Milano Cortina 2026: l’effetto Olimpiadi spinge export e turismo

I Giochi Invernali si confermano una vetrina globale strategica per il distretto dello Sportsystem: la crescita delle vendite estere di articoli sportivi invernali si intreccia con l’aumento delle presenze turistiche alpine.

Milano Cortina export turismo
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Milano Cortina traina lo Sportsystem. Negli ultimi anni il distretto di Asolo e Montebelluna ha registrato una crescita significativa delle esportazioni verso mercati storici e nuove destinazioni emergenti.

In parallelo, è aumentata la presenza turistica sulle Dolomiti proveniente proprio da molti dei Paesi trainanti per l’export. Due dinamiche che procedono in modo sincronizzato, come confermano anche i dati sulle prevendite dei biglietti olimpici negli stessi mercati.

L’export di articoli sportivi

Uno studio inedito realizzato da Intesa Sanpaolo fotografa con precisione questa evoluzione. Nel 2024 le esportazioni di sci, scarponi e articoli tecnici per gli sport invernali hanno sfiorato i 360 milioni di euro a prezzi correnti, in forte crescita rispetto ai 220 milioni del 2008, riporta Il Sole 24 Ore

Il distretto rappresenta oggi il 29% dell’intero export italiano degli articoli sportivi. Dal 2008 l’aumento delle esportazioni del comparto è stato del 63,5%, superando nettamente il +48,1% registrato dalla media nazionale dello stesso settore.

Sci e scarponi restano il punto di forza del distretto. Nel corso del 2025 – fatta eccezione per il secondo trimestre – hanno mantenuto un trend di crescita rispetto al 2024, in controtendenza sia rispetto all’andamento complessivo della provincia di Treviso sia rispetto alle altre due specializzazioni locali, biciclette e calzature.

I mercati di sbocco

I principali mercati di destinazione sono Stati Uniti e Francia, seguiti da Germania, Austria, Svizzera e Spagna. I dati evidenziano una correlazione positiva tra frequentazione delle Dolomiti e domanda di prodotti invernali del distretto, come sci e scarponi. 

Anche le prevendite per i Giochi invernali confermano il trend: Germania e Stati Uniti insieme rappresentano circa il 40% dei biglietti acquistati. Il report segnala inoltre margini di crescita su altri mercati. 

Fatta eccezione per Francia, Paesi Bassi e Finlandia, che rappresentano mercati di sbocco in crescita per il distretto, gli altri (Regno Unito, Svizzera, Canada e Repubblica Ceca) potrebbero trarne nuova linfa dopo che nel periodo 2019-2024 hanno registrato un calo – si legge nella ricerca -. Benefici sono attesi anche per i mercati “lontani” per la crescita di interesse per gli sport invernali.

La vetrina dei Giochi Invernali

«Per le imprese dello Sportystem di Montebelluna le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina rappresentano un’occasione di visibilità internazionale, relazioni commerciali e nuove opportunità di sviluppo – commenta Cristina Cipiccia, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo. Lavorando quotidianamente al fianco di queste aziende, osserviamo una filiera che investe con continuità in innovazione di prodotto, capacità produttiva e presidio dei mercati esteri».

Il distretto è riconosciuto come la “capitale mondiale” della calzatura sportiva e tecnica. Nonostante un contesto economico internazionale ancora fragile per diversi comparti manifatturieri, il settore continua a dimostrare resilienza e capacità di adattamento, sostenuto dalla domanda dei mercati esteri tradizionali e di quelli emergenti.

 «Le Olimpiadi rappresentano sempre un momento unico nella storia sportiva mondiale, ma per il nostro territorio assumono un significato ancora più profondo – sottolinea Gianni Frasson, presidente della Fondazione Sportsystem sono un’occasione concreta per rilanciare fiducia, identità e visione condivisa».

I numeri del distretto

Al 31 dicembre 2024 il distretto contava 579 sedi di impresa e 164 unità locali. L’intero Sportsystem impiega 7.824 addetti, pari a quasi il 17% degli occupati complessivi nei 16 comuni coinvolti. Il valore della produzione è stimato in 3,2 miliardi di euro (dato 2023), mentre l’export complessivo ha raggiunto 1,6 miliardi nel 2024.

Tra le realtà simbolo spicca Tecnica Group, con 320 dipendenti nella sede di Giavera del Montello e oltre 4mila nel mondo, che controlla marchi storici come Blizzard e Nordica, oltre ai Moon Boot, ormai icona tra sport e fashion.

Accanto ai grandi gruppi convivono eccellenze altamente specializzate come Gi-Di Meccanica di Dino Giusti, produttrice di leve per chiusure di scarponi con tecnologie applicate anche al settore automotive. 

Le realtà dello Sportsystem

Nel territorio opera anche il gruppo altoatesino Oberalp, che con il marchio Dynafit sviluppa attrezzature ultraleggere per lo scialpinismo, disciplina al debutto olimpico. Dalbello, fondata nel 1974, produce esclusivamente scarponi per tutto l’anno, con circa 490mila pezzi realizzati.

Le competenze del distretto si estendono anche fuori area storica, fino al Padovano, dove ha sede lo studio Albertdesign di Alberto Barin, attivo nella progettazione di scarponi e attrezzature sportive. 

Parallelamente si sono sviluppati servizi strategici come DB Logistica, nata per supportare l’export dei marchi locali e oggi punto di riferimento nella logistica internazionale e nella consulenza doganale.

Nel territorio sono presenti anche centri di ricerca e sviluppo di grandi marchi internazionali come Rossignol e Head, che hanno scelto la zona per l’alta densità di competenze specializzate.

I campioni olimpici scelgono il Made in Italy

«Circa il 70% degli atleti che gareggeranno alle prossime Olimpiadi indosseranno prodotti progettati e/o realizzati nel distretto dello Sportsystem – evidenzia Frasson –. In un contesto in cui la competizione si gioca sempre più su qualità, innovazione, sostenibilità e coerenza del posizionamento, il valore dei brand diventa centrale. Non solo i marchi individuali, ma anche il brand collettivo “Made in Sportsystem”».

Le Olimpiadi diventano così un acceleratore naturale: un palcoscenico globale osservato da oltre un miliardo di persone, dove si incontrano performance sportive, tecnologia e innovazione industriale.

L’obiettivo, conclude Frasson, «non è solo un ritorno economico immediato, ma qualcosa di ancora più strategico e duraturo: rafforzare il valore di una comunità produttiva unica, mettendo al centro talento umano, ingegno e capacità di innovazione».