Ferrari si prepara a staccare le cedole. L’assemblea degli azionisti della Rossa ha approvato il bilancio relativo all’esercizio 2025, esprimendo inoltre parere favorevole sulla Relazione sulla Remunerazione dando il via libera alla distribuzione del dividendo.
La proposta prevede un pagamento di 3,615 euro per ciascuna azione ordinaria in circolazione, per un ammontare complessivo di circa 640 milioni di euro, di cui 128 milioni destinati a Exor, principale azionista del gruppo.
Il focus sull’elettrico
Il calendario della distribuzione stabilisce lo stacco della cedola per il 20 aprile 2026 sulle azioni quotate su Euronext Milan e per il 21 aprile 2026 su quelle negoziate al New York Stock Exchange, con record date fissata al 21 aprile e pagamento previsto il 5 maggio 2026.
Nel corso dell’assemblea è intervenuto l’amministratore delegato Benedetto Vigna, che ha fatto il punto sull’evoluzione industriale e sui progetti futuri della casa di Maranello, a partire dal debutto della prima Ferrari completamente elettrica.
«Ferrari Luce apre un nuovo capitolo nella nostra storia – ha sottolineato – ed è, ancora una volta, una dichiarazione di ciò che una Ferrari può essere, pur rimanendo profondamente radicata nell’identità e nei valori del marchio».
Le performance del 2025
Guardando al rafforzamento della gamma, Vigna ha inoltre sottolineato l’importanza dei nuovi lanci previsti nel corso dell’anno, che contribuiranno ad ampliare ulteriormente l’offerta per i clienti.
«Nel corso dell’anno, rafforzeremo la nostra offerta di prodotto con altri quattro lanci, tra cui la Amalfi Spider, presentata il mese scorso – ha aggiunto Vigna -. Questa incredibile gamma di prodotti garantisce ai nostri clienti la libertà di scelta. Ascoltandoli, abbiamo anche deciso di aprire altri due centri Tailor Made, a Los Angeles e Tokyo, per consolidare il nostro rapporto e soddisfare la loro richiesta di personalizzazione»
Sul fronte dei risultati, il ceo ha ribadito la qualità delle performance raggiunte nel corso dell’ultimo esercizio, evidenziando la capacità dell’azienda di coniugare crescita e innovazione.
«Il 2025 è stato un anno di esecuzione coerente e di importanti nuovi inizi per Ferrari. In tutte e tre le nostre aree di attività, abbiamo conseguito risultati solidi, rafforzato le nostre fondamenta e aperto nuovi capitoli per il futuro. Ciò si è tradotto in un altro anno di eccellenti performance finanziarie».
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Il piano di riacquisto azioni proprie
Parallelamente alla gestione operativa, Ferrari ha annunciato il proseguimento nell’attuazione del proprio piano di remunerazione degli azionisti attraverso il programma di riacquisto di azioni proprie.
La società aveva già comunicato il completamento della prima tranche, parte di un più ampio piano pluriennale da circa 3,5 miliardi con orizzonte al 2030, riacquistando tra il 7 e l’8 aprile 2026 un totale di 61.261 azioni ordinarie tra Euronext Milan e New York Stock Exchange a un prezzo medio di 292,85 euro per azione.
L’intera prima tranche si è conclusa con un investimento complessivo di circa 250 milioni di euro, distribuito tra i due mercati di quotazione: sul listino europeo sono state acquistate 680.168 azioni per un controvalore di circa 200 milioni di euro, mentre sul mercato statunitense sono state rilevate 169.886 azioni per un totale di oltre 57 milioni di dollari.
Complessivamente, tra il 5 gennaio e il 9 aprile 2026 Ferrari ha riacquistato 850.054 azioni proprie: al termine dell’operazione, la società deteneva quindi 17.494.660 azioni proprie, pari a circa il 9,40% del capitale sociale, consolidando ulteriormente la propria struttura finanziaria.
La seconda tranche già partita
In linea con questa strategia, Ferrari ha annunciato l’intenzione di proseguire il programma con una seconda tranche fino a 250 milioni di euro, prevista tra il 13 aprile e il 28 agosto 2026 e finanziata tramite la liquidità disponibile.
Il nuovo intervento sarà articolato in due componenti operative: fino a 200 milioni di euro tramite un accordo non discrezionale su Euronext Milan, e fino a 50 milioni sul New York Stock Exchange attraverso un mandato eseguito secondo le indicazioni della società.
L’operazione si inserisce nel quadro dell’autorizzazione assembleare al buyback valida fino al 15 ottobre 2026 e risponde principalmente all’esigenza di coprire piani di incentivazione azionaria.