La Formula 1 vive una stagione inedita nella storia recente per l’Italia del motorsport. Con Andrea Kimi Antonelli stabilmente in testa al campionato del mondo, il Paese si trova a fare i conti con uno scenario unico: seguire la crescita e i successi di un pilota italiano al vertice della massima serie automobilistica, al di fuori della Scuderia, quella con la esse maiuscola, che da sempre – ossia da che la F1 esiste – rappresenta il cuore pulsante del tifo nazionale.
La Ferrari è la Ferrari.
E questa è un’affermazione che ogni italiano ha fatto almeno una volta nella vita. Per questa ragione non è divisivo dire che la Rossa è sempre stata il centro della passione e del racconto della Formula 1 in Italia, indipendentemente dalla nazionalità dei piloti al suo volante.
Ma con Antonelli si sta verificando qualcosa di diverso: un italiano che compete e vince – almeno fino a questo momento della stagione – con un altro costruttore.
L’inedito che non ti aspetti: Antonelli vs. Ferrari
Un cortocircuito inedito per il tifoso della domenica, che si trova a dover scegliere a chi indirizzare il proprio cuore.
«Sarà interessante vedere la dinamica nel nostro Paese, – ha dichiarato Domenicali, intervenuto all’evento “Il Foglio a San Siro” -, perché è da tantissimo che non accade di vedere un italiano al vertice della classifica e, scoprire come si muoveranno gli italiani che da sempre tifano Ferrari al di là dal passaporto dei piloti, sarà interessante da seguire. Probabilmente ci sarà la stessa intensità emotiva verso questo ragazzo su cui però dobbiamo ricordare di non dobbiamo mettere troppa pressione, perché sappiamo che quando vinci poi le cose cambiano.»
Un avvertimento velato, quello del CEO della F1, ma anche un invito alla lucidità: la pressione mediatica su un giovane pilota al comando del mondiale può diventare un peso difficile da gestire, e la storia della Formula 1 insegna che il successo precoce non è mai una garanzia.
Domenicali, Antonelli e la Ferrari: l’Italia del motorsport
Le soddisfazioni che sta dando Antonelli al nostro Paese sono anche l’occasione per ricordare che il contributo italiano alla Formula 1 va ben oltre i colori della Scuderia di Maranello.
Domenicali ha infatti sottolineato come il nostro paese giochi un ruolo strategico nell’intero ecosistema del motorsport: dalla Motor Valley emiliana a Pirelli, dai componenti tecnici prodotti sul territorio nazionale alla tradizione consolidata nel karting, punto di partenza imprescindibile per chiunque voglia formarsi in questo sport e addestrarsi nel motorsport a livello internazionale.
Un patrimonio industriale, tecnico e sportivo che esiste e produce valore indipendentemente da chi indossa il casco. E che in una stagione come questa trova nella leadership di Antonelli la sua naturale vetrina globale.
La provocazione: Antonelli contro Ferrari, per chi tiferesti?
È la domanda che, durante tutto l’intervento del top manager italiano, ha serpeggiato tra i presente all’evento: se all’ultima gara del campionato ci fossero in lotta per il titolo Antonelli e un pilota Ferrari, da che parte starebbe il numero uno della Formula 1?
Domenicali non si è sottratto, rispondendo con un entusiasmo che ha lasciato poco spazio all’interpretazione.
«Potrei rispondere in maniera molto politica, ma sarei felicissimo da italiano: perché avere una finale di stagione con una gara di questo genere potrebbe voler dire che ci siamo, che l’Italia c’è e che l’eccellenza italiana va ben oltre i confini nazionali, e si afferma in tutto il mondo.»
Una risposta che vale più di qualsiasi dichiarazione di parte: per Domenicali, il vero traguardo non è il colore della vittoria, ma l’immagine di un’Italia competitiva e protagonista su tutti i fronti.
La stagione: pausa, Miami e aggiornamenti in arrivo
Sul fronte operativo, il CEO ha fatto il punto sulla stagione in corso. La cancellazione degli eventi di aprile ha imposto uno stop al calendario: la Formula 1 tornerà in pista a Miami all’inizio di maggio. Un momento che Domenicali ha letto con pragmatismo costruttivo: «La crescita di pubblico è ottima, ma quando le cose vanno molto bene bisogna stare ancora più concentrati per farle crescere ulteriormente.»
La pausa tecnica è tutt’altro che silenziosa nelle fabbriche: la settimana prossima sono attesi aggiornamenti sulle modifiche regolamentari in vista di Miami e del proseguimento della stagione, mentre le scuderie hanno già lavorato – e stanno lavorando – per portare sviluppi sulla griglia.
Il focus, come sempre, resta sulle persone che seguono la Formula 1, piloti inclusi.
E in Italia, quest’anno più che mai, quelle persone hanno un motivo in più per tenere gli occhi incollati allo schermo.