Formula 1, la rivoluzione del 2026 passa dai freni: Brembo al centro del nuovo mondo

Dal via di Melbourne scatta il mondiale più rivoluzionario degli ultimi trent’anni. Il nuovo regoolamento ridisegna la guida, con la frenata come nuovo campo di battaglia. Brembo unico fornitore su tutti gli undici team.

Brembo Group_F1 livery
Nuovo regolamento
Image Credits: media Brembo

Domenica 8 marzo il circus della Formula 1 accende i motori sul circuito di Melbourne per dare il via a una stagione che si annuncia come la più dirompente degli ultimi trent’anni. Non è retorica: il nuovo regolamento tecnico 2026 riscrive le fondamenta della categoria, un cambio di paradigma che ha rimescolato le carte in ogni reparto.

A leggere il contesto più da vicino emerge un dato industriale significativo: Brembo, il gruppo bergamasco quotato a Piazza Affari e leader mondiale nella frenatura ad alte prestazioni, è l’unico fornitore presente su tutti gli undici team della griglia. Una posizione di monopolio tecnico conquistata sul campo e consolidata stagione dopo stagione, che nel 2026 assume un rilievo ancora più strategico.

I parametri sono cambiati tutti

A spiegare la portata della trasformazione è Mario Almondo, chief operating officer di Brembo Performance, che in una dichiarazione raccolta da Avvenire offre una lettura tecnica inedita: «I primi test a Barcellona sono serviti soprattutto per capire se tutte le novità apportate agli impianti frenanti funzionano. Il divario fra le nuove auto e le vecchie è mediamente di tre secondi: le vetture 2026 sono più lente, anche perché il nuovo regolamento rappresenta una vera rivoluzione rispetto agli ultimi 30 anni, almeno dal punto di vista degli impianti frenanti».

La rivoluzione non è solo aerodinamica: cambia il modo stesso di guidare. Almondo porta l’esempio della prima curva di Bahrain, affrontata storicamente in terza marcia e ora percorsa in prima, perché «la gestione della ricarica elettrica cambia la traiettoria di ingresso in curva e il modo di frenare». Un dettaglio che all’apparenza sembra marginale ma che in realtà ridisegna l’intera strategia tra qualifica e gara.

Sul piano spettacolare, il bilancio promette bene: secondo le simulazioni, il numero di punti di frenata a Melbourne scenderà da sette a quattro rispetto alla scorsa stagione. «Verremo sorpassi che non dipenderanno dalla capacità del pilota — osserva Almondo — ma deriveranno dai sistemi di recupero di energia».

Spettacolo, dunque, ma generato dalla macchina prima ancora che dall’uomo.

Quattro team davanti, Ferrari compresa

Sul piano agonistico, la prima indicazione dei test invernali fotografa un quartetto di testa composto da Mercedes, McLaren, Red Bull e Ferrari. Il fattore determinante non sarà la velocità di partenza, bensì la capacità di apprendimento: con Barcellona slittata all’ottava gara del calendario, chi saprà evolvere più rapidamente la propria vettura potrà imprimere una svolta decisiva alla stagione.

Tra i piloti, il profilo più adatto alle nuove dinamiche sembrerebbe essere Max Verstappen: «giovane, ma anche esperto, coniuga tutte le qualità che servono per primeggiare». Quanto al debuttante Andrea Kimi Antonelli, chiamato a sostituire dallo scorso anno Lewis Hamilton in Mercedes, Almondo glissa sulle difficoltà: «essendo una questione di sensibilità e di feeling nella guida, anche i piloti più giovani non avranno grosse difficoltà ad adattarsi».

Il business di Brembo: tutta la griglia, tre brand, un ecosistema

Dal punto di vista industriale e finanziario, la stagione 2026 segna un ulteriore consolidamento del gruppo guidato dal presidente esecutivo Matteo Tiraboschi. Secondo quanto dichiarato nel comunicato ufficiale Brembo, l’intera griglia sarà equipaggiata con pinze del gruppo (Brembo o AP Racing), mentre cinque team su undici adotteranno l’impianto frenante completo: pinze, pastiglie e dischi. A questi si aggiungono forniture di Brake by Wire e pompe freno per la maggior parte delle scuderie.

Il quadro si arricchisce con le controllate: AP Racing — acquisita nel 2000 — fornirà frizioni e freno-frizioni ad alte prestazioni a otto team su undici, mentre Ohlins — entrata nel gruppo nel 2025 — porterà i propri ammortizzatori a cinque scuderie. Un portafoglio integrato che trasforma Brembo da semplice fornitore di componenti a partner sistemico della competizione.

«Siamo orgogliosi di essere protagonisti di questa nuova era, – ha dichiarato Tiraboschi nel comunicato stampa del gruppo. – Essere scelti dai migliori è per noi una grande responsabilità e un forte stimolo a continuare a puntare all’eccellenza».

Dalla pista alla strada

La F1 non è solo un teatro di competizione: è anche il più sofisticato laboratorio di sviluppo al mondo. E ciò che si impara in pista in pochi mesi – dai materiali ai sensori, fino all’intelligenza artificiale – viene sistematicamente trasferito sulle auto di serie. Brembo ne è consapevole e da anni sta lavorando a Sensify, sistema intelligente per vetture stradali.

La stagione 2026 è dunque molto di più di un campionato del mondo. È il banco di prova di una mobilità futura in cui la gestione dell’energia e la sicurezza in frenata saranno decisive quanto la potenza del motore. E Brembo, con oltre cinquant’anni di esperienza nel motorsport alle spalle, sembra aver trovato la traiettoria giusta.