Dainese S.p.A., storico marchio italiano dell’abbigliamento tecnico per motociclisti, mountain bike, sport invernali ed equitazione, ha un nuovo proprietario. HPS Investment Partners e Arcmont Asset Management hanno acquisito il 100% delle azioni della società vicentina, dopo aver ottenuto l’approvazione antitrust della Commissione Europea. L’operazione, annunciata lo scorso 24 ottobre 2025, si è ora conclusa con un intervento che ridisegna completamente l’assetto finanziario del gruppo.
Secondo quanto comunicato dalla società, l’indebitamento finanziario è stato ridotto di 190 milioni di euro, comprendente 142 milioni di titoli obbligazionari senior garantiti a tasso variabile con scadenza nel 2030 e una linea di credito revolving rideterminata a 45 milioni di euro, concessa da Intesa Sanpaolo, UniCredit e Bank of America Europe. I nuovi azionisti hanno inoltre iniettato 30 milioni di euro di liquidità fresca nelle casse del gruppo.
«Questa operazione rappresenta una pietra miliare per Dainese, – ha dichiarato Angel Sánchez, CEO della società. – HPS e Arcmont sono entrambi investitori e partner che hanno scelto di condividere la nostra visione, la nostra passione per l’innovazione e il nostro impegno incondizionato per la sicurezza e la qualità».
L’uscita di Carlyle dopo una stagione difficile
Il cambio di proprietà arriva al termine di un periodo particolarmente critico per il marchio fondato nel 1972. Il fondo Carlyle, che aveva acquisito Dainese nel 2022 per 630 milioni di euro da Investcorp, si trova ora costretto a cedere il controllo ai creditori. Una scelta obbligata dal deterioramento dei conti: il gruppo ha chiuso il 2024 con una perdita netta di 120 milioni di euro, quasi triplicata rispetto all’esercizio precedente.
A pesare sui bilanci sono state svalutazioni dell’avviamento per 86 milioni, unite a una contrazione della domanda soprattutto nei mercati asiatici e a un contesto macroeconomico sfavorevole caratterizzato da tassi d’interesse elevati e consumi in calo. Il gruppo vicentino era arrivato ad accumulare circa 300 milioni di euro di debiti, pari a 15 volte l’EBITDA stimato intorno ai 20 milioni: un livello insostenibile rispetto agli standard di settore, che prevedono un massimo di 3-3,5 volte.
Nonostante un’iniezione di liquidità da 15 milioni operata da Carlyle a fine 2024 per evitare la violazione dei covenant bancari, i segnali di crisi si sono moltiplicati. A inizio luglio, la società ha rinviato il pagamento di una cedola obbligazionaria, innescando una serie di vertici straordinari culminati nell’approvazione, il 10 luglio, di un nuovo bond senior garantito da 25 milioni destinato a finanziare il capitale circolante.
Dainese emette nuovo bond da 25 milioni per rafforzare la struttura finanziaria
La sfida del rilancio
HPS e Arcmont non sono nuovi al dossier Dainese. Come già scritto qui su Sport e Finanza, i due fondi erano già i principali creditori della società, avendo sottoscritto tra il 2022 e il 2024 obbligazioni private per 285 milioni. Con l’acquisizione del controllo in cambio della rinuncia al debito residuo, ora si trovano di fronte alla sfida di rilanciare un marchio storico del made in Italy che, nonostante le difficoltà finanziarie, mantiene una posizione di rilievo nei mercati internazionali.
«Siamo orgogliosi di rafforzare il nostro rapporto di lunga data con Dainese, – hanno commentato congiuntamente i nuovi azionisti. – Con questo investimento, siamo lieti di supportare il CEO Angel Sánchez, il team dirigenziale e Dainese nel rafforzare ulteriormente la sua posizione di mercato e promuovere l’innovazione in tutti i suoi segmenti di attività».
Il nuovo corso dovrà concentrarsi sulla revisione del modello di business, sul contenimento dei costi e su una strategia di riposizionamento nei mercati chiave. Con oltre 50 anni di storia e un portafoglio che spazia dalla protezione per motociclisti agli sport invernali, Dainese resta un asset industriale di valore, ora chiamato a dimostrare di poter tornare su binari di redditività sostenibile.