Jannik Sinner ha messo la firma sul primo Masters 1000 in terra battuta della sua carriera. Sul rosso di Monte Carlo, l’altoatesino ha superato Carlos Alcaraz con il punteggio di 7-6(5) 6-3 in 2 ore e 15 minuti, in una finale condizionata dal vento ma dominata con autorità dal numero uno al mondo.
Una vittoria che vale ben più di una coppa.
Bottino economico e di ranking: il ritorno al vertice
Sul fronte economico, questa vittoria vale 974.370 euro. Il montepremi del torneo 2026 ammonta complessivamente a 6.309.095 euro tra singolare e doppio, in crescita del 2,9% rispetto ai circa 6,1 milioni della scorsa stagione.
Una cifra che, come già anticipato su Sport e Finanza, posiziona Monte Carlo tra i tornei con il montepremi più contenuto dell’intera categoria Masters 1000: Indian Wells supera gli 8,9 milioni, Miami, Cincinnati, Shanghai e Canada si attestano intorno agli 8,4 milioni, e anche Madrid e Roma superano gli 8 milioni. Solo Parigi-Bercy si colloca su livelli analoghi al Principato.
Il titolo non porta soltanto denaro: grazie ai 1000 punti ottenuti, Sinner torna al numero 1 della classifica mondiale con 110 punti di vantaggio su Alcaraz, superandolo anche per numero di settimane trascorse in cima al ranking, 67 a 66. L’ultima volta che l’italiano aveva guidato la classifica con questo margine era il 9 novembre scorso.
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Un posto nella storia
La vittoria di Monte Carlo inserisce Sinner in una compagnia esclusiva. È il secondo giocatore, dopo Novak Djokovic nel 2015, a conquistare consecutivamente Indian Wells, Miami e Monte Carlo. Ma c’è di più: aggiunge il titolo del Principato agli altri tre consecutivi – Parigi-Bercy 2025, Indian Wells e Miami 2026 – diventando il terzo nell’Era Open a centrare quattro Masters 1000 di fila, eguagliando Djokovic (tre volte) e Rafael Nadal (Madrid, Roma, Montreal e Cincinnati 2013).
Il dato che sorprende maggiormente è quello legato alla percentuale di set vinti in questa striscia: Sinner ha chiuso i quattro tornei con 44 set conquistati su 45 disputati, per un record assoluto del 97,78%, superando il 95,65% di Djokovic nella sua miglior serie (da Shanghai 2015 a Miami 2016) e l’86,96% di Nadal nel 2013.
Cosa succede ora
La classifica resta comunque in bilico: Alcaraz potrebbe riprendersi il primato già domenica prossima a Barcellona. In caso di vittoria, i due sarebbero separati da appena dieci punti.
La rivalità tra i predestinati del tennis mondiale è tutt’altro che risolta, ma oggi il valore – economico, sportivo e storico – appartiene interamente a Sinner.