Le Pmi come architrave di Milano Cortina 2026. Dietro le quinte della rassegna a cinque cerchi c’è un sistema produttivo fatto di piccole e medie realtà che operano lontano dai riflettori.
È questa la prospettiva emersa durante il convegno Confartigianato “Cinque cerchi, mille mani. L’intelligenza artigiana nelle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026”, che ha acceso i riflettori sul contributo di artigiani e imprenditori alla realizzazione dei Giochi.
I numeri del comparto
I numeri elaborati da Confartigianato raccontano una realtà solida e diffusa: la filiera italiana dei prodotti e servizi legati allo sport è composta da 25.118 Pmi, pari al 99,5% del totale del settore, con circa 56mila addetti, il 79,2% dell’occupazione complessiva.
All’interno di questo ecosistema, l’artigianato rappresenta quasi la metà della manifattura sportiva, con il 45,5% della produzione, in base ai numeri raccontati dall’organizzazione di categoria e riportati da Il Foglio.
Si tratta di una rete produttiva che copre l’intera catena del valore: dall’abbigliamento tecnico alle attrezzature sportive ad alta tecnologia, fino agli impianti e alle forniture essenziali per l’organizzazione dei grandi eventi.
La partnership tra il comitato organizzatore e Confartigianato
Il ruolo di queste imprese nel percorso verso Milano Cortina 2026 è stato formalizzato nel marzo 2021, con la partnership strategica tra Confartigianato e il Comitato organizzatore dei Giochi olimpici e paralimpici, che ha sancito l’impegno dell’associazione nel rappresentare e promuovere i valori dell’artigianato italiano.
«Quando si parla di Olimpiadi si pensa subito agli atleti e alle medaglie – ha sottolineato nel corso del convegno il presidente di Confartigianato Marco Granelli – ma oggi vogliamo raccontare un’altra storia».
Nel comparto spicca il ruolo delle imprese che costruiscono infrastrutture e impianti sportivi, che producono il ghiaccio per gli impianti indoor, che realizzano rivestimenti tecnici per piste da gara, che progettano arredi e servizi per i villaggi olimpici o che sviluppano protezioni sportive personalizzate ad alto contenuto tecnologico.
Il radicamento territoriale
Un insieme di competenze in cui tradizione artigiana e innovazione tecnologica si integrano in modo decisivo per il successo dell’evento. Accanto alla qualità produttiva, un altro elemento distintivo è il forte radicamento territoriale.
Negli otto comuni sede delle gare olimpiche operano 127.001 imprese artigiane; di queste, 19.703 sono attive nei settori direttamente collegati al turismo e impiegano oltre 48mila lavoratori.
Una rete strutturata e articolata che garantirà servizi, accoglienza e operatività durante i Giochi, e che al contempo rappresenta anche un’eredità economica destinata a produrre valore nel lungo periodo.
La distribuzione geografica della sport economy
La distribuzione geografica della sport economy riflette la struttura del sistema manifatturiero italiano. La Lombardia guida la classifica con 5.816 imprese attive nella produzione di beni e servizi per lo sport, seguita da Veneto (2.689), Emilia-Romagna (2.400), Piemonte (2.361) e Lazio (2.245).
Complessivamente, il Centro-Nord concentra l’83% delle imprese della sport economy e oltre l’85% degli addetti. A livello provinciale. Milano si posiziona al primo posto con 2.202 imprese attive nel settore sportivo, seguita da Roma (1.845) e Torino (1.320).
Tra gli altri poli produttivi si distinguono Napoli (717 imprese), Brescia (661), Bergamo (619), Bologna (590) e Bolzano (585), territori caratterizzati da specializzazioni produttive in grado di sostenere sia la domanda interna sia le grandi commesse legate agli eventi sportivi internazionali.
La competitività sui mercati esteri
La competitività del settore si riflette anche sui mercati esteri: l’export italiano di articoli sportivi sfiora i 5 miliardi di euro, con gli Stati Uniti primo mercato di destinazione, per un valore di 178 milioni.
In questo contesto, Milano Cortina 2026 si presenta come un evento sportivo globale che racconta l’immagine di un modello produttivo diffuso e altamente specializzato fungendo da vetrina verso l’estero.
Un sistema costruito da migliaia di imprese e professionalità che uniscono tradizione, innovazione e competitività, portando la “nazionale” dell’economia reale italiana già sul podio della sport economy.