Parla Gaudenzi: «Prize money ATP triplicato, serve governance unica»

Il presidente ATP Andrea Gaudenzi traccia il futuro del tennis professionistico in un’intervista esclusiva alla rivista Undici. Dalla trasparenza sui ricavi alla riforma dei Masters 1000, tutto parte di One Vision.

Atp Gaudenzi
Progetto One Vision
Image Credits: Nicolo Campo / Insidefoto

Il tennis sta vivendo un’epoca d’oro senza precedenti. Lo confermano i numeri degli spettatori, gli accordi commerciali milionari e i montepremi in crescita esponenziale. A guidare questa rivoluzione c’è Andrea Gaudenzi, ex numero 18 del mondo e presidente ATP dal gennaio 2020, che in un’intervista alla rivista Undici traccia il presente e il futuro di uno sport che sta conquistando nuovi territori.

La doppia prospettiva, da giocatore e da manager, gli ha fatto comprendere una verità fondamentale: «Gli sport, ormai, sono in competizione con i videogiochi, con le piattaforme, con lo spettacolo. Insomma, sono diventati un prodotto di intrattenimento. E allora bisogna innovare».

Il progetto One Vision: verso una governance unitaria

L’innovazione passa innanzitutto dalla governance. Il progetto One Vision rappresenta l’ambizione più grande del presidente ATP.

«La prima fase si poneva l’obiettivo di mettere a posto le cose, io la definivo getting our house in order, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, – racconta Gaudenzi alla rivista Undici. – La fase due sarà più complessa, perché presuppone l’allineamento di tutte le governance: senza una linea unica tra ATP, WTA e i tornei dello Slam, è difficile pensare a dei cambiamenti trasversali».

Il modello a cui guardare, secondo il presidente, è chiaro. NBA e Formula 1, che hanno un controllo totale del loro prodotto, dimostrano che quella è la strada giusta per crescere.

Attualmente la frammentazione penalizza sia l’industria che gli appassionati. ATP, WTA, gli Slam, l’ITF con la Davis: tutti vanno sul mercato separatamente. Ciò disorienta.

Masters 1000: la riforma che funziona

Tra i provvedimenti più impattanti firmati da Gaudenzi c’è l’allungamento di nove tornei Masters 1000, che da quest’anno durano 12 giorni.

«I numeri ci dicono che l’impatto c’è stato ed è stato positivo, – conferma il presidente nell’intervista. – Abbiamo registrato una crescita significativa delle sponsorizzazioni, dei biglietti venduti, dei ricavi della parte broadcast: il numero degli spettatori, quelli che vedono il tennis dal vivo o in televisione, è sempre la cosa più importante da misurare».

Non tutti i giocatori hanno accolto la novità con entusiasmo, ma Gaudenzi difende la scelta: «In effetti gli abbiamo richiesto qualcosa di diverso: dare priorità ai tornei 1000 insieme a quelli del Grande Slam». La complessità del tennis, spiega, sta nella sua matematica spietata: «A differenza di tutti gli altri sport, praticamente, la metà degli iscritti a un torneo gioca una sola partita in quello stesso torneo. Il 75% degli iscritti ne gioca solo due».

Questo crea calendari completamente diversi: «I top player, che arrivano quasi sempre in semifinale o in finale, si ritrovano ad avere un calendario molto diverso rispetto a chi occupa il settimo o l’ottavo posto del Ranking».

Trasparenza economica e prize money triplicato

Una delle battaglie vinte da Gaudenzi riguarda la trasparenza finanziaria. «Per 35 anni il business è stato in mano solo ai tornei, nessuno conosceva i reali guadagni, – rivela il presidente. – Ora invece le cifre sono pubbliche, siamo in un’era di profit sharing vero e proprio tra i tornei e i giocatori».

I risultati economici sono significativi: «Nel 2020 era di 12 milioni, ora è quasi triplicato», spiega Gaudenzi riferendosi al prize money complessivo. «La cosa che mi ha dato più soddisfazione e che credo rimarrà è l’aver convinto i tornei a dare trasparenza sui ricavi. Se unisci gli interessi di tutti, hai una speranza di crescere nel futuro».

Secondo il presidente ATP, i giocatori professionisti sono intorno ai 250-300, ovvero quelli iscritti alle qualificazioni di un torneo Slam. «è a partire da questo numero che, da quando sono arrivato, abbiamo ritenuto che il Prize Money dovesse essere alzato».

Sinner-Alcaraz e il futuro del tennis

Sul dominio attuale di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, Gaudenzi mantiene un approccio equilibrato: «Sono d’accordo che una rivalità a quattro potrebbe essere meglio di una rivalità a due, garantirebbe più varietà. Però devo dire che, per il pubblico, sarebbe disorientante anche avere un numero uno diverso ogni anno».

La visione strategica è chiara.

«Per noi è fondamentale che i tennisti più forti al mondo si affrontino tra loro nei migliori eventi, – ha dichiarato – nelle città più attraenti e nelle infrastrutture più belle e accoglienti. Ed è per questo che la nostra idea è quella di dare priorità ai Masters 1000, quindi a una decina di tornei più i quattro Slam e le Finals».

Sul fronte dell’espansione geografica, Gaudenzi indica chiaramente le priorità. Mentre in questo momento predominano Europa e Stati Uniti, dove magari il tennis non è lo sport più popolare ma è comunque in Top 5 di quelli più seguiti, il mercato in cui ci sono più margini di crescita è l’Asia. Non è un caso quindi che sia stato annunciato un nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita.

L’Italia e le ATP Finals di Torino

Sull’Italia, Gaudenzi esprime grande soddisfazione.

«L’Italia ha fatto un percorso straordinario, – sottolinea nell’intervista rilasciata a Undici. – Un campione come Sinner non si può né costruire né tantomeno programmare a livello industriale, ma avere cinque-dieci giocatori nei primi 100 è frutto di un grande lavoro».

Il presidente riconosce il merito di Binaghi, che con la Federtennis ha creato un sistema decentralizzato fatto di tanti tornei, con molti allenatori e maestri forti: un ecosistema perfetto per allevare talenti.

Sulle ATP Finals a Torino, giunta alla quinta edizione consecutiva, il presidente ricorda: «Siamo arrivati a Torino nel 2020: io non ero ancora presidente ATP, ma ricordo che venivamo dalla bellissima esperienza di Londra e che c’erano dei dubbi. E invece la città, la regione Piemonte e tutto il Paese risposero in maniera magnifica».

Tennis del futuro: contenuti e intrattenimento

Guardando avanti, Gaudenzi immagina un tennis capace di competere con le nuove forme di intrattenimento:

«Dobbiamo ragionare in modo diverso rispetto al passato, i bambini e i ragazzi di oggi hanno tante alternative a cui appassionarsi, oltre lo sport. E allora dobbiamo pensare a delle cose che vadano al di là di ciò che succede live, formati brevi come gli highlights, oppure contenuti che raccontino le storie dei giocatori».

L’obiettivo finale rimane ambizioso: convincere tutti questi attori, anche gli Slam, a lavorare tutti insieme. Solo così, secondo il presidente ATP, il tennis potrà consolidare la sua età dell’oro e trasformarsi in un prodotto di intrattenimento globale competitivo.

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