F1 e MotoGP, un unico motore: il modello Liberty Media che sta rivoluzionando il motorsport

Il gruppo americano ridefinisce le logiche del settore con un approccio asset-light che riduce i costi fissi e massimizza i ricavi da media e sponsorship: le due ruote rappresentano il prossimo banco di prova di questa strategia.

Ducati bilancio 2024
la strategia di portafoglio
Photo by: Gigi Soldano DPPI/Panoramic/Insidefoto

Liberty Media cambia le regole del gioco. Il modello di business adottato rappresenta una delle leve principali che hanno consentito alla Formula 1 e alla MotoGP di espandersi a livello globale senza un corrispondente aumento dei costi fissi. 

Più che sulla proprietà fisica degli asset, il gruppo fonda il proprio valore sulla gestione dei diritti commerciali, sulla distribuzione dei contenuti e sull’ottimizzazione di accordi globali con partner strategici.

Dall’Annual Report 2025 emerge chiaramente come Liberty Media non operi come una tradizionale azienda sportiva, bensì come una piattaforma di monetizzazione dei diritti, riporta Palco23.

I diritti audiovisivi al centro

L’intero business del motorsport ruota infatti attorno allo sfruttamento commerciale delle competizioni, lasciando in secondo piano la gestione diretta delle infrastrutture e dell’organizzazione operativa degli eventi.

L’esempio emblematico in tal senso è rappresentato dalla Formula 1, che genera oltre un miliardo di euro attraverso i diritti audiovisivi, a cui si aggiungono circa 900 milioni derivanti da sponsor e promoters fee

In questo contesto, le entrate legate a biglietteria e merchandising assumono un ruolo marginale, confermando come il core business sia fortemente orientato verso media e partnership globali.

La struttura dei costi

La gestione della F1 viene infatti strutturata come un sistema integrato di diritti commerciali, basato su accordi con broadcaster e emittenti locali che spesso entrano in competizione per acquisire i diritti. 

Tuttavia, questa impostazione comporta anche una dipendenza significativa da attori terzi, rendendo i ricavi sensibili a cambiamenti nei consumi mediatici, nelle dinamiche di mercato e nel contesto normativo internazionale.

L’impianto asset-light consente così di scalare il business mantenendo una struttura dei costi relativamente snella, poiché Liberty Media non possiede la maggior parte dei circuiti e non sostiene investimenti infrastrutturali diretti. 

Il rapporto con gli organizzatori locali

Il valore all’interno di questo business model si concentra dunque nella capacità di monetizzare contenuti, gestire contratti globali e valorizzare la proprietà intellettuale delle competizioni.

A dimostrazione di ciò, i circuiti stessi pagano fee rilevanti per essere inclusi nel calendario: con l’ultimo rinnovo fino al 2031, l’Autodromo di Monza verserà infatti 25 milioni di euro con rivalutazione annuale del 2% a favore del Circus. 

Questa impostazione ribalta il paradigma tradizionale, trasformando gli organizzatori locali in clienti piuttosto che in partner operativi, mantenendo una gestione sostanzialmente decentralizzata.

L’acquisizione di MotoGP

Il report evidenzia inoltre come si tratti di una struttura di ricavi altamente diversificata, costruita attorno alla proprietà intellettuale più che alla gestione fisica degli eventi. In questo scenario si inserisce la mossa strategica più rilevante degli ultimi anni: l’espansione nel mondo MotoGP.

Nel luglio 2024, Liberty Media ha acquisito l’84% di Dorna Sports per 3,1 miliardi di dollari, identificando la competizione come un asset con ampio potenziale di crescita. L’obiettivo dichiarato è quello di sviluppare ulteriormente il brand attraverso investimenti mirati, rafforzamento commerciale e una visione di lungo periodo.

Nel primo anno sotto la nuova proprietà, MotoGP ha generato ricavi per 573 milioni di dollari, registrando una crescita del 14% su base annua. L’obiettivo è replicare il modello già applicato alla Formula 1, puntando su diritti televisivi globali e sponsorizzazioni come principali driver di sviluppo.

Le sfide dell’integrazione in portafoglio

Tuttavia, questa espansione apre anche interrogativi strategici non trascurabili, soprattutto considerando la possibile sovrapposizione tra le due competizioni in termini di sponsor, mercati e calendario.

Un ulteriore elemento critico riguarda la saturazione del calendario globale degli eventi, che potrebbe incidere sulla capacità di attrarre audience e broadcaster, foraggiando potenzialmente un effetto di cannibalizzazione

Il rischio è quello di creare dinamiche di competizione interna che potrebbero limitare il potenziale di crescita complessivo: il successo dipenderà dalla capacità di mantenere un equilibrio solido tra team, promoter e tutti gli attori dell’ecosistema.

L’obiettivo di Liberty Media è costruire un ecosistema globale, scalabile e altamente monetizzabile, capace di ridefinire il motorsport secondo logiche sempre più business-oriented: se la Formula 1 rappresenta già un esempio maturo di questo approccio, MotoGP costituisce il prossimo step evolutivo.