La notizia, in apparenza, riguarda una singola partita al giorno. Ma dietro alla trattativa in corso tra Mediaset e Sky per i diritti in chiaro degli Internazionali d’Italia di tennis – in programma dal 28 aprile al 17 maggio – si muove qualcosa di molto più grande: la ridefinizione degli equilibri televisivi attorno allo sport che, in Italia, ha cambiato tutto.
Come anticipato da Il Sole 24 Ore, il punto di partenza è tecnico. Sky detiene l’esclusiva dell’intera competizione romana, ma i termini dell’assegnazione Atp prevedono la trasmissione in chiaro di almeno un match al giorno. È in questo spazio che si è aperta la partita: la Rai, storica partner di Sky nella copertura degli Internazionali, non ha ancora rinnovato l’accordo scaduto al termine della scorsa edizione.
E Mediaset, con tempismo, si è fatta avanti come una delle tre strade al momento percorribili: insieme alla Rai stessa e a Tv8, la rete in chiaro di Sky.
Il colpo delle Finals e la strategia del biscione
Il gruppo di Cologno Monzese non arriva impreparato. A febbraio ha acquisito i diritti in chiaro delle Nitto Atp Finals per il prossimo ciclo pluriennale a partire dal 2026, strappandoli alla Rai in una gara al rialzo.
L’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi ha commentato la sconfitta senza giri di parole: «I diritti Atp erano nostri, ma Mediaset ha messo sul piatto cifre che non riuscivamo a raggiungere».
Mediaset, tramite la concessionaria Publitalia, cura già la raccolta pubblicitaria di Supertennis, degli Us Open e del torneo femminile degli Internazionali.
I numeri che spiegano tutto
I dati di ascolto spiegano da soli perché la posta sia così alta. Italia Oggi spiega che ogni finale di Sinner muove milioni di italiani davanti allo schermo. Sky vale stabilmente 1,3–1,5 milioni di spettatori per i match più importanti; la vera differenza la fa il canale in chiaro, capace di moltiplicare quell’audience per tre, quattro, talvolta cinque volte.
L’ultimo esempio è la finale di Montecarlo di aprile 2026. Come comunicato da Sky, ha avuto 3,2 milioni di spettatori complessivi, con 1,9 milioni su Tv8 e 1,3 milioni sui canali Sky, per uno share del 25,1%.
Ascolti finali 2025
- Atp Finals Torino (Rai 2): 7 mln · 36,6% share
- Internazionali Roma (Rai 1): 6 mln · 40% share
- Wimbledon finale (Tv8): 5,7 mln · 40,4% share
- Roland Garros finale (Nove): 5 mln · 38% share
- Australian Open finale (Nove): 3,5 mln · 33,3% share
- Montecarlo apr. 2026 (Tv8+Sky): 3,2 mln · 25,1% share
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Sky, il pacchetto ATP e l’esclusiva Wimbledon
Eppure il quadro complessivo del mercato è contraddittorio. Sky avrebbe investito almeno 12 milioni di euro l’anno per i diritti del tennis, con tutto il pacchetto ATP e Wimbledon, quest’ultimo rinnovato fino al 2030, per una cifra stimata in 7 milioni.
Al tempo stesso, dal 1° luglio scorso, ha tagliato i canali Eurosport dalla propria piattaforma, perdendo di fatto l’accesso a due Slam su quattro: Australian Open e Roland Garros, entrambi in esclusiva Eurosport fino al 2030.
Il tennis accelera verso il centro del sistema televisivo italiano, ma l’offerta si frammenta, come ricostruito su Sport e Finanza: più piattaforme, più abbonamenti, più confusione per chi vuole semplicemente seguire Sinner dall’inizio alla fine di ogni stagione.
Roma: prova generale per Mediaset
In questo contesto, gli Internazionali d’Italia rappresentano per Mediaset un’occasione doppiamente strategica. Anticipare di qualche mese l’esordio televisivo nel tennis rispetto alle Atp Finals di novembre significa costruire squadra, competenze e audience prima del grande appuntamento.
Il direttore dello sport Alberto Brandi è già al lavoro, anche se assemblare un team di eccellenza non sarà semplice: i talent disponibili sul mercato sono pochi, dopo gli ingaggi di Sky, Rai, SuperTennis ed Eurosport.
Garantirsi la copertura in chiaro di un evento così seguito significa anche posizionarsi su un asset di lungo periodo, appetibile per gli investitori pubblicitari e rilevante per il governo, attento alla gestione dei ricavi legati ai grandi eventi sportivi.
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Rai, tra budget e reputazione
Per la Rai la situazione è più delicata. Cedere anche Roma, dopo le Finals, vorrebbe dire uscire quasi completamente da un tennis che è tornato argomento di conversazione nazionale. Angelo Binaghi, presidente della Federtennis e padel, non ha mai nascosto di preferire la partnership Sky-Rai come strumento di promozione del tennis in Italia.
Rossi ha però chiarito la posizione del servizio pubblico: «Per la Rai il tennis è uno sport molto importante, ma alla fine bisogna fare i conti con il budget e con alcune anomalie del mercato che non sempre si riescono a governare».
Le tre strade – Rai, Mediaset, Tv8 – sono ancora aperte. La decisione finale dirà molto su chi detiene oggi il potere contrattuale nel tennis televisivo italiano e su chi scommette che il fenomeno Sinner non sia una parentesi fortunata, ma un cambiamento strutturale del Paese sportivo.