnare spazio in calendario e coltivare il sogno quinto Slam.

Nonostante Binaghi stia ancora coltivando le ambizioni di espansione, l’operazione difficilmente avverrà a scapito del Master di Madrid. Allo stato attuale, l’accordo con il Comune garantisce la permanenza dell’evento nella capitale spagnola fino al 2030.

Tra le novità più significative dell’edizione 2026 figura l’installazione di un campo in terra battuta all’interno del Santiago Bernabéu, utilizzabile dai giocatori per gli allenamenti tra il 23 e il 30 aprile. 

Un’iniziativa pensata per rafforzare l’identità innovativa del torneo, come sottolineato dallo stesso Burgos: «Dobbiamo differenziarci. Competiamo con i tornei del Grande Slam per storia, quindi ci posizioniamo come uno sport giovane e tecnologico per uscire da quel percorso».

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